Politică

Chi sono e cosa vogliono davvero gli italiani che sostengono Donald Trump

Da Razzi a Salvini, da Fascismo e Libertà ai siti 'fan' nati dal basso: viaggio nel microcosmo, frammentario e variegato, dell'inesistente Partito Trumpista Italiano.
13.7.16
[Elaborazione grafica Vincenzo Marino/VICE News]

Quando risponde alla videochiamata dal suo appartamento newyorkese, Leonardo Zangani sembra avere avere allestito una scenografia.

Alle sue spalle, in un angolo della stanza, un monitor da 40 pollici trasmette Fox News—in primo piano il volto di Donald Trump durante un comizio, mentre annuncia la short list dei suoi possibili vice in caso di vittoria alle elezioni presidenziali del prossimo autunno.

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Zangani è un imprenditore italiano residente a New York da circa tre decenni: pochi mesi fa, l'uomo ha deciso di fondare Italians For Trump President, un sito "d'informazione e discussione" sulle politiche di Trump con l'obiettivo, come spiega lui stesso a VICE News Italia, di "sensibilizzare gli italiani, ai quali la stampa italiana continua a dare cattiva informazione" e a "manipolare le notizie."

Il sito - il cui layout andrebbe un po' rivisto, diciamo - offre una serie di approfondimenti e link sui temi centrali della campagna elettorale di Trump: il muro tra America e Messico, l'immigrazione, la riforma della salute, i trattati commerciali con la Cina e via dicendo. Per chi volesse "unirsi" all'iniziativa, c'è la possibilità di iscriversi a una mailing list. "Chi viene sul mio sito non è per forza di destra," spiega Zangani. "È un mix, proprio come gli elettori di Trump."

Ma Italians for Trump President non è l'unica iniziativa italiana 'dal basso' a sostegno di Donald Trump.

Dal nome simile, Italians4Trump è una costituenda associazione presieduta da Gianmario Ferramonti—che la sua pagina Wikipedia definisce "politico italiano e talent-scout tecnologico" e che le ultime notizie danno come Segretario nazionale del Partito delle Aziende.

Italians4Trump vanta, stando almeno alle dichiarazioni dello stesso Ferramonti in questo breve video di presentazione dell'iniziativa, "tantissimi aderenti" e "una presenza su tutto il territorio nazionale."

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L'associazione, a detta del suo iniziatore, avrebbe obiettivi ambiziosi: portare Trump a Roma "ai primi di settembre," in seguito a una possibile visita - di cui non si ha però ancora traccia, almeno a livello ufficiale - dello stesso Trump al Parlamento Europeo.

Ci sono poi iniziative meno strutturate, che prendono vita attraverso piccole community Facebook come Italians for Trumps, Italians for president Trump, Italiani per Donald Trump, Italiani per Trump presidente, Italy for Donald Trump, Italy for Donald Trump 2016.

Un microcosmo di pagine e gruppi - la maggior parte dei quali non particolarmente attivi - che racchiude in totale poche centinaia di iscritti, e i cui post, più che strettamente elettorali, sono di tenore più casereccio.

A sentire Zangani, gli italiani dovrebbero guardare a Trump come a un modello politico. "Donald Trump rappresenta la rivolta del cittadino contro un sistema che non sta funzionando. È una nuova presa della Bastiglia non violenta da parte del cittadino, che si è stancato della partitocrazia," dice a VICE News.

"I politici, incluso Matteo Renzi," prosegue Zangani, "sono distaccati dalla realtà, vivono in una bolla artificiale. Trump no. Trump parla alla gente. Trump è stato eletto dal popolo, contro la volontà del partito. Prende i voti delle tute blu, non quelli delle élite."

Trump durante un comizio. [Foto di Gage Skidmore in Creative Commons]

Chi sono i Trumpisti italiani

Zangani e Ferramonti non sono certo gli unici italiani a stravedere per Trump; il candidato repubblicano in pectore alle presidenziali americane di Novembre attrae diverse simpatie nella scena politica italiana, quasi esclusivamente a destra.

Estimatore di Trump della prima ora è ad esempio Antonio Razzi, Senatore di Forza Italia, che a maggio diceva: "Io sostengo Trump: lo considero il Berlusconi americano" e poche settimane fa invitava il magnate in Abruzzo insieme al leader nord coreano Kim Jong-un con l'intento, "davanti a degli arrosticini," di far siglare loro "una pace duratura."

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Tra i primissimi tesserati del - fortunatamente inesistente - Partito Trumpista Italiano c'è anche Daniela Santanché, che a Tommaso Labate del Corriere della Sera rispondeva: "Dice che il centrodestra italiano è prudente su Trump, che non lo vorrebbe alla Casa Bianca? Problemi loro, non miei. Io tifo per Donald."

Santanché, oggi eletta alla Camera con Forza Italia, racconta anche di una sua presunta "amicizia" con Trump, risalente ai primi anni Novanta. A riprova, una fotografia che li ritrae insieme, pubblicata dal quotidiano milanese.

Santanché Trump
affinità elettive — donatobuc (@donatobuc)3 marzo 2016

"L' America e il mondo hanno bisogno di Trump. Questo è il momento dell' identità, dei confini, dell'esclusione, mica dell'inclusione da panico… Io guardo all' amico Donald, al sindaco di Londra Boris Johnson, al premier olandese. A gente che ha una strategia, non a piccoli politicanti che moriranno di tattica," spiegava Santanché qualche tempo fa, quando ancora Johnson sembrava un candidato plausibile per guidare un nuovo corso conservatore nel Regno Unito.

Il più famoso tra i sostenitori del miliardario newyorkese è però sicuramente il leader leghista Matteo Salvini che, esprimendosi in diretta a Corriere Live sulle prossime elezioni americane, diceva: "Rigore, politiche di sicurezza e strategie di rilancio economico mi fanno dire Trump."

In generale, com'è ovvio, gli endorsement italiani per Trump arrivano da destra—anche quella più estrema. Tra i fan c'è infatti il vicesegretario per le Isole di Fascismo e Libertà, Andrea Chessa: "Se proprio devo simpatizzare per qualcuno, allora mi auguro che vinca Donald Trump. Il personaggio ha portato, a suo modo, una ventata di politicamente scorretto e di 'ignoranza' nel panorama politico americano. E non è poco," scriveva in un intervento sul sito dell'associazione politica.

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Edoardo Anghinelli, segretario dell'Osservatorio Nazionale Per La Sicurezza dei Cittadini Italiani, a marzo paventava addirittura la creazione di un movimento Trumpista italiano: "Una figura carismatica come Trump potrebbe ispirare un movimento politico in Italia, magari riunendo le moltitudini di liste civiche di centrodestra," e annunciava la partenza di una serie di "aperitivi" con "i sostenitori italiani ed italo americani di Trump."

Leggi anche: 9 dichiarazioni di Donald Trump talmente assurde da sembrare inventate

Italy odi et amo

Ma qual è il rapporto di Trump con l'Italia? Le relazioni tra l'affarista newyorchese e il nostro paese sono ondivaghe: a volte dice di adorarci, a volte sembra detestarci—per Trump città e paesi sono rilevanti soprattutto in quanto idee di business, o come pretesti per battaglie dialettiche quasi sempre sopra le righe.

Come avvenne nel 2011, quando via Twitter auspicò, in caso di mancata liberazione di Amanda Knox, la giovane accusata di avere preso parte all'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, che "tutti boicottassero l'Italia." La Corte di Cassazione scagionò Knox, e alla fine gli auspici di Trump restarono tali (ma lo sarebbero rimasti comunque).

Qualche mese fa, rispondendo a una domanda di Mario Platero de Il Sole-24 Ore sulla sua percezione di Berlusconi, le sue parole furono molto più dolci: "Mi piace. Mi piace. È una brava persona. Mi piace anche l'Italia. Auguro il meglio a tutti gli italiani," diceva il candidato repubblicano alla Casa Bianca.

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Un'affettuosa pacca sulla spalla che Berlusconi non sembra tuttavia intenzionato a ricambiare: l'ex primo ministro ha più volte schivato gli innumerevoli paragoni proposti tra lui e il candidato repubblicano pubblicati dalla stampa internazionale: "Trump mi sembra più un incrocio tra Salvini e Grillo," ha detto a Radio Radio, rifiutando esplicitamente la comparazione col magnate newyorkese.

E cosa pensa Trump di Matteo Renzi? Lo scorso 25 giugno, dal resort scozzese di Balmedie che ha costruito per onorare il ricordo della madre scatenando proteste tra i residenti locali, Trump non ha usato mezze parole contro il premier italiano, che ha appoggiato pubblicamente Hillary Clinton.

"Non lo conosco neppure, non mi importa. È irrilevante," ha detto Trump ai giornalisti presenti. "L'unica cosa importante è avere l'appoggio del popolo americano."

Trump nel 2013. [Foto di Gage Skidmore in Creative Commons]

Salvini chi?

Trump non conoscerà Renzi di persona, ma ha senz'altro incontrato un'altra figura di spicco della politica italiana: Matteo Salvini. Il quale, come dicevamo prima, è il più celebre dei 'Trumpisti' italiani.

L'incontro è avvenuto lo scorso 25 aprile vicino a Filadelfia, come testimoniato da questa fotografia pubblicata su Twitter dallo stesso Salvini:

Un saluto dagli Stati Uniti, amici! Go, Donald, GO— Matteo Salvini (@matteosalvinimi)26 aprile 2016

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, nel corso del breve incontro informale Trump avrebbe addirittura rilasciato un endorsement pubblico di Salvini: "Matteo, I wish you become the next Italian premier soon," sarebbero state le parole di Trump.

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Ma l'incostanza emotiva di Trump si manifesta anche in questa occasione: passa poco più di un mese e Trump, in un'intervista a The Hollywood Reporter, nega l'avvenimento.

Leggi anche: La torbida vicenda che collega Clinton e Trump — e di cui nessuno vuole parlare

"Non volevo incontrarlo," spiega al giornalista Michael Wolff, che poi riassume così la chiacchierata con il magnate: "In sintesi, [Trump] non vede somiglianze particolari - o al meno non è interessato ad esse - tra i movimenti [xenofobi europei] e il nazionalismo anti-immigranti che sta promuovendo in questo paese."

Salvini reagisce dicendo che le dichiarazioni di Trump lo fanno "molto ridere," spiegando a Repubblica di essere in possesso di "dozzine di mail" di preparazione all'incontro avvenuto in Pennsylvania, e di "non essere salito sull'aereo con cappellino e bandierina."

Quelle email, tuttavia, non vengono mai rese pubbliche per ragioni di privacy e confidenzialità, se non a spezzoni, e nemmeno un documento ufficiale appartenente alla lobby politica italo-americana che avrebbe fatto da tramite tra la Lega Nord e Donald Trump contribuisce a fare chiarezza sulla vicenda dell'incontro—che, a conti fatti, sembra essere stato più simile a un 'meet and greet' tra una rockstar e un fan, che a un reale summit politico.

A discapito delle incomprensioni e delle diatribe dialettiche, comunque, Salvini è stato uno dei primissimi estimatori italiani del Trump 'politico', e ancora adesso ammette di "tifare per lui."

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Nonostante ripetute richieste di commento sulla vicenda inoltrate da VICE News, Salvini non ha voluto rispondere alle nostre domande.

"Non c'è un Trump italiano, oggi," spiega comunque Zangani, che anche da New York osserva la politica italiana con costanza. "Come idea Salvini andrebbe anche bene, ma ha bisogno di un po' di clean-up [ride]."

La cosa più simile a Trump che l'Italia abbia mai visto, dice Zangani, "è il Berlusconi del '94. Un uomo che si è fatto da solo e che ha avuto alti e bassi, come succede a tutti."

Intanto, dal giugno 2015, quando annunciò la sua candidatura tra l'ironia generale, Trump ha fatto molta strada. Dopo avere sconfitto uno a uno tutti i rivali per la corsa alla candidatura repubblicana, si attende solo la convention per avere l'ufficialità della sua nomina.

A novembre, Trump se la vedrà con Hillary Clinton, che proprio ieri ha incassato il supporto del rivale Bernie Sanders.

Ad aprile, un sondaggio di Swg ha trovato che il 53 per cento degli italiani temerebbe un'eventuale elezione di Trump, bollando le sue idee come "estreme" e ritenendo "pericoloso" averlo come presidente.

Il fondatore di Italians for Trump President, tuttavia, sembra meno pessimista: "Non vedo una deriva autoritaria di Trump. Trump è un democratico."

Parole che sembrano riecheggiare quelle di Flavio Briatore, che qualcuno aveva persino definito il Trump italiano—e non solo per avere condotto la versione italiana di The Apprentice, il reality show sugli affari che in America ha visto la partecipazione di Trump per 11 stagioni.

"Donald non è un fascista," aveva detto Briatore. "Anzi, è una delle persone più democratiche che io conosca. Ha un dono. Sa che cosa vuol sentirsi dire la gente in un determinato momento. E lo dice. È un incrocio perfetto tra Silvio Berlusconi e Beppe Grillo."


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