Che cosa succede quando un personaggio come Shaun Nunutzi Mulroony, già nei Dead Skeletons, incontra un luogo denso di suggestioni mistiche e soprannaturali come il deserto del Messico? Molte cose. Senza dubbio nel cervello tutto matto del polistrumentista gallese ci sono state varie esplosioni di colore, visioni di miti antichi e inspiegabili rivelazioni. La conseguenza pratica di questa esperienza per noi ascoltatori è la nascita del progetto Tau, in collaborazione con il venezuelano Gerald Pasqualin—entrambi i musicisti hanno casa a Berlino ma le teste ben piantate tra le nuvole sopra il sacro deserto di Wixarika.
Il video che presentiamo oggi in anteprima è quello di “The Bridge of Khajou”, singolo tratto dal primo album della band, Tau Tau Tau, uscito il 16 settembre scorso per Fuzz Club Records. La canzone è composta principalmente con strumenti acustici della tradizione messicana, alcuni di epoca pre-spagnola, e coniuga archi dal suono spezzato e polveroso e chitarra acustica con synth, campanelli, ronzii e percussioni rudimentali, su cui spiccano gli ululati medianici di Nunutzi, per un risultato che fa pensare a musica rituale coniugata con il folk primitivo del Nuovo Continente. Il video presenta un ballo esoterico a base di nudità, oggetti votivi e simboli religiosi precolombiani, e vede come protagonista Komet Bernhard, eccentrico beatnik famoso per la sua partecipazione alla nightlife Berlinese.
Guarda il video qua sotto, ma occhio perché è un viaggio intenso:
Videos by VICE
26 ott @ Loop, Osimo (AN)
27 ott @ Init, Roma
28 ott @ Circolo Menaroni, Pesaro
29 ott @ Astro Club, Fontanafredda (PN)
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