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Gli ecosessuali vogliono salvare la Terra facendoci sesso

L'ecosessualità può essere misurata secondo la scala Kinsey: a un estremo ci sono quelli a cui piace passeggiare nudi, all'altro ci sono le persone che "vogliono avere orgasmi in mezzo al fango, scopano gli alberi, si masturbano sotto le cascate."

di Neil McArthur
03 novembre 2016, 9:16am

Una partecipante all'


Ecosexual Bathhouse. Foto di Matt Sav.

Se questa settimana capitate a Sydney, potreste avere la possibilità unica di fare sesso con la terra. Basta fermarsi alla "Ecosexual Bathhouse", parte del Sydney LiveWorks Festival. È un'installazione interattiva creata dagli artisti Loren Kronemyer e Ian Sinclair, che hanno descritto la propria opera come una "bizzarria che vuole dissolvere le barriere tra le specie proprio quando ci siamo infilati nel tunnel senza ritorno" della crisi ambientale. Ma questa opera è anche parte del più esteso movimento ecosessuale, che sta raccogliendo consensi in tutto il mondo.

Jennifer Reed, dottoranda in sociologia alla University of Nevada Las Vegas, sta scrivendo una tesi sull'ecosessualità, e sostiene che negli ultimi due anni il numero di persone che si autodichiarano ecosessuali è aumentato in modo esponenziale. E anche i dati di ricerca su Google confermano che l'interesse per il termine è cresciuto nell'ultimo anno. Il 2016 è l'anno in cui l'ecosessualità è diventata mainstream.

"Ecosexuality" ha varie definizioni, a seconda della persona a cui chiedi. Amanda Morgan, anch'essa della UNLV School of Community Health Sciences e parte del movimento ecosessuale, dice che potrebbe essere misurata—in un certo senso—un po' secondo la scala Kinsey: a un estremo ci sono le persone che cercano di usare sex toy ecosostenibili, o a cui piace passeggiare nude nella natura. All'altro ci sono le persone che "vogliono avere orgasmi in mezzo al fango, che scopano gli alberi, che si masturbano sotto le cascate."

Due partecipanti alla Ecosexual Bathhouse. Foto di Matt Sav.

Il movimento è cresciuto anche grazie a Annie Sprinkle ed Elizabeth Stephens, artiste, attiviste e coppia, che hanno fatto dell'ecosessualità una crociata personale. Hanno pubblicato un "ecosex manifesto" sul loro sito SexEcology e prodotto molti video a tema, incluso un documentario che ritrae la relazione amorosa tra loro e gli Appalachi. Oltretutto, hanno celebrato matrimoni tra ecosessuali e la terra, la luna e altre entità naturali.

Sprinkle e Stephens considerano apertamente l'ecosessualità una nuova forma di identità sessuale. L'anno scorso al Pride di San Francisco hanno guidato una marcia di più di 100 persone che chiedevano che all'acronimo LGBTQI venisse "ufficialmente" aggiunta una E; Stephens ha dichiarato ad Outside che ci sono almeno 100.000 persone che si identificano come ecosessuali in tutto il mondo.

Secondo Reed, il termine "ecosessualità" esiste dai primi anni Duemila, quando ha cominciato a comparire nella descrizione di alcuni account sui siti di appuntamenti. Ma solo nel 2008 ha cominciato a evolversi in un movimento di più ampio respiro—in contemporanea con i matrimoni officiati da Sprinkle e Stephens. Le due artiste erano già attive nella lotta per i diritti gay, e hanno abbracciato pubblicamente anche la causa ambientale. Stephens ha detto che volevano ridefinire il modo in cui guardiamo la terra, da madre ad amante.

Sempre nel 2008, la scrittrice e attivista Stefanie Iris Weiss ha cominciato a scrivere il suo libroEco-sex: Go Green Between the Sheets and Make Your Love Life Sustainable, che sarebbe stato pubblicato nel 2010. Weiss, pur conoscendo l'operato di Sprinkle e Stephens, ha inizialmente deciso di essere più pratica e di sottolineare l'impatto ambientale dei preservativi, dei lubrificanti e di altri prodotti che fanno male al corpo umano e all'ambiente. Ha detto di aver scritto il libro per aiutare le persone a rendere le proprie vite sessuali "più sostenibili", e aiutarci a non inquinare i nostri corpi.

La ricerca di prodotti "verdi" resta un obiettivo importante del movimento ecosessuale, e Weiss ha detto che le opzioni dedicate ai consumatori attenti all'ambiente sono aumentate da quando lei ha scritto il libro. Ma non dissente nemmeno dal concetto più "olistico" di ecosessualità di Sprinkle e Stephens—pensa che il loro obiettivo sia non dissimile dal suo: aiutare le persone a riconnettersi con la natura, e con il proprio corpo.

Reed dice che l'ecosessualità è diversa dagli altri movimenti sociali perché si concentra sull'individuo e il piacere, invece che sulle proteste e la politica. Secondo lei, è questo il motivo per cui alcuni ambientalisti se ne sono tenuti alla larga. Ma gli attivisti ecosessuali con cui ho parlato hanno tutti sottolineato un obiettivo condiviso: pensare alla Terra come amante è il primo passo per prendere la crisi ambientale sul serio. "Quando fai incazzare tua madre, poi lei ti perdona. Ma se tratti male la tua amante, ti lascia."

Ma anche la leggerezza di iniziative come quelle di Sprinkle e Stephens è parte integrante del movimento. Morgan descrive l'ecosessualità come un modo per superare "la roba alla Al Gore" che la gente associa con l'ambientalismo. La sua speranza, e quella di altri ecosessuali, è che possa dare alle persone "normali" un punto di contatto divertente e accessibile all'ambientalismo, e creare un senso di speranza.

Morgan e Weiss concordano nel considerare il sesso come uno strumento importante perché le persone considerino l'ambiente come una priorità. Comunque, per metterla come Weiss, "se stai scappando da un'inondazione, non hai tempo per il sesso."

Neil McArthur è il direttore del Centre for Professional and Applied Ethics at University of Manitoba. I suoi studi sono concentrati sull'etica e la filosofia del sesso. Seguilo su Twitter.

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