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Il secondo è un video di Al Jazeera del 9 giugno (dal titolo piuttosto esplicito: “I neofascisti si addestrano per combattere i ribelli ucraini”) sempre sul Battaglione Azov.Verso la metà del video appare ancora lo stesso volontario italiano del primo video, che il corrispondente David Chater introduce come un “52enne che ha lasciato a casa moglie e figlio per combattere per l’Ucraina.” “Per la mia formazione, io combatto dove ci sono i miei camerati,” dice l’italiano con il volto coperto da occhiali e passamontagna. “Qui mi sono subito sentito a casa, e loro mi hanno fatto sentire a casa.”

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