Il cambiamento climatico sta per far riemergere tonnellate di feci umane da questo ghiacciaio

Ad oggi, gli scalatori hanno sepolto circa 66 tonnellate di feci sul Monte Denali, in Alaska. Con l'innalzarsi delle temperature, gli scienziati temono che tornino in superficie da un momento all'altro.

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03 aprile 2019, 10:40am

Il campo base sulla vetta del Denali Immagine: National Park Service/Kent Miller

C'è un modo di dire vagamente ingenuo tra gli amanti della vita all'aperto che recita, "Non portare via niente, solo fotografie, lascia soltanto le tue impronte," e per quanto non sia specificato, immagino che la regola si applichi anche al rifiuto più organico di tutti: la cacca.

Ma al Denali National Park, in Alaska, in pochi hanno seguito questo mantra, abbandonando nel corso degli anni qualcosa come 66 tonnellate di feci umani, che — poiché ovviamente la storia non finisce qui — potrebbero presto riaffiorare dal panorama ghiacciato, in parte grazie al cambiamento climatico.

La stima arriva dal National Park Service, che tiene traccia dei rifiuti prodotti e abbandonati dagli avventurieri nel parco. Ora, gli scienziati federali si aspettano che lo scioglimento dei ghiacciai, conseguenza dell'innalzamento delle temperature medie, potrebbe riportare in bella vista un'estesa collezione di merde lasciate nella neve, già quest'estate, stando a quanto riportato da USA Today questo lunedì.

"Il principale obiettivo delle politiche per la gestione dei rifiuti è il Ghiacciaio di Kahiltna, che è il ghiacciaio con la più alta concentrazione di visitatori. E, di conseguenza, uno storico significativo di cacca di scalatore," ha detto a Motherboard via email Maureen Gualtieri, responsabile dell'informazione pubblica al Denali National Park.

Un po' come il Monte Everest, a sua volta zeppo di feci umane, il Denali è segnato dalle tracce sudice degli oltre 1000 scalatori che percorrono i suoi sentieri ogni anno.

In passato, i visitatori si liberavano, impacchettavano il prodotto e lo lasciavano in due possibili posti: in cima al ghiacciaio di Kahiltna (che si staglia a circa 6.000 metri), o giù per i suoi crepacci. Dal 2007, il National Park Service ha proibito alle persone di lasciare le proprie feci sparse a caso sulla superficie del ghiacciaio ad altezze superiori ai 4.000 metri, designando un crepaccio apposta a cui affidarle. Qualsiasi cosa prodotta sotto i 4.000 metri, invece, deve essere riportata al campo base.

Al Denali, le autorità pensavano che i rifiuti umani sarebbero stati sepolti dalla neve entro un anno. Ma come ha spiegato il glaciologo del National Park Service Michael Loso a USA Today, "La copertura dei ghiacciai dei parchi nazionali in Alaska ha perso più superficie dell'area complessiva del Rhode Island."

"Gli escrementi emergeranno in superficie più o meno com'erano quando sono stati sepolti."

Le immagini di archivio sui ghiacciai del parco che risalgono a 50 o 80 anni fa mostrano che molti si sono "ritirati, assottigliati o sono rimasti fermi." Uno studio pubblicato su JGR Atmospheres l'anno scorso ha scoperto che i ghiacciai di Denali si stanno sciogliendo a ritmi mai visti negli ultimi quattro secoli, per colpa dell'innalzamento delle temperature globali.

Per questo, Loso compie indagini sul problema dal 2007, e in uno studio pubblicato nel 2012 ha concluso se "questi rifiuti sepolti saranno presto o tardi trasportati via dai flussi che convergono nel ghiacciaio, verso il bacino di ablazione, dove si scioglieranno sulla superficie del ghiacciaio."

Loso ha anche condotto una serie di indagini sul campo, che hanno rilevato "batteri fecali sopra e lungo il corso del ghiacciaio di Kahiltna," e suggerisce che i batteri possano sopravvivere alle temperature sotto zero e alle condizioni difficili del Denali, rappresentando in ultima istanza un rischio di salute per i futuri visitatori.

"Gli escrementi emergeranno in superficie più o meno com'erano quando sono stati sepolti. Saranno ridotti in poltiglia, saranno stati congelati, e saranno molto bagnati," ha detto Loso a USA Today. "Saranno biologicamente attivi, per cui gli E. coli che erano contenuti al loro interno quando sono stati sepolti, saranno ancora vivi e vegeti. Ci aspettiamo che abbiano ancora un pessimo odore e un pessimo aspetto."

Questo articolo è apparso originariamente su Motherboard US.