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Stoya su gatti e fidanzati

L’amore, contrariamente al carbone o al gas naturale, è una risorsa rinnovabile.
13.7.13

A novembre Paparino (il mio fidanzato/socio) ed io abbiamo preso un gattino abbandonato. L'abbiamo chiamato Egr. Dr. Squeak McQueen, e ora ha otto mesi. Squeak gira per casa come un qualsiasi gatto, ma appena lo lasci solo per più di mezzora butta giù tutto quello che trova sulle mensole in bagno e srotola l’intero rotolo di carta igienica. Più che di distruzione è forse sintomo di solitudine e noia. Ma gli animali dovrebbero essere il più felici e sani possibile, quindi abbiamo iniziato a pensare di prendere un secondo gatto. Ne abbiamo discusso per sei mesi. Succede spesso quando ci troviamo di fronte a decisioni permanenti o semipermanenti, e stavolta abbiamo continuamente rimandato in favore questioni più importanti, quali il lavoro e pomiciare.

L’ultima volta che è venuta fuori la discussione sul gatto ci siamo rivolti a qualche sito per animali in cerca di adozione. Alla seconda pagina di risultati ho visto la foto di un micetto arancione con un occhio solo. Era lui. Questo soriano e il suo fratellino rosso (anch'egli adorabile, ma d’altronde quale mammifero di nove settimane non lo è?) erano stati trovati in strada e dovevano stare insieme. Abbiamo incontrato i micetti, ci siamo trovati bene, e la donna che li accudiva ce li ha portati a casa.

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Giuro che voglio anche arrivare da qualche parte con questo post, se solo sopportate insieme a me ancora un po’ di questa chiacchiera da vecchia gattara pazza.

Esiste un intero procedimento per introdurre gatti nuovi in una casa che ha già altri gatti. Tutti hanno una propria opinione su come gestire la situazione. Credo che molto dipenda dalla personalità di ciascun gatto. Abbiamo messo i gattini in un bagno spazioso e li abbiamo fatti abituare alle nuove condizioni. Squeak alternava i suoi giri abituali a qualche incrusione verso il bagno. Capiva che c’era qualcosa di diverso, ma ci ha messo un po’ prima di spingersi oltre la porta. Mentre i gattini si sistemavano e Squeak si abituava ai nuovi odori, li tenevamo separati. Era importante passare del tempo con i gattini per abituarli alle persone ed era anche importante che Squeak non si sentisse abbandonato. Nei primi giorni c’erano momenti in cui uno di noi o entrambi stavamo con un gatto da una parte e arrivavano miagolii insistenti dall’altra.

Per me, questa situazione sembra un modellino a quattro zampe dell’amore, come economia della fame.

Ho incontrato il concetto di economia della fame solo nelle pratiche BDSM e nelle comunità poligame. [Nota bene: BDSM e poliamore sono due cose diverse. A volte la gente che è interessata a una s’interessa anche dell’altra, ma non sono mutualmente inclusive.] L’economia della fame potrebbe esistere in alcuni saggi di psicologia o in economia e avere un significato diverso da quello espresso qui, ma solitamente io la sento nominare solo in due contesti. Il primo è quando qualcuno si chiede come sia possibile avere abbastanza amore per più di un partner. L’altro è quando qualcuno si strugge per sentimenti di gelosia verso qualcun altro che riceve dell’affetto.

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L’amore, contrariamente al carbone o al gas naturale, è una risorsa rinnovabile. La gente non ha un barattolo d’amore vicino alla milza che si svuota un pochino ogni volta che ci si prende cura, fa sesso, o si prova simpatia per un'altra persona. Abbiamo un’infinita capacità di amare. L’amore è un’emozione complicata ed è molto difficile da descrivere. Non è un’economia in cui uno muore di fame solo perché un altro sta ricevendo amore.

Il tempo e la presenza sono necessari per esprimere amore, ma quelle a volte sono risorse limitate, quindi sono convinta si possa parlare anche qui di una sorta di economia della fame. Avverto una forte gelosia per il tempo che ho dedicato a qualcun altro quando pensavo dovesse essere mio. Mi sono sentita emotivamente ferita quando ho avuto bisogno di una telefonata o di un po’ di tempo nella stessa stanza con qualcuno, e questo qualcuno non c’era perché avevo fallito nell'esprimere questo bisogno o, ancora, perché quel qualcuno non era capace o non voleva esserci per me. A livello superficiale l’ho sentito anche per i gatti, quando ho dovuto scegliere con chi di loro stare. Per quanto odiassi farli miagolare pietosamente, erano solo tre petulanti gattini che si lamentavano per una porta chiusa. Ritenerlo un problema sarebbe ridicolo a confronto con quelli veri, ma a volte mi viene più facile pensare a concetti complessi attraverso metafore semplici. Con punti extra se le metafore includono vibrisse e piccoli nasini pelosi.

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Nessuno di noi ha più di 24 ore al giorno e nessuno può essere in più di un posto contemporaneamente. Se siete anche solo un po’ simile a me, o alla maggior parte dei miei amici e conoscenti, la settimana lavorativa di 40 ore è un mito esilarante. Non posso parlare per tutti, ma mi sembra sempre di destreggiarmi in un’agenda che conta un totale di 32 ore, impegnata a farci stare tutto e dare la priorità alle cose importanti. Lavorare come freelance aggiunge una certa dose di tensione, con i suoi cicli di accumuli di lavoro impressionanti seguiti da periodi di vuoto e disperata ricerca di concerti per riempirmi la vita. Sono abbastanza sicura che sia tutta roba normale. Tra il prenderci cura di noi stessi, partecipare ad attività sociali e famigliari, trovare lavoro, e lavorare, molti di noi probabilmente hanno molto più tra le mani di quello che possono gestire. O forse avete sistemi di gestione del tempo migliori dei miei.

Nel corso della mia carriera ho rifiutato lavori o pressioni perché non avevo voglia di farli, perché sapevo che c’era qualcuno di molto più bravo di me a poterli fare, e perché non avevo abbastanza tempo per prendere tutte le opportunità che mi erano concesse e alcune erano meglio di altre. Ho rifiutato dei lavori perché il costo per prepararmi o per arrivare in un posto erano più alti del profitto. A volte ho rifiutato un lavoro perché non valeva la pena per la quantità di rassicurazioni che la persona che stava con me in quel momento avrebbe richiesto. Col senno di poi, quest’ultima è stata una scelta poco sensata. Prima di quest’anno non avevo mai rifiutato niente solo perché  mantenere una relazione amorosa meritava di più. Assicurarmi che Paparino ed io siamo al corrente delle giornate l’uno dell’altra è molto più importante per me ora. Quel messaggio dal mio capo che mi chiede i giorni disponibili per girare un film può aspettare mezzora se questo significa ricevere più coccole prima che uno dei due vada a lavorare. Questo modo di selezionare le priorità vale per entrambi. Paparino ha messo in pausa il lavoro per discutere con me di cose importanti. Ieri notte ha scelto di dormire cinque ore invece di sei perché avevo davvero (davvero davvero DAVVERO) voglia di fare sesso con lui. Al mattino spesso risponde alle mail dal telefono invece di alzarsi dal letto mentre sto ancora dormendo, sbavando sulla sua spalla. Entrambi scegliamo di stare più tempo insieme piuttosto che guadagnare.

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A tutti quelli che mi hanno detto che le mie priorità sarebbero cambiate con gli anni—in particolare ai miei genitori e a quella signora che era seduta a fianco a me su un volo quattro anni fa—avevate ragione.

La discussione intorno alla possibilità che le donne possano avere tutto sembra essersi riaccesa in questi giorni. Molte opinioni sono state espresse, ma devo ancora aggiungerci la mia. Credo che nessuno, indipendentemente dai genitali che ha e dal suo genere, possa avere tutto, se tutto significa non scendere a compromessi. Credo che dovremmo avere le mani piene delle cose che sono per noi più importanti, e capire che le persone che sembrano avere tutto hanno fatto un sacco di sacrifici che noi non notiamo o loro non raccontano.

E penso anche che tre gatti siano abbastanza per questa casa.

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