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SESSO A TEHERAN: LA MIA PRIMA ORGIA IRANIANA

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di it
29 giugno 2011, 2:38pm

Ero appena tornata a Teheran ed ero molto emozionata. Essendo fuggita dall'Iran da bambina, nel 1984, quando era esplosa la guerra con l'Iraq, questa era la prima volta, in 24 anni, che facevo ritorno in patria. Volevo assaggiare del cibo persiano e vedere visi familiari, ma per strada ho presto notato che l'Iran nel 2008 non era poi tanto più rilassato di quando l'avevo abbandonato, all'incirca un quarto di secolo fa.

Tutto quello che avevo iniziato a considerare permesso in occidente—sesso, flirtare, masturbarsi con un megadildo di fronte ad Axl Rose nel backstage di un concerto—sembrava proibito e punibile con prigionia, tortura o morte, con molta probabilità per mano del Komiteh, la polizia morale iraniana.

Avevo avuto una serie di beghe col Komiteh da bambina, anche se quando sono partita avevo a malapena dieci anni. Una volta avevano deciso che mi uscivano troppi capelli dal hijab, e un'altra volta sono stata colta a mostrare un po' troppa caviglia anche se ero seduta nell'auto dei miei genitori. Dal 1979 al 1989, durante il primo decennio di Rivoluzione Islamica, ballare era illegale, le donne che indossavano il rossetto in pubblico rischiavano che le venissero sfregiate le labbra con una lametta e indossare lo smalto era punibile con frustate.

Oggi è tutto un po' meno severo, ma puoi ancora essere mandato in prigione per essere in compagnia di un esponente dell'altro sesso se non è tuo marito o un parente. Se tradisci tuo marito o tua moglie nella Repubblica Islamica dell'Iran, vieni lapidato. La lapidazione dura intorno ai 20 minuti, dal momento che sei sepolto fino al collo nella sabbia e hai una folla di gente intorno che ti lancia sassi sulla testa finché non muori.

Con tutto questo in mente, mi ha alquanto sorpreso scoprire che Teheran ha la sua comunità segreta di gente che beve Smirnoff, prende ecstasy e fa orge rischiando la vita.

Vivendo sotto un regime così tirannico che rifiuta completamente di riconoscere l'esistenza del sesso, la gioventù iraniana è solita scopare come fosse una forma di disperata di sfida. Ero a Teheran da sole 48 ore quando sono stata assorbita dalla loro ribellione.

Ero in un bar con un paio di amiche quando ho conosciuto Nima, 19 anni. Era un ricco ragazzino pieno di energia e amante delle auto da corsa. Quando si è avvicinato e mi ha sussurrato "Vuoi venire a divertirti a casa mia?" la mia reazione immediata è stata "no", ma perseverava facendo occhiolini. "Non ti preoccupare", mi ha detto, "ci sarà un mucchio di altre persone. E un sacco di ragazze sexy... certe veramente porche."

Due notti dopo vedevo la mia amica che buttava strati e strati di abiti islamici sopra un vestitino rosso a girofiga, prima di iniziare il lento viaggio attraverso il traffico impazzito delle strade di Teheran, evitando ogni contatto visivo con la polizia morale, mentre ci dirigevamo verso i quartieri alti. Avremmo imparato che chiunque va a un festino, parcheggia sempre la macchina un po' di vie più in là.

Non appena le porte dell'appartamento si sono aperte, la nostra ospite di vent'anni e qualcosa, Seterah, ci ha accolti calorosamente e ci ha fatto cenno di entrare. Stavano ascoltando della techno veramente pesante. Bottiglie di vodka, whiskey, vino e birra allineate sull'immenso bar della cucina, mentre ragazzi e ragazze seminude entravano e uscivano dalle camere da letto. Era un appartamento magnifico con tende di velluto rosa cipria e rosso fuoco, e i pavimenti erano coperti a tratti da tappeti persiani. Nel frattempo, la mia amica si affrettava al bagno per applicarsi diversi strati di trucco.

C'era un sacco di gente intorno che si faceva—principalmente ecstasy, quaggiù è come se fossero ancora gli anni Novanta—e mentre giravamo c'era una ragazza che riceveva una doppia penetrazione da due tipi. Mentre entravo nel pieno della festa, mi confrontavo con tonnellate di persone.

"È l'unico modo in cui possiamo vivere in mezzo a questa melma," mi spiegava qualcuno. "Ogni giorno siamo costretti a calare la testa e fare qualsiasi cosa ci venga detto, se non vogliamo essere pestati, arrestati o imprigionati. È così," diceva puntando il dito a terra sui suoi piedi, "è così che assaporiamo un po' di libertà, così abbiamo un po' di respiro. Senza di questo moriremmo, e ci siamo rotti il cazzo abbastanza da correre rischi enormi."

Un paio di settimane dopo, ero a un altro party, a casa di un ecclesiastico che era fuori città. Ci ospitava la figlia, il che fa capire quanto diffuse siano queste feste. Ad ogni modo, come si può immaginare, la casa era enorme, e c'erano tra le 100 e le 150 persone. C'era una grande piscina asciutta, e la gente era lì dentro a trombare. Quella notte le persone lo prendevano a turno in culo e in bocca, cambiando partner continuamente.

Mentre leccavo una ragazza, ero conscia del fatto che non volevo morire. Prima d'allora non avevo mai fatto sesso pensando di poter essere giustiziata per questo, ma cercavo di fidarmi degli ospiti, perché erano chiaramente straricchi. Vivevano in appartamenti costosissimi, con sicurezza privata e borse piene di soldi per corrompere ogni agente che poteva presentarsi alla festa.

In tutti i festini a base di sesso a cui sono andata, più ricco era l'ospite, più era sicuro. Dopo tutto, non ci sono maggiordomi o tangenti a casa dei poveri, al massimo possono permettersi orge nelle foreste e liquori fatti in casa—ma questa è tutta un'altra storia.

PAROLE: ROXANA SHIRAZI
FOTO: AZA SHADE

Roxana Shirazi è l__'__autrice di L'Ultima Zoccola Vivente: Nata in Iran, Allevata nei Backstage_. Ecco quell**'**aneddoto su Axl Rose._

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Tags: Teheran, Iran, orge, Roxana Shirazi, sesso