Cultura

Un weekend a un festival erotico per nudisti

Il Nudes-a-Poppin' è stato molto più misogino di quanto credessi.

di Caroline Tompkins
12 settembre 2017, 7:15am

Quando sono arrivata al festival Nudes-a-Poppin', non mi è sembrato molto diverso da una normale sagra estiva: c'erano parcheggiatori, bigliettai, l'ultima hit di Rihanna in sottofondo. Sono stati i commenti e i fischi che mi sono sentita rivolgere mentre mi incamminavo verso l'ingresso a farmi capire che non si trattava di un festival normale. Diversi uomini mi hanno fermata chiedendomi di fare una foto con loro e, dopo che ho accettato, hanno cercato di sollevarmi la maglietta come farebbe un ragazzino durante un limone al cinema. Mi hanno anche bombardata di domande come: "Non dovresti essere dall'altra parte dell'obiettivo?" o "A che ora ti esibisci?" o "Mi fai vedere la merce?"

Nudes-a-Poppin' è un festival per nudisti nel corso del quale molte donne e qualche uomo si sfidano in diverse gare a sfondo erotico come quella per la pole dance più sexy, un contest di magliette bagnate, la gara a chi finge meglio l'orgasmo e—evento più importante—un concorso di bellezza, Miss Nude Galaxy.

Il Ponderosa Sun Club è un resort per nudisti dell'Indiana che normalmente ospita famiglie. I suoi membri tollerano l'evento perché gli introiti che porta alleggeriscono di molto il costo dei loro abbonamenti annuali. La maggior parte dei membri, tuttavia, non vi partecipa.

Un uomo con cui mi fermo a parlare mi spiega che, mentre l'industria del sesso gira tutta intorno al voyeurismo, il nudismo si basa sull'inclusività e sull'apertura mentale. La differenza passa tra il guardare e il non guardare ed è evidente nel comportamento dei presenti—alcuni stanno seduti in disparte, lontani dal palco, nudi in mezzo ad altra gente nuda; mentre altri sciamano intorno al palco con videocamere e macchine fotografiche. Sul volantino dell'evento c'è scritto, PORTATI LA TUA MACCHINA FOTOGRAFICA, tutto maiuscolo: gli uomini arrivano presto per occupare le postazioni migliori. Alcuni mi hanno offerto di fare scambio di posto con me se gli avessi fatto vedere le tette, ma ho preferito passare.

Più che altro, il festival sembra un raduno di fotografi dilettanti—una specie di versione sexy del bird watching. Le donne vanno in giro sempre circondate da 10-15 persone armate di macchine fotografiche. Io stessa non riesco a fare più di pochi metri senza imbattermi in qualcuno che cerca di parlarmi di strumentazione fotografica: che flash uso, che macchina ho, se ho consigli da dare. A un certo punto mi ritrovo a sostenere una conversazione di cinque minuti buoni sul miglior bilanciamento del bianco per fotografare una vagina.

E poi c'è Ron Jeremy—il presentatore e giudice dell'evento. Lui, insieme ai suoi colleghi Flavor Flav e Sunny Lane, sembra voler solo far passare il tempo e continua a fare prevedibili battute su quanto ce l'ha lungo, su quanto Flavor Flav sia nero, su quanto Sunny Lane ne sappia di [qualsiasi oggetto di forma fallica]. Mi avevano messa in guarda su Ron: quando finalmente riesco ad avvicinarmi a lui per fare una foto mi bacia sul collo e mi dice che posso fargli tutto quello che voglio. Più tardi vado da lui di nuovo, in un momento in cui sembra meno impegnato, per scattare una foto migliore. "Solo se ti spogli," mi sento dire.

Dopo due giorni di festival, la piscina è piena di glitter e coriandoli e sulla sua superficie galleggia una pellicola di olio abbronzante. Le concorrenti, che per la maggior parte sono spogliarelliste venute qui per fare pubblicità ai club dove lavorano, distribuiscono biglietti da visita. Il palco è coperto da strani liquidi non identificabili. La folla comincia a fare i bagagli ancora prima della premiazione. Me ne vado pensando: "Non voglio mai più vedere un pene in vita mia."