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Quest'uomo vivrà la vita di un altro per un mese grazie a degli occhiali per la realtà aumentata

Per 28 giorni, Mark Farid rimarrà chiuso da solo in una stanza e vivrà ogni istante della sua vita con gli occhi di un'altra persona, tramite un strumento simile ai Google Glass.
19.11.14

Mark Farid con degli occhiali per la realtà aumentata (Immagini via ​Freel & Gorse)

Per 28 giorni, Mark Farid resterà chiuso in una stanza e vivrà ogni singolo istante della sua vita con gli occhi di un altro essere umano–un 'avatar' in carne ed ossa che, attraverso un apparecchio simile ai Google Glass, proietterà tutto ciò che vede sullo schermo di un dispositivo per la realtà aumentata che verrà indossato da Mark. Rimarrà fermo per ore in una sala d'attesa? Mark lo vedrà. Finirà a fare serata fino alle sette di mattina di domenica? Mark vedrà anche quello. Si trascinerà verso il bagno in preda alla diarrea? Mark lo saprà. L'unico contatto umano e reale che Mark potrà ricevere durante la durata del progetto Seeing-I sarà una seduta da un'ora al giorno con uno psicologo, incaricato di osservarlo e ascoltarlo in silenzio. Questo esperimento potrebbe lasciarlo mentalmente sconvolto per il resto della sua vita.

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La domanda che sorge spontanea è: "Perché una persona sarebbe disposta a fare una cosa del genere?" Beh, Mark–un artista concettuale inglese che sta lavorando al progetto con il suo curatore, Nimrod Vardi, e con il documentarista John Ingle–spera di rispondere a una domanda di cui si è discusso a lungo nel corso della storia umana, da Descartes a John Locke, fino a alla Chiesa Battista di Westboro e a Josie Cunningham. Natura o cultura? La domanda è se gli esseri umani siano geneticamente programmati o se siano invece influenzati dall'ambiente che li circonda. È una domanda che ancora oggi sta alla base di molti dei problemi della nostra società: dall'opinione dei fondamentalisti cristiani secondo cui essere gay sarebbe soltanto il risultato di una pessima educazione e della musica disco, all'idea degli scienziati secondo cui se sei scemo lo devi a tuo padre.

Mark, Nimrod e John sono dell'idea che gli esseri umani vengano influenzati dall'ambiente che li circonda. Usando questo progetto, questo trio vuole smentire tutta una serie di filosofi omofobi morti, dimostrando come la nostra percezione di noi stessi dipenda dalle nostre esperienze e da ciò che ci circonda. La tecnologia può davvero influenzare la nostra mente fino al punto da farci dimenticare chi siamo realmente? In altre parole, Mark potrebbe a un certo punto cominciare a credere di essere davvero il suo avatar?

Per aiutarli a scoprirlo, Mark potrà fare la doccia, andare in bagno e mangiare soltanto quando la sua controparte lo farà. Consumeranno la stessa quantità di cibo e acqua. A parte questo, Mark potrà muoversi per la stanza a suo piacimento, ma l'unica parte del suo corpo tramite cui potrà provare piacere fisico indipendentemente dal suo avatar sarà il suo pene.

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Quando gli ho chiesto se sfrutterà quest'opportunità, Mark mi ha risposto, ridendo, "Mai dire mai." "In teoria, potrei masturbarmi costantemente, e questo rivelerebbe aspetti interessanti della psicologia umana. Ma no, non penso che lo farò."

Chi sarà l'avatar –o l'"Altro", l'umano che, per il progetto, proietterà la sua vita nella mente di Mark per 28 giorni–è ancora da decidere. I criteri sono pochi: dev'essere un maschio eterosessuale che vive con la sua partner, perché Mark stesso è un maschio eterosessuale che ha una relazione. È un requisito che ha anche motivazioni logistiche: "Quando vivi con qualcuno, narri la tua stessa vita," mi ha detto Mark. "Se devi andare al supermercato, dici, 'sto andando al supermercato, ti serve qualcosa?' Verbalizzi le tue azioni e, fino a un certo punto, anche i tuoi pensieri."

(Se vuoi essere tu l'"Altro", puoi fare domanda qui. Sempre se non ti dà fastidio che Mark si innamori della tua ragazza e impari a memoria tutte le tue password.)

Chiaramente, abitare nel corpo di un altro per un mese intero avrà delle conseguenze psicologiche. Quindi, per tutto l'anno passato, uno psicologo ha scavato nella mente di Mark per scoprire che persona è veramente. Lo stesso psicologo esaminerà Mark dopo l'esperimento, ma per tutta la durata dello stesso rimarrà impassibile mentre un altro psicologo–specializzato in neuroscienze–ascolterà i pensieri verbalizzati da Mark per un'ora al giorno.

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§

Non mi è stato permesso di parlare con gli psicologi di Mark, perché è determinato a mantenere un certo livello di riservatezza sul progetto. Quindi ho chiesto a un'altra psicologa, la dott. Lara Frumkin, la sue opinioni e previsioni sul futuro di Mark.

"Sono un po' in pensiero per la sua salute," mi ha detto. "Non penso che l'esperimento avrà un impatto sulla sua personalità, visto che sono convinta che sia piuttosto radicata. Ma i suoi comportamenti–il modo in cui esprime i suoi pensieri–ne verranno certamente influenzati, e Mark cambierà per sempre, nello stesso modo in cui noi cambiamo in base alle esperienze che facciamo. Non penso che torniamo mai quelli che eravamo prima, visto che siamo in costante cambiamento, in rapporto al nostro ambiente e alle nostre esperienze. Lo stesso si può dire per l'esperimento di Mark."

"Per 28 giorni, Mark vivrà solo la vita dell'"Altro," e questo cambierà il suo modo di pensare e di vedere la gente intorno a lui. Interagirà sicuramente con gli altri in modo diverso, ma non posso prevedere come si comporterà. Penso che avrà bisogno di tempo per tornare a rapportarsi in modo nomale con i suoi amici e con i suoi familiari, per tornare a una normale quotidianità. Potrebbe anche non voler tornare quello di prima–oppure potrebbe volerlo alcuni giorni e non volerlo altri. Ho sempre pensato che l'essere umano guarda sia indietro che avanti, e per Mark sarà lo stesso.

Jade, la coinquilina di Mark, la pensa diversamente.

"Mark è un cazzone testardo, non cambierà per niente," mi ha detto. "A volte cambia un po' a seconda del suo umore del momento, ma ha una mente forte. Qualcuno che non conosce se stesso molto a fondo potrebbe venire molto influenzato da un'esperienza del genere, ma penso che Mark non avrà questi problemi e alla fine dell'esperimento tornerà a essere il solito Mark. Penso che per un po' di tempo non sarà sicuro di sé com'è di solito, e il suo obiettivo dovrà essere appunto quello di recuperarla. Tutti i giorni, ci sono persone che fanno da cavia per droghe, medicine e per ogni sorta di test scientifici–questo caso non è diverso."

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Un'altra preoccupazione riguarda gli occhi di Mark. Tuttavia, tutti gli oculisti con cui ho parlato di questa storia mi hanno confermato che la vista di Mark non verrà compromessa (anche se, per questioni legali, non hanno voluto che menzionassi i loro nomi in questo articolo). Uno degli amici più cari di Mark, Hamish, non ne è convinto.

"La sua vista è la cosa che mi preoccupa di più," mi ha detto. "Gli ho detto che secondo me non dovrebbe limitarsi a vedere uno psicologo per la sua saluta mentale, ma che dovrebbe vedere anche qualcuno che possa capire se la sua percezione della luce potrebbe cambiare. Si adatterà e si abituerà a vedere pixel tutto il tempo–anche se sono pixel in HD."

All'inizio dell'anno, Mark, Nimrod e John hanno condotto ​uno studio di 24 ore per esaminare la fattibilità di questo esperimento.

"A un certo punto della prova, l'Altro stava giocando a Grand Theft Auto. Mentre lo guardavo giocare, ho iniziato a mimare suoi spari con le mani, ma non me ne sono reso conto finché non ho rivisto il filmato in seguito." ha dichiarato Mark.

Attualmente, questo è l'unico vero indizio a favore della teoria secondo cui l'esperimento potrebbe influenzare il soggetto che vi si sottopone.

Per chi di voi che non fosse così preoccupato per il risultato e volesse solo vedere di persona gli spasmi sulle mani di Mark, la buona notizia è che l'esperimento avrà luogo in uno spazio pubblico–ancora da decidersi–aperto ai visitatori 23 ore al giorno (l'ora rimanente sarà dedicata alla seduta privata di Mark con uno psicologo).

Finché starà a Mark deciderlo, l'ingresso per assistere all'esperimento sarà gratuito, e verrà anche organizzato un sistema apposito per coloro che volessero seguire o studiare il progetto. Ho chiesto ad alcuni amici di Mark se pensano di fargli visita durante l'esperimento.

"Andrò a trovarlo ogni volta che potrò", ha detto Jade. "Sono entusiasta di vedere l'intero processo dall'altra parte, e la possibilità di potergli raccontare come mi sentivo quando l'ho visto così sarà una parte importante della sua riabilitazione."

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Hamish mi ha detto: "Abito a Norfolk, potrei scendere a trovarlo una volta, per poi tornare… ma dipende da come e quanto lo troverò strano. Potrei portare un po' di gente a vederlo e dire, 'Garda- quello é il mio amico.' Potrei portarci una ragazza per un appuntamento. Penso che sarebbe interessante."

Mark, Nimrod e John sono fermamente convinti che non si tratti di una prova di resistenza. "Se la mia vista o il mio cervello cominceranno a deteriorarsi in maniera irreparabile, il progetto si concluderà prima." ha detto Mark. "Se sento che ho bisogno di togliere l'apparecchiatura, la cosa verrà discussa con il mio psicologo e con Nimrod. Tutti loro hanno a cuore il mio bene, e ritengono che la mia salute sia la cosa più importante. In quel caso, si deciderà votando a maggioranza.

Avevo una domanda tutta mia sulla validità dell'esperimento. Tutti noi agiamo diversamente quando sappiamo di essere osservati. Inconsciamente, non possiamo fare a meno di cambiare il nostro comportamento per soddisfare coloro che ci circondano. Mi chiedevo, in questo caso, se ciò non possa valere per entrambi–se  per l'Altro non sarà difficile andare avanti con la sua vita come se niente fosse; se Mark non potrebbe cominciarsi a stufarsi del progetto e fingere per rendere l'esperimento più interessante.

Mark, invece, é convinto che sarà così immerso nell'esperimento che, dopo un paio di giorni, la questione dell'effetto dell'essere osservato non sarà più rilevante. Per il momento, é impossibile dire se lo stesso ragionamento varrà o meno per il suo avatar. Perché nessuno sa ancora chi sarà.

Ci sono pochissime certezze riguardo a Seeing-I, e un sacco di variabili che non si potranno veramente valutare e finché non inizierà il progetto. Tuttavia, due cose rimangono certe: nessun'altro tenterà mai un esperimento come questo, e la sua esibizione sarà un'occasione unica–anche se un po' inquietante–per un primo appuntamento.

Segui Chloe Cross su Twitter: ​@chloecrossx