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Vice Blog

Panico ad alta quota

12.3.10

Ho sempre avuto paura di volare. La più banale turbolenza mi causava visioni di carneficine, sudore e palpitazioni. Roba da pazzi. Ma poi un giorno ho realizzato che tutto questo agitarsi non sarebbe servito a nulla. Ecco, provate a dire una cosa del genere a questo tipo che il mese scorso ha dato di matto su un volo Air Canada da Toronto a Londra. Abbiamo parlato con uno dei suoi vicini di posto…

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Cos'è successo?
"Jay", credo si chiamasse, ha iniziato a comportarsi in quel modo più o meno alla quinta delle otto ore di volo.

Per quanto tempo è rimasto in quello stato?
Per tutto il resto del viaggio ha avuto degli attacchi più o meno ogni quindici minuti.

Tre ore di panico cieco in uno spazio chiuso ad altitudine elevata? Dev'essere stato terribile.
Parte del personale di bordo e alcuni passeggeri volontari cercavano di calmarlo. Ma non c'era modo di fargli passare gli attacchi.

Gli altri passeggeri erano tutti spaventati?
Più che spaventati direi infastiditi ed annoiati.

Ci credo. Quando siete atterrati è stato trascinato via dai poliziotti urlando e scalciando?
No. Si è calmato al momento dell'atterraggio e poi è arrivata la polizia a fargli un paio di domande.

E poi che è successo?
Io me ne sono andato, ma sono riuscito a vedere che il poliziotto aveva estratto le manette. Non ho idea di come sia andata a finire, ma ho sentito dire che non ha subito conseguenze legali.