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Breve storia dei musicisti che si fanno schifo da soli

Non tutta la musica esce sempre col buco e i musicisti, da bravi piagnoni autoreferenziali, spesso se ne rendono conto. E ce lo fanno pesare.
Ryan Bassil
London, United Kingdom
7.4.14

Cominciamo con il dire che è difficile essere un artista nel mondo della musica. Okay, è vero, avere un valido corpus creativo garantisce un’immunità permanente al riparo dagli attacchi più ostili. Per esempio, grazie ad esso un musicista riuscirà sempre a saltare la coda fuori da un club, ma è quello stesso lavoro che contribuirà al suo declino. Prima o poi infatti arriverà ad autodisprezzarsi così tanto da collassare, finendo per cimentarsi in una libera interpretazione di Siddhartha per synth modulari lunga otto ore, o facendo un DJ set all'inaugurazione di un negozio del quale non frega niente a nessuno (sono lì solo per i free drink).

Come tutti noi, i musicisti hanno dei rancori irrisolti nei confronti del proprio passato. Questo ci porta ad un problema: l'uomo è infatti una specie vile, disgustosa, avida e si aspetta che l'artista si comporti come un'entità immutabile. Noi ci attacchiamo come cozze agli artisti, aspettandoci che ripetano la stessa canzone, gonfi di rancore, per la trecentosettantasettesima volta. Nel frattempo gli altri faranno uscire altri album di merda, video di merda e canzoni di merda. Ecco qui alcuni che se ne sono resi conto.

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