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mortalità infantile

La "grande maggioranza" delle morti infantili nel mondo si potrebbe evitare

Secondo un nuovo rapporto ci sono paesi che stanno riducendo la mortalità infantile, mentre altri invece non riescono a evitare le morti per diarrea, malattie respiratorie e complicazioni neonatali.
29.1.16
Khaled Elfiqi/EPA

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Nel 2013, in tutto il mondo sono morti 7.7 milioni di bambini e adolescenti. Tuttavia, stando a un nuovo rapporto pubblicato questa settimana dal giornale medico JAMA Pediatrics, la "grande maggioranza" di queste morti sarebbe stata evitabile.

Sebbene alcuni paesi stiano facendo dei progressi sul versante della mortalità infantile, altri invece non fanno abbastanza per evitare morti a causa di malattie — tra le altre, respiratorie e neonatali.

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"Ci sono dei paesi che sono rimasti indietro," ha scritto il dottor Paul Wise, della Stanford University School of Medicine, in un editoriale che apre il rapporto. "In questi paesi le condizioni di salute dei minori sono rimaste stabili o, in alcuni casi, sono addirittura peggiorate."

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Il rapporto fa parte del Global Burden of Diseases Study ed è compilato dallo Institute for Health Metrics and Evaluation dell'Università di Washington. Come ha spiegato Theo Vos - il responsabile del rapporto - a VICE News, i ricercatori hanno consultato più di 50mila fonti.

Secondo il rapporto quasi 6.3 milioni di morti hanno riguardato i bambini sotto i cinque anni, e più della metà di questi decessi è stato causato da infezioni alle vie respiratorie, complicazioni legate a nascite premature, encefalopatia neonatale, malaria e diarrea.

Il dottore William Schaffner - primario di medicina preventiva allo Vanderbilt University Medical Center - ha sottolineato il fatto che la diarrea fosse tra le prime cause di mortalità infantile già 40 anni fa, quando lui era ancora studente.

"Sono quasi cascato dalla sedia," ha dichiarato Schaffner, che ha spiegato come a rendere fatale la diarrea concorrano l'assenza di cure appropriate e la disidratazione.

"È molto triste leggere questi studi al giorno d'oggi. Abbiamo fatto enormi progressi e nonostante ciò in molti paesi ritroviamo queste malattie ancora tra le prime cause di mortalità tra i bambini."

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Stando alle stime del rapporto, inoltre, la malnutrizione è l'ottava causa di morte per i bambini sotto i cinque anni; le vittime ammontano a 225mila.

"Ci sono bambini che muoiono di fame nel 2016," dice Schaffner. "Ci sono genitori che non riescono a dar da mangiare ai propri figli e che sono costretti a vederli morire. È straziante leggere questi dati."

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La diarrea è la principale causa di morte per i bambini tra i 5 e i 9 anni. Sempre in questa fascia d'età, le altre principali cause sono malattie respiratorie, incidenti stradali, infezioni intestinali e malaria.

La prima causa di morte tra gli adolescenti - tra i 10 e i 19 anni di età - sono gli incidenti strali. La seconda invece è il virus dell'HIV, seguito da autolesionismo, annegamento e infezioni intestinali.

Vos sostiene che lo studio - che registra un calo del 3 e dell'1.6 per cento rispettivamente nelle morti di bambini e adolescenti - evidenzia anche come in diverse parti del mondo ci siano ancora grosse carenze.

Ad esempio in Nigeria, un paese che ha solo il 4 per cento della popolazione mondiale di bambini e adolescenti, a livello generale nel 2013 si è registrato il 12 per cento di morti per malattie respiratorie, e il 38 per cento di morti per malaria.

L'India, la Repubblica Democratica del Congo, il Pakistan, la Nigeria e l'Etiopia sono invece i cinque paesi dove nel 2013 si sono registrate più della metà di morti per diarrea in tutto il mondo, nonostante insieme abbiano il 30 per cento della popolazione mondiale di bambini e adolescenti.

"Ci sono molte cose che non vanno," dichiara Vos, "il rapporto comunque è rivolto alla comunità globale. Vogliamo che quanto più persone possibile ne facciano uso, soprattutto quelle che prendono decisioni importanti per la sanità pubblica."


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