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Ho provato in un giorno 16 dei gelati più strani di Milano

Sette fra le gelaterie migliori di Milano in un pomeriggio: sono andata in missione per scoprire quali sono i gelati più particolari, fra aglio nero fermentato e anacardi e Halo-Halo.

di Camilla Lucia Rebecca Dalla Bona; foto di Alice Gemignani
28 giugno 2018, 8:39am

Tutte le foto di Alice Gemignani per MUNCHIES Italia

La mia passione per il gelato artigianale sfiora il fanatismo spinto; la prima cosa che cerco, quando vado in una nuova città, è in genere una gelateria che valga la pena provare.

Ho fatto anche viaggi della speranza per mangiarne di buoni, come quella volta che ho percorso 30 km in bici per raggiungere una gelateria sopra Trento, provando l’ebrezza di un gelato allo strudel incredibile e uno allo yogurt di malga.

Di recente ho provato anche un gelato estremo, il gelato al pesce, che forse non troverete in gelateria, ma in qualche piatto di un ristorante gourmet.

Quando ero piccola, in provincia, le gelaterie erano poche e inizialmente i gusti pochi e poco fantasiosi; ricordo l'euforia generale quando sono spuntati gusti che si rifacevano al mondo della Ferrero - gelato Rocher, Bacio - e poi quel ricordo degli anni '80/90, il terribile gusto Puffo, che mi metteva inquietudine e che non ho mai preso perché convinta sapesse di sciroppo per la tosse. Dopo anni ancora non ho capito con cosa è fatto.

Tutte le foto di Alice Gemignani

Negli anni le cose sono cambiate, tanto che ora un po' ovunque puoi trovare gusti particolari, ma Milano è sicuramente la patria delle gelaterie artigianali e dei gusti forti.

Quindi durante un pomeriggio milanese dannatamente bollente, sono andata alla ricerca di quei gusti di gelato strani, quelli che catturano sempre la mia attenzione, e che finisco sempre per scegliere al posto dei grandi classici, come pistacchio, limone ecc.

Con questa specie di guida alle migliori gelaterie di Milano sarete al sicuro da gelati anni '80 e da gusti fintamente alternativi. Se, invece, siete tipi da pistacchio e crema, forse è meglio che cambiate articolo.

Gelati strani a Milano: La Gelateria della Musica

Primo gelato: basilico al limone e burro salato con copertura di pistacchio e semi di sesamo.

La prima tappa del mio tour inizia dall'ormai storica Gelateria della Musica, che rinomina i gusti di gelato con i nomi dei cantanti. Potete trovare il gusto Paolo Meneguzzi cercando di ricordare il suo ultimo successo ( buona fortuna!).

Scelgo il Basilico profumato al limone e il Burro salato con copertura di pistacchio e semi di sesamo bianco, non convenzionali ma nemmeno troppo spinti, dopotutto ho bisogno di iniziare per gradi.

Trovate anche alcuni gusti della loro nuova linea InsageLAto, a base di verdure che potete farvi servire su cialde salate, come il Sorbetto di pomodorini datterini, Coste cotte con aglio olio e sale, Broccoli limone sale e pepe, Finocchi e sedano con semi di girasole neri tostati, Cetriolo e menta con semi di papavero e zenzero candito. Quando sono andata non erano disponibili, ma forse avrete più fortuna di me.

Prezzo dai 2,80 ai 3,30 euro

Ciacco (Duomo)

Secondo gelato: albicocca e grué di cacao e crema di latte al masala, mango e cardamomo.

Ci spostiamo in una delle mie gelaterie preferite, Ciacco. Dall’affollata via Torino pullulante di gelati pomposi e finti, basta girare in una laterale (via Spadari) per ritrovarsi in un piccolo spazio dove si respira un’aria rilassata e genuina. Una lunga lista di gusti sempre bizzarri, ma perfettamente bilanciati, realizzati con prodotti di stagione.

Dopo una difficilissima scelta provo Albicocca con grué di cacao caramellato e Crema di latte aromatizzata al masala e variegata con mango e cardamomo. Mi riprometto che la prossima volta proverò Crema all’uovo con infusione di radice di zenzero, lime e sedano e Massa di cacao con peperoncino Habanero e rum.

L’unica difficoltà che incontrerete sarà quella di leggere la descrizione dei gusti; è un gelato che merita impegno, non solo degustativo, anche mentale. Se non avete voglia d’impegnarvi troverete anche opzioni più semplici, realizzati con ingredienti ricercati. Un semplice gusto fragola, per esempio, viene fatto con le fragole del Parco Agricolo Sud Milano.

Prezzo dai 2,50 ai 4,50 euro

Pavè (Tribunale)

Terzo gelato: limone, curcuma e zenzero e mascarpone con chinotto

Ci rimettiamo in cammino, attraversiamo piazza Duomo e San Babila e arriviamo in quell’angolo di Milano che raggiungo solo se voglio un gelato di Pavè. Se conoscete e amate la pasticceria di Via Casati, dovreste farvi un giro anche qui. L’aspetto è minimale, la scelta limitata e se non vi piacciono i gusti decisi e azzardati, forse non dovreste essere qui.

Alcuni gusti riprendono le torte, per esempio la Sbrisolona o la Tarte Tatin.

Essendo alla sesta pallina di gelato opto per qualcosa di più leggero: Limone, curcuma e zenzero, ma poi finisco per scegliere inevitabilmente anche Mascarpone e chinotto.

Se un gelato è ben fatto non sarà mai troppo pesante, e ne vorrai ancora e ancora. Questo è un po’ il segreto per mangiarsi otto gelati in un pomeriggio, come ho fatto io.

Prezzo dai 2,50 ai 4,00 euro

Cream (Chinatown)

Quarto gelato: sesamo nero e crema di carote con mandorle e pistacchi

Cambiamo completamente zona per provare una gelateria nella Chinatown milanese, Via Paolo Sarpi; sono venuta fino a qui per vedere quanto influenza cinese c’è nella scelta dei gusti di questa gelateria artigianale: Cream.

Mi fiondo subito nel Sesamo nero - maledizione quanto ne sanno i cinesi - e nella Crema di carote con mandorle e pistacchi.

Mi piace notare come la lista degli ingredienti non è segregata in un libretto plastificato all’angolo del locale, ma è invece scritta in un grande cartellone: insomma patti chiari e amicizia lunga. Pochi i gusti davvero strani, ma gelato notevole.

Prezzo dai 2,50 ai 4,00 euro

Paganelli (Stazione Centrale)

Quinto gelato: Lucuma e aglio nero fermentato con anacardi

Siamo sempre nella zona nord di Milano: faccio tappa obbligata alla Gelateria Paganelli. L’aspetto dei gelati sembra sempre terribile, ma ogni volta all'assaggio mi ricredo completamente. Una grossa parte del banco è dedicata a diverse creme, mentre una parte più ristretta ai sorbetti alla frutta; il mio consiglio è quello di provare tutto ciò che ha il latte al suo interno.

Scelgo un gusto al frutto esotico: Lucuma e poi Agliardo, un gelato con aglio nero fermentato e anacardi. Ci vuole coraggio, ma non rimarrete delusi e nemmeno puzzolenti. Riesco a finirlo tutto nonostante sia al mio quinto gelato.

Prezzo dai 3,00 ai 6,00 euro

La Bottega del Gelato (Loreto)

Ci spostiamo in zona Loreto per provare i frutti ripieni di sorbetto, che hanno reso questa gelateria popolare tra i milanesi e forse anche i sudamericani che abitano nelle zone poco sopra piazzale Loreto. La Bottega del Gelato mi riporta indietro a dieci anni fa: un’enorme vetrina, aria cupa e mal illuminata e insegne di gelati sbiadite.

Sesto gelato: fico d'india ripieno di sorbetto.

Ma la mia attenzione è subito catturata dal grosso frigorifero al lato che contiene tutti questi frutti ripieni di gelato, alcuni conosciuti altri esotici e meravigliosamente bizzarri: Granarilla, Tamarillo, Maracuja, Pitahaja…

Sono tantissimi, scelto il Fico d’India solo per il suo colore acceso, ma tornerò per provare il Caco Vanigliato quando sarà di nuovo stagione.

Prezzo gelato dai 3,00 ai 9,00 euro
Frutta ripiena di gelato dai 2,00 ai 12 euro

Gelateria Etnica (viale Monza)

Ci spostiamo poco più in la, in Viale Monza, camminando tra locali ristoranti cinesi, bar peruviani, e turchi, c’è una gelateria che incarna lo spirito di questa zona multietnica. Entriamo ed un ragazzo cinese sta preparando degli strani intrugli per un gruppo di signore latine.

Nella vetrina si alternano gusti che provengono un po’ da un estremo all’altro del mondo.

Settimo gelato: Ube e Queso.

Provo il gusto Ube, una patata dolce di color viola, che solitamente trovate disidratata, un tipico snack cinese dal sapore dolce che a tratti ricorda la vaniglia; sta di fianco al gusto Queso, formaggio sudamericano, poi c’è anche il gusto Mais, che strano a dirlo mi piace, pare di mangiare pop corn glassati e poi l’Aloe che è troppo dolce, e alcuni frutti esotici come il Guava.

Non sarà il gelato più artigianale che potete provare a Milano, ma sicuramente i gusti più lontani dalla cultura del gelato italiano.

Mentre stiamo per andare, il proprietario sta di nuovo preparando uno strano intruglio: questa volta ha le sembianze di una granita piena di cose colorate con una pallina di gelato sopra. Decido di provare l’ultimo gelato prima di pentirmene in bagno.

Ottavo gelato: Halo-Halo, gelato filippino.

Ci spiega che è Halo-Halo, un misto tra gelato e granita: si prepara con ghiaccio tritato, gelatina di ananas e di cocco, palline di tapioca (le stesse del bubble tea), fagioli rossi dolci, mais dolce (lo stesso che mettete nelle vostre insalate), fili (?) di melone, un abbondante dose di latte condensato, una pioggia di riso soffiato e tostato e una pallina di gelato.

Non sono esattamente nelle condizioni di dire se è buono, visto che è il mio ottavo e ultimo gelato, ma lo trovo sorprendente, è un mix di consistenze speciale. Le nostre vicine di tavolo ne ordinano uno a testa e sembrano ridere sotto i baffi del fatto che lo stiamo provando anche noi (io e Alice la fotografa), le uniche italiane del locale.

Nemmeno il tempo di finirlo che sono già in bagno, non so se è perché ho mangiato gelato dalle 14 alle 19 o se questo sapore esotico è un lassativo per occidentali.

Prezzo gelato dai 2,00 ai 4,00 euro
Prezzo Halo-Halo 3,50 euro

Anche se ho sfiorato il limite dell'indigestione torno a casa e provo a recuperare sali minerali persi e compensare tutti gli zuccheri assunti, mangio una cucchiaiata di sale e un cetriolo; un po' lo mangio e un po' lo taglio a fette me le metto su gli occhi. Sono provata.

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