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La necropoli infinita

Il mega-cimitero iracheno di Wadi Al-Salam non conosce limiti.
10.11.11

Trovare la strada per la mia destinazione non poteva essere più semplice: ho solo dovuto seguire le macchine con le bare sul portabagagli. La sinistra processione avviene ogni giorno: centinaia di arabi in turbante e donne coperte dal velo nero guidano attraverso il crudele deserto iracheno per raggiungere Najaf, terza città sacra per gli sciiti dopo La Mecca e Medina. Per loro, la morte è compagna di viaggio e destinazione finale—e durante il viaggio per Wadi al-Salam è letteralmente sospesa sopra le loro teste. Wadi al-Salam conta qualcosa come 5 milioni di tombe ed è considerato il più grande cimitero musulmano del mondo. Arrivo nello stesso momento di Hassan, un uomo giunto da Basra in compagnia del fratello, della moglie, e dei suoi tre bambini, per dare sepoltura al padre. La loro processione non ha potuto dedicare molto tempo alla sepoltura. "Ci siamo fermati una volta sola durate il viaggio, una sosta-toilette alla stazione di servizio verso metà strada," racconta Hassan. "Ci vogliono cinque ore da Basra, e nella calura i cadaveri si decompongono molto rapidamente."

Ha lo sguardo soddisfatto di un figlio che ha onorato con successo la tradizione famigliare. Il padre di Hassan riposerà accanto a suo padre e al padre di suo padre, e, ad Allah piacendo, un giorno sarà Hassan ad intraprendere lo stesso viaggio sul tetto della macchina, e dopo di lui la sua progenie, di generazione in generazione. L'ultimo desiderio di ogni sciita è di farsi seppellire qui, a fianco della tomba di Ali—cugino e figliastro del Profeta Maometto, e, secondo la Shia, primo Imam. I musulmani iracheni non sono gli unici pellegrini—per migliaia di anni, i viaggiatori si sono ammassati in questo luogo da Iran, Bahrein, Azerbaijian, e località ancora più lontane. È praticamente impossibile immaginare quanti cadaveri in decomposizione e quanti scheletri giacciano ben avvolti sottoterra, riposando gli uni sugli altri in una surreale coda verticale che potrà solo allungarsi.

Wadi Al-Salam al momento occupa circa 5000 metri quadrati ed è in continua espansione—la sua dimensione è aumentata del 40 percento dopo l'invasione dell'Iraq da parte di Stati Uniti e alleati. Il piano attuale prevede che le forze americane si ritirino completamente entro la fine del 2011. Partendo, lasceranno edifici distrutti, musulmani arrabbiati, e un fresco strato di morte sulla cima di un luogo dedicato a registrare la storia irachena tramite corridoi di scheletri. "Quanti corpi sono sepolti qui?" dice Beyan Shakir Abu Saib, ripetendo la mia domanda. "Potrebbero essere milioni. Le persone sono state sepolte in strati, uno sull'altro, per secoli." Beyan è membro di un clan di becchini fondato secoli fa. Suo figlio lavora con lui, fianco a fianco. Il business della famiglia Saib è antico come le pietre funebri, e non sono certo i soli stipendiati dalla rigida falciatrice. Ad esempio, vicino a una zona dove i cadaveri vengono puliti e imbalsamati, Sadaw Ubein vende sudari per 10.000 dinari l'uno (circa 8.50 dollari). Secondo Sadaw, è un affare maledettamente buono; in altre zone del cimitero, i mercanti rincarano il prezzo fino a 75.000 dinari (circa 65 dollari) per un prodotto assolutamente identico.

Said e Said sistemano un appezzamento che presto sarà occupato da nuovi ospiti.

E allora perché Sadaw non alza i suoi prezzi? "Quello che facciamo è dare aiuto umanitario, finanziato dall'organizzazione non governativa di Muqtada Al-Sadr," mi dice. "I soldi non dovrebbero essere un ostacolo per il fedele che vuole seppellire i suoi cari vicino all'Imam Alì." Dice di aver seppellito un ritratto di Al-Sadr, il leader iracheno politico e religioso più controverso. Gli americani potrebbero ricordare Al-Sadr come comandante e fondatore dell'Esercito del Mahdi, una milizia sciita ben organizzata che ha combattuto le forze di occupazione, il governo iracheno appoggiato dagli USA, e altre milizie, fino allo sbando del 2008. Gli iracheni, comunque, vedono Al-Sadr come forza politica legittima. Il suo partito ha ottenuto 40 seggi (su 325) alle ultime elezioni, e ha rifornito di benzina, acqua e cibo la popolazione impoverita. Non è senza motivo che Al-Sadr sia così popolare tra i lavoratori e gli ospiti a lungo termine che ancora respirano a Wadi Al-Salam. L'Esercito del Mahdi e le forze americane hanno combattuto una battaglia intensa per le strade di Najaf nell'estate del 2004, la quale inevitabilmente si è estesa al labirintico cimitero.

L'esercito americano ha diviso il cimitero in sezioni denominate come i quartieri di New York, ma non ha fatto molto per migliorare la morale. Dal "Queens" al "Bronx" gli insorti usavano una rete sotterranea di passaggi tramite le cripte per muoversi furtivamente per il cimitero e sparare razzi anticarro contro i carri armati Bradley e i cingolati Humvees. La traduzione di Wadi Al-Salam, "Valle della Pace", non è sembrata molto appropriata in quei giorni. Molti dei fedelissimi di Mahdi che hanno combattuto questa battaglia non hanno poi più lasciato il campo, e sono sepolti in un'ala dedicata alla destra dell'ingresso principale. Le loro tombe sono decorate con fiori di plastica e ritratti del martire caduto in tenuta da combattimento—o almeno è quello che mi hanno detto. L'accesso a quest'area è infatti vietato a chiunque non abbia legami con l'organizzazione di Al-Sadr.

Fiori di plastica, bottiglie di colonia e la bandiera dell'Imam Ali decorano praticamente ogni tomba di Wadi Al-Salam.

In un'altra parte della necropoli ho incontrato due uomini, entrambi chiamati Said, muratori e occasionalmente becchini che oggi lavorano in un'area riservata ai corpi non identificati. "Molti di loro sono morti facendosi esplodere in attacchi suicidi", dice il più vecchio dei due Said, incaricato degli anonimi resti. "Finiscono tutti qui. Ogni tanto sono identificati e portati da qualche altra parte, specialmente in caso siano sunniti o cristiani." Il Said più giovane dice che il numero dei cadaveri non identificati è calato sensibilmente da quando la guerra si è fatta più dura, in special modo tra i morti delle aree dove gli americani bombardano, presumibilmente, con ordigni al fosforo. Anche se gli USA negano che la mortale arma antiuomo sia stata usata contro civili iracheni (dopo aver negato in prima istanza che fosse stata usata del tutto), gli abitanti di zone come Fallujah sono stati esposti a questa sostanza, e i suoi effetti sono stati devastanti. Il silenzio di Wadi Al-Salam, comunque, ci rende distanti dagli inganni della guerra. È una comunità isolata con la propria forza lavoro, reticoli di strade, piazze, e taxi. I taxi devono combattere contro strade impervie, insozzate da migliaia di bottigliette di profumo usate nelle cerimonie, e un mercato del trasporto passeggeri più che saturo. Per i commercianti locali, l'economia è nera. E per più di un motivo.

Le tombe di famiglia possono servire come memorandum di guerra e sommario delle catastrofi naturali irachene. Il ritratto in primo piano rappresenta uno dei tanti morti della guerra tra Iran e Iraq, 1980-1988.

Ali Abdul Hassan, 32 anni, ha lavorato come becchino da quando ne aveva 12, finché un mal di schiena cronico l'ha costretto a farsi una nuova carriera: vende incensi e bottigliette di profumo rosato da cerimonia. "Arrivo alle 5 del mattino, e lavoro fino al tramonto," dice Ali. "Guadagno circa 15.000 dinari [circa 12.80 dollari] al giorno. Se è un giorno di precetto, posso prendere anche il doppio. Mia moglie e i miei otto bambini vivono in una stanza in affitto. È l'unica cosa che possiamo permetterci." L'industria profumiera di Najaf ha una competizione accanita. Più tardi incontro Hishmam, un venditore ambulante di profumi, quattordicenne, deluso dei suoi profitti: "Se un giorno metterò da parte abbastanza, mi piacerebbe diventare un soldato o un poliziotto. Il problema è che, a meno che tu abbia contatti—tipo famigliari che lavorano nel governo—devi pagare 1000 dollari solo per presentare domanda. E non c'è nessuna garanzia che ti prendano."

Considerate le alternative, praticamente tutti vorrebbero avere un posto di lavoro all'interno del Governo iracheno. Il problema qui è che la corruzione miete forse ancora più vittime della morte. Fortunatamente, il giovane Hisham è in grado di vedere le cose da una prospettiva diversa e di accettare qualsiasi destino gli si presenti: "Sapete che ci sono degli angeli che portano via i corpi di quelli che non dovrebbero essere sepolti qui? Un po' di tempo fa hanno aperto una tomba laggiù ed era vuota. Funziona anche al contrario. Se sei un bravo musulmano e vieni sepolto da qualche altra parte, gli angeli ti porteranno qui. Ma io voglio morire qui, a Wadi Al-Salam."