Ho chiesto alla gente che sta su Chatroulette cosa ci fa lì nel 2016
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Ho chiesto alla gente che sta su Chatroulette cosa ci fa lì nel 2016

Quello che nel 2010 era considerato la nuova "frontiera di internet" con milioni di iscritti si è ritrovato nel dimenticatoio nel giro di tre anni.
30.9.16

Quando penso a Chatroulette, la prima cosa che mi viene in mente è una sera del 2010 in cui ero a casa con degli amici a tentare di convincere ragazze dall'altra parte del mondo a farci vedere le tette.

Dopo aver skippato un centinaio di chat ci eravamo pure riusciti—a patto che uno di noi si fosse spogliato. Risultato: in cinque sul divano e uno nudo come un verme, aspettavamo il loro turno. Con il sorriso maligno e leggermente adrenalinico di chi sta facendo qualcosa di sbagliato, le due ragazze avevano iniziato a sollevare le magliette. Purtroppo non le abbiamo mai viste davvero, perché uno dei cinque sul divano invece di ingrandire lo schermo premette F9: il tasto con cui chiudi la conversazione su Chatroulette.

L'autore su Chatroulette.

Per un po' di tempo "F9" è stato pure il soprannome di questo mio amico. Comunque sia, negli anni abbiamo cercato di crescere e lasciato stare Chatroulette. E effettivamente è ciò che è successo un po' a tutti: non a caso quello che nel 2010 era considerato la nuova "frontiera di internet" con milioni di iscritti e mezzo milione di visite uniche al giorno si è ritrovato nel dimenticatoio nel giro di tre anni rappresentando, forse, uno degli hype di internet più grandi e più fallimentari.

E se non fosse stato per un articolo di un mio collega olandese, anche per me Chatroulette sarebbe rimasto soltanto la storia di come "F9" ci ha rovinato una serata. L'autore racconta che, dopo essersi connesso, ha notato che nonostante la gente ne ignori ormai l'esistenza, sul sito c'erano circa mille persone. Come lui, ho deciso di riaccedere al sito e capire cosa fa la gente, ancora, su Chatroulette nel 2016.

1323 persone online.

La prima cosa che noto rientrando è che a differenza di sei anni fa è necessario fare un'iscrizione con mail e dopo una decina di chat iniziali confermare l'account tramite SMS. Dopo aver seguito le procedure il sito mi ha informato che al momento del mio accesso c'erano 1323 persone online. Pensavo che non sarebbe stato difficile trovare qualcuno con cui parlare, ma ovviamente mi sbagliavo: un buon 70 percento degli utenti sono uomini con il pene in mano (da qui in poi: UCIPIM) che cercano ragazze, senza rendersi conto che il tempo che investono per masturbarsi lo passano a skippare altri uomini nella stessa situazione.

A un certo punto, uno di questi uomini—che ha la webcam puntata sul petto—resta a fissarmi per diversi secondi, non risponde alle mie domande né si muove, anche se in sottofondo avverto un rumore meccanico. Rimaniamo a guardarci per 10 minuti buoni, poi sparisce.

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Poco dopo trovo una ragazza tunisina di 26 anni disposta a parlarmi. Quando le chiedo del perché passi il suo tempo su Chatroulette mi risponde che le piace conoscere altre persone e parlarci—per poi sottolineare subito dopo che purtroppo quella non è l'intenzione con cui la maggior parte della gente si rivolge al sito, dato che a popolarlo sono soprattutto UCIPIM.

"Voglio incontrare gente… non cazzi."

Le chiedo se si masturba in chat e mi risponde dicendo che non le interessa e che vorrebbe soltanto conoscere gente. Così, forse per compassione, ci parlo un po'—almeno fino a quando le dico che studio giornalismo. Senza rispondermi, ha skippato.

Quando torno nel Far West delle chat mi imbatto in "Pui". Pui non ha la webcam accesa "perché l'ha spenta" e tiene soltanto il microfono acceso condividendo con me una canzone in 220 bpm condita con suoni orientali e rumori metallici fastidiosi. Dopo aver detto a Pui che la sua musica fa schifo le chiedo cosa ci faccia su Chatroulette e mi risponde dicendomi che fondamentalmente si annoia per lo stesso motivo per cui tutti nel 2016 si annoiano su Chatrouelette: quasi tutte le chat sono UCIPIM. Quando invece chiedo a Pui quanto tempo ci passa mi risponde che in verità ci stava per caso e ci è stata un'oretta così come il giorno precedente. La conversazione è finita con qualche problema di comunicazione.

La chat con Pui.

Esattamente dopo aver chiuso con Pui vengo "accolto" in una chat da due messicani che ballano su un divano mentre mi mostrano la loro pistola argentata. Fumano una canna e sputano il fumo adosso alla webcam. Mi deridono, skippano e nella schermata successiva trovo una ragazza tedesca. Dice che si annoia e dopo pochissimo mi chiede di andare a chattare su Skype. Mentre valuto se trasformare il pezzo su Chatroulette in un pezzo come vittima di una truffa in webcam lei mi ha già skippato.

La chat con la "ragazza" tedesca.

Dopo essere stato scartato da una cinquantina di UCIPIM incontro "carlo", un ragazzo di Milano "gay"—stando alla descrizione del profilo—che mi spiega che sta su Chatroulette per "perdere tempo" e "conoscere gente." Quando gli chiedo se anche lui si masturba in chat mi risponde che gli capita ma che gli capita più spesso farlo "per i fatti suoi". Mi spiega anche che utilizza altri siti come Chatrandom (che è l'alternativa a Chatroulette ma fondamentalmente uguale) e che era da due settimane che non rientrava su Chatroulette. Anche lui come Pui tiene la webcam oscurata, in questo caso perché carlo, a suo dire, era a torso nudo e non voleva dare fastidio.

Carlo sta su Chatroulette per perdere tempo.

Dopo aver salutato "carlo" trovo un ventinovenne algerino in "cerca di donne." Gli spiego che sto tentando di capire cosa fa la gente su Chatroulette, ma la cosa deve turbarlo: mi chiede quali siano i miei problemi, e sembra non comprendere la mia ricerca fino a quando mi spiega che Chatroulette è una "discarica" in cui "sentirsi protetti". Gli chiedo da cosa si voglia proteggere e lui mi risponde "ALGERAI", che suppongo stia per "Algeria".

"Che problemi hai?" "Io."

La conversazione è poi scemata su incomprensioni varie—come quando lui ha iniziato a parlare da solo girandosi verso il muro e ha riconosciuto in se stesso la causa di tutti i suoi problemi.

Leggermente turbato da questa conversazione passo un'altra mezz'oretta a cercare qualcuno con cui parlare. Potevo trarre qualche insegnamento dalle domande e le risposte sconnesse del mio interlocutore algerino? Il ribaltamento dell'identità avvenuto nel momento in cui ha iniziato a rivolgermi le mie stesse domande significava qualcosa? ALGERAI AND YOU è un buon nome per un progetto noise?

Nel frattempo, l'unica cosa che continuo a trovare sono UCIPIM, ragazze che mi invitano su chat private di Skype, uomini che se ne sbattono se gente come me li immortala con screenshot e minorenni che probabilmente sono su Chatroulette per la prima volta. Dopo un po', mi imbatto anche in UCIPIM già incontrati in precedenza: ci scambiamo un'occhiata veloce e vengo skippato ancora, come parte di un tacito accordo.

Comunque diciamocelo, Chatroulette faceva schifo anche sei anni fa.

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