È stato scoperto il più antico metodo di conservazione del cibo

Tutto merito di un'archeologa italiana e di cristalli di sale molto particolari.
Andrea Strafile
Rome, IT
23.3.18
Foto via Unsplash/Oziel Gómez

Datemi un fossile e andrò fuori di testa. Ditemi “dinosauro” e mi cambierete la giornata. Fin da bambino, se mi chiedevano cosa volessi fare da grande, le risposte erano due: l’archeologo o il Papa. Ecco perché la news di oggi mi piace da impazzire. Nel sito archeologico preistorico di Al Khiday in Sudan, a 25 km dalla capitale Kartum, un’archeologa italiana ha rinvenuto tracce di sale su vasi di ceramica e lische di pesce di 10.000 anni fa. In pratica ha scoperto le prove della più antica forma di conservazione del cibo, risalenti a un periodo in cui l’uomo avrebbe dovuto essere ancora sostanzialmente nomade. La salatura dei cibi indica che le popolazioni stanziate su quel tratto del Nilo non si spostavano poi più di tanto: pescavano e mantenevano il pesce per i periodi di magra o per quelli in cui la pesca non dava buoni frutti. I cristalli di sale, che si trovano spesso sui reperti, questa volta erano in numero molto superiore al normale - quindi sarebbero stati aggiunti dopo. Ed è il motivo che ha portato l’archeologa Lara Maritan dell’Università di Padova a pubblicare la scoperta affermando che questi ritrovamenti sono la prova di una società che sostanzialmente non voleva più muoversi. “La capacità di conservare parte del pescato con la salatura” ha detto Maritan, “fa di queste popolazioni un esempio unico nel quadro delle nostre conoscenze sulle comunità preistoriche mesolitiche”.

E se si comincia a parlare di società, si comincia a parlare di disuguaglianze, secondo la sua visione: “La salatura avrebbe favorito il passaggio da una vita nomade ad una più stanziale, con probabili riflessi sull'organizzazione sociale, come l'insorgere di forme di disuguaglianza, e la crescita demografica delle comunità mesolitiche”. Dimostrare una cosa come lo stoccaggio di cibi in maniera precisa è sempre complesso: sostanzialmente le parti molli della carne spariscono ed è raro ritrovare fossili in cui il sale si sia depositato sullo scheletro. Ecco perché questa è una scoperta sensazionale, che arriva poco distante da quella di capanne che lasciano intendere una vera e propria società fatta di gerarchie e riti. Sono passati 10.000 anni, comunichiamo attraverso l’etere da scatole luminose da ogni parte del mondo, ma certe cose sono rimaste uguali.

Mangiamo e conserviamo il cibo come gli uomini di Neanderthal. E niente, a me queste cose fanno fare dei trip pazzeschi.

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