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Tre donne raccontano com'è avere il disturbo borderline di personalità

Il disturbo bordeline di personalità, o BPD, è una delle condizioni mentali su cui ci sono più preconcetti. Abbiamo parlato con tre donne che stanno cercando di uscirne per capire cosa significa per loro esserne affette.
3.12.15

Foto di Alan Yee. Questo post è tratto da Broadly.

Il disturbo borderline di personalità, o BPD, è una delle condizioni mentali su cui ci sono più preconcetti. I film che hanno cercato di rappresentarla—pensate ad Attrazione Fatale o Ragazze Interrotte—l'hanno sempre usata solo come un espediente narrativo oppure hanno sorvolato del tutto la realtà del disturbo.

Secondo la definizione del National Institute of Mental Health degli Stati Uniti, la BPD è caratterizzata da "instabilità negli stati d'animo, nei comportamenti e nelle relazioni con gli altri" le cui manifestazioni possono variare da caso a caso. Le caratteristiche principali del disturbo includono difficoltà a stabilire una coscienza di sé, costante senso di vuoto, paura dell'abbandono e, in generale, difficoltà nel gestire le proprie emozioni. Le persone affette da BPD sono più inclini ad avere pensieri suicidi, che sono spesso interpretati come tentativi di manipolazione più che tentativi di placare un tormento mentale. Il tasso di suicidio stimato tra coloro a cui è stata diagnosticato il BPD è tragicamente alto, tra il 4 e il 9 percento.

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In realtà, il BPD è molto diverso dagli stereotipi che lo circondano. Grazie a trattamenti come la terapia dialettico-comportamentale, che mira a fermare comportamenti nocivi prima che inizino, molte persone che soffrono di BPD possono condurre vite regolari. Abbiamo parlato con tre donne che stanno cercando di guarire da questa condizione per capire davvero cosa significa per loro esserne affette.

Amanda Wang
Attivista per il disturbo borderline di personalità, regista e fondatrice di The Fight Within Us

VICE: Com'è stato imparare a vivere con il BPD?
Amanda Wang: Un sacco di gente non si sente a proprio agio con la diagnosi e non accetta la malattia, ma per me sapere di esserne affetta è stato un sollievo. Ho ricevuto un trattamento specifico e mi sono detta, "Ma perché non l'ho fatto prima?" I tuoi conoscenti come l'hanno presa?
Credo che uno dei sintomi più comuni del BPD siano le relazioni volatili. Nel mio caso però—a grandi linee, visto che questo disturbo si può manifestare in oltre 200 modi diversi—non ho mai avuto problemi da questo punto di vista. E credo che questa cosa mi abbia aiutata molto a uscire allo scoperto.

Quale degli stereotipi associati al BPD ti disturba di più?
Credo che il peggiore a mio avviso sia quello secondo cui le persone che ne soffrono sono manipolatrici. Chiunque passi ora dopo ora e giorno dopo giorno quello che passiamo noi capirebbe perché ci comportiamo così. Qualche volta sembriamo manipolare le persone, ma è la disperazione che ci spinge a comportarci così, sperando di essere compresi. Qualche volta questo aspetto si perde, ma penso che faccia parte del nostro modo genuino di interagire e comunicare con gli altri. Solo che la gente lo percepisce negativamente.

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Credi ci siano delle rappresentazioni del BPD che rendono giustizia al disturbo?
Non lo so, non credo ce ne siano ancora. Purtroppo.

Cosa vorresti dire alle altre persone che soffrono di BPD?
Vorrei che si accorgessero dei sintomi prima di quando l'ho fatto io. A me il disturbo è stato diagnosticato nel 2007, quando avevo 27 anni, ma ho dovuto lottare con la malattia fin dall'adolescenza. All'epoca avevo già parlato con qualche specialista, ma nessuno di loro aveva mai fatto riferimenti al BPD. E le cose sono rimaste così finché non ho avuto una crisi e sono finita in ospedale, dove ho finalmente ricevuto la diagnosi corretta. Mi chiedo se esista un modo per scoprire questo disturbo prima di avere in una crisi, perché le crisi sono spaventose.

Debbie Corso
Blogger, scrittrice e fondatrice di DBT Path

VICE: Come si è manifestato nel tuo caso il disturbo?
Debbie Corso: Nel mio caso a farlo emergere è stato il fatto che avevo un grave disturbo dell'identità. Non sapevo chi fossi e mi comportavo in modo diverso a seconda della persona che avevo di fronte. "Diverso" in senso davvero diverso, non nel senso che ci si comporta diversamente con il proprio capo e con il proprio fidanzato—quello è normale. Nel mio caso la situazione era davvero grave e questo è stato ciò che ha portato alla diagnosi.

Come ti sentivi all'epoca, quando avevi una brutta giornata?
Posso farti un esempio, ma in realtà c'erano un milione di possibilità perché c'erano un milione di modi in cui poteva andare storta una giornata. La cosa peggiore era quando il mio ragazzo doveva lasciarmi sola per un qualsiasi periodo di tempo—in casi estremi anche quando doveva semplicemente andare al lavoro, ma più spesso quando era in viaggio per lavoro o andava a trovare i suoi. In quelle occasioni non riuscivo a vivere. Nel senso che non riuscivo a mangiare, mi faceva male lo stomaco dall'ansia, mi sentivo priva di controllo sulla mia vita, piangevo, non riuscivo a lavorare o a concentrarmi su niente, ero irritabile con le altre persone, mi sentivo senza speranza e bisognosa di aiuto.

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Per quale motivo chi soffre di BPD ha spesso anche tendenze suicide?
Nel mio caso, il suicidio era un richiesta di aiuto. Una richiesta di aiuto sincera, non un tentativo di manipolazione del tipo, "adesso dirò che voglio uccidermi così le persone mi dedicheranno attenzioni." Non ero così consapevole delle cose che facevo. Questo però non è vero per tutti, e in generale bisognerebbe sempre prendere sul serio questi campanelli perché molte persone poi ci riprovano e ci riescono—circa il 10 percento delle persone che soffre di questo disturbo arriva a suicidarsi, una percentuale molto alta.

Penso che in molti casi dietro ci sia il fatto che l'intensità di tutto è tale che non trovi altro modo per esprimerla. Quindi pensi di voler morire perché pensi che sia l'unico modo per uscirne. Ma quello che vuoi davvero è che qualcuno stia con te, ti capisca e ti dica che passerà e che dopo ti sentirai di nuovo bene.

Che ne pensi del trattamento più usato contro il BPD, la terapia dialettico-comportamentale?
A essere sincera, per i primi mesi pensavo che fosse una stronzata. Non pensavo che mi sarei calmata semplicemente sedendomi e annusando degli oli essenziali alla lavanda. I miei terapisti mi dicevano cose tipo, "accarezza questo animaletto," e io pensavo, "No, non avete idea di quanto siano gravi i miei episodi e di quanto mi senta male. Non è così semplice." Questo era circa al terzo mese di terapia.

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Poi però ha iniziato a funzionare. Ho iniziato a notare dei cambiamenti nella mia vita—non grandissimi cambiamenti, ma ero solo al sesto mese di terapia. Ero molto più consapevole delle emozioni che avevo dentro. Questa consapevolezza mi ha aiutata. I miei episodi hanno iniziato a manifestarsi con sempre meno intensità. Oggi non mi capitano quasi più, il che è fantastico.

Tami Green
Life coach, attivista per il disturbo borderline di personalità e fondatrice di Love Bugs

VICE: Ti capita mai che le persone rimangano sorprese quando scoprono che hai il disturbo borderline di personalità?
Tami Green: La maggior parte non ne ha mai sentito parlare. Quando l'hanno scoperto, nemmeno le persone a me più vicine sapevano cosa fare. Non sapevano cosa dire. Ma mi è anche capitato di incontrare un sacco di persone che mi dicevano, "Grazie a Dio c'è qualcuno come me." Inoltre, alcune persone che ho conosciuto vedevano il BPD in modo molto negativo, per cui il fatto che io ce l'avessi le allontanava un po'. Non riuscivano a capire cosa fosse, soprattutto per via degli stereotipi che circondano questa condizione.

Quali sono gli stereotipi più comuni e gravi sulle persone affette da BPD?
Si pensa che siano cattive o manipolatrici. So che il mio comportamento può far pensare una cosa del genere, ma nella grande maggioranza dei casi le mie intenzioni non potrebbero essere più diverse. Le persone borderline sono estremamente sensibili, gentili e affettuose, sono persone che desiderano fortemente amare ed essere amate. Passano per manipolatrici perché cercano di elaborare una strategia per ottenere queste cose. Quando soffri di BPD non stai molto a pensare alle cose che fai—agisci e basta. Anche per questo la gente interpreta le tue azioni come una forma di manipolazione. Ma in realtà non stai pensando a quello che fai. Anzi, a conti fatti poi ti penti tantissimo delle cose che dici e fai.

Come hai scoperto di avere questo disturbo?
Ho avuto tendenze suicide e ricevuto diverse diagnosi sbagliate, finché anni fa il mio terapista non ha pensato che potevo avere il disturbo borderline di personalità, perché è strettamente collegato alle tendenze suicide. È così che l'ho scoperto.

Prima di scoprirlo cosa pensavano che avessi?
Disturbo da stress post-traumatico, depressione. Queste due cose più che altro.

Che rapporto hai ora con i tuoi figli? Che rapporto avevi prima?
Per anni non ho avuto rapporti con i miei figli. Non ce la facevano più ad avere a che fare con me e io avevo bisogno di tempo per lavorare su me stessa. Ho deciso che avrei fatto di tutto per stare meglio ed essere una madre migliore. Mi sono data da fare. Il mio scopo era di tornare ad avere un rapporto con i miei figli, un rapporto in cui avrebbero potuto dirmi qualsiasi cosa e io non avrei reagito e sarei rimasta calma. È stato difficile.

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