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Esclusiva: Abbiamo seguito una ragazza canadese che ha combattuto lo Stato Islamico in Siria

Un'autobomba ha reso la 19enne Shaelynn Jabs sorda da un orecchio, un mese dopo che il suo mentore tedesco è stato ucciso al fronte.
25.3.16
Shaelynn Jabs, a sinistra, con sua madre all'aeroporto di Dallas. (Foto di Daily VICE)

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Una ragazza canadese, ferita in uno scontro con militanti dello Stato Islamico (IS) in Siria, è ritornata a casa questa settimana.

La 19enne Shaelynn Jabs combatteva al fianco delle forze curde in un villaggio a nord della Siria, quando una camionetta si è fiondata a tutta velocità verso la sua unità, schiantandosi contro un muro prima di esplodere. Lo scoppio le ha causato la rottura del timpano e una commozione cerebrale di lieve entità, lasciando Jabs sorda dall'orecchio destro.

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La ragazza faceva parte dell'YPJ curdo, il contingente femminile delle Unità di Protezione Popolare (YPG), il braccio armato del Partito di Unione Democratica curdo-siriano.

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Jabs è sbarcata domenica sera all'aeroporto Dallas-Fort Worth di Dallas, dove ha incontrato sua madre, Brenda Jabs. Le due non si vedevano dallo scorso ottobre, quando Shaelynn aveva lasciato la sua casa di Drayton Valley, in Alberta.

"O mio Dio, ce l'ho fatta davvero," ha detto Jabs mentre abbracciava la madre. VICE News, che ha seguito la storia di Jabs passo dopo passo, si trovava all'aeroporto ad attendere il suo arrivo. "Sono veramente felice. Sto cercando di non piangere."

"Negli ultimi quattro mesi ho continuato a sognare come sarebbe stato rivedere mia madre, incontrare la mia famiglia," ha detto Jabs. "Adesso non è più solo un sogno."

Foto via Facebook

Mentre sua figlia si trovava in Siria, Brenda Jabs ha ricevuto notizie sporadiche e frammentarie sulle sue condizioni. A gennaio Brenda ci aveva raccontato: "È difficile. Prego molto e cerco di tenermi occupata così che questo non sia il mio unico pensiero fisso anche se lo è."

Shaelynn era stata ferita due volte prima che l'autobomba la mettesse definitivamente fuori causa. La ragazza era stata colpita da un proiettile vagante e aveva dovuto farsi asportare frammenti di proiettile dalla schiena e dalla spalla.

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"È come un dolore tagliente che rimane nella mia testa. È una pulsazione costante, non finisce di fare male," dice Jabs della ferita all'orecchio. L'YGP ha ritenuto il trauma così grave da consigliarle di tornare in America per ricevere cure mediche.

Un dottore le ha già detto che il danno è permanente, ma che con il tempo potrebbe recuperare due-terzi dell'udito.

Foto di Rustem Cûdi, via Facebook

Il suo mentore in Siria, un volontario tedesco ed ex soldato conosciuto con il nome curdo di Rustem Cûdi, è stato ucciso in battaglia un mese fa, dopo essere stato colpito da un cecchino di IS.

Jabs è una dei tanti canadesi che si sono recati in prima linea per aiutare la lotta dei curdi contro lo Stato Islamico. Tra di essi c'è anche Robert Somerville, ex militare delle forze canadesi deportato in Canada lo scorso mese dopo che le autorità australiane gli avevano negato l'ingresso nel paese. All'età di 19 anni, però, Jabs è tra gli occidentali più giovani ad avere preso parte al conflitto.

"Alcuni pensano che questa non sia la nostra guerra, ma lo è."

"Dobbiamo farlo. Sono esseri umani, sono in pericolo e stanno perdendo i loro figli," spiega la ragazza a VICE News. "Siamo qui (in Occidente) e chiudiamo gli occhi, quando invece dovremmo prestare più attenzione."

Joanna Mozolewska-Filipczuk, una madre polacca che si è unita all'YPG, ha combattuto al fianco di Jabs. Joanna ha lasciato la Siria lo stesso giorno della ragazza, e ha raccontato a VICE Germania che era pronta a morire in Siria.

Foto via Facebook

L'autobomba che ha colpito l'unità di Jabs, ha fatto crollare un intero palazzo causando la morte di tre bambini. "Abbiamo salvato due madri e un giovane ragazzo," spiega lei.

Quando è arrivata in Siria Jabs non aveva nessuna esperienza militare, e ha ricevuto un addestramento dall'YPG. Sul campo di battaglia il suo mentore era Cûdi, un ex soldato tedesco di 55 anni che all'interno del battaglione di Jabs era diventato una figura paterna. +

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"Ci proteggeva sempre. Ci ha mostrato tutto quello che sapeva," racconta Jabs. "Mi ha insegnato diverse cose nel tempo libero, per esempio come entrare in edifici chiusi a chiave."

I suoi compagni curdi hanno dato a Jabs il nome di Dilan, che in curdo vuol dire "ballo", per il modo animato con cui gesticolava mentre parlava. Jabs dice che è stato difficile andarsene dalla Siria.

"È come se li avessi abbandonati. Tornerei indietro di corsa adesso se li potessi aiutare," dice la ragazza.

Jabs ha intenzione di tornare al fronte. "L'ho già accennato [a mia madre], ma non mi credono, per via del mio orecchio."

"Alcune donne curde sono venute da me e mi hanno ringraziato. Alcuni pensano che questa non sia la nostra guerra, ma lo è."

Foto via Facebook

Quando le chiediamo se in Siria ha dovuto uccidere, Jabs dice che si tratta di una questione personale e che è contro la sua natura, ma ammette di aver ammazzato un combattente dello Stato Islamico. Lei e altri due erano sotto attacco. "Voleva colpire i miei compagni e non potevo permettere che ciò accadesse," dice Jabs.

Al suo ingresso negli Stati Uniti Jabs è stata interrogata dagli agenti doganali di Chicago. Hanno ispezionato i suoi effetti personali per verificare se fosse vero ciò che aveva detto della sua permanenza in Siria. Dopo due ore, le hanno permesso di prendere il volo per Dallas.

Jabs potrebbe essere interrogata nuovamente in Canada. "Non so cosa aspettarmi. Spero di non finire nei guai."

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Foto via Facebook


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