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Design

"Alice nel Paese delle Meraviglie" riscritto con le Emoji

Il "Wonderland Emoji Poster" di Joe Hale è così dettagliato che può essere ritradotto nell'originale.
2.1.15
Composite by Beckett Mufson, viaviaviavia

“Il linguaggio non è mai abbastanza per dire ciò che vorremmo / intendiamo” rimugina Joe Hale, artista, designer ed autore. Ecco perché, recentemente, ha intrapreso l’erculea fatica di tradurre interamente in emoji il classico psichedelico di Lewis Carroll, Alice nel Paese delle Meraviglie.

In passato, abbiamo visto tentativi di traduzione con solo emoji di testi consistenti, inclusi gli sforzi in crowdsourcing di trasformare Moby Dick di Herman Meville in Emoji Dick, e il Kickstarter da 25,000 $ di Kamran Kastle per tradurre in emoji la Bibbia, ma Hale ha tratto l’intero romanzo—un processo di circa 300 ore—tutto da solo.

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Il risultato prende la forma del poster Wonderland Emoji, alto un mentro e venti abbondante. Il racconto ha inizio con una combinazione di “mano che indica in basso”, “coniglio” e  “cerchio molto largo”, per rappresentare il viaggio di Alice giù per la tana del coniglio. Alice, rappresentata dall’emoji di principessa, incontra uno Stre-“gatto che sorride con la bocca aperta”, un “emoji di cappello” matto, e una spaventosa “emoji di corona” di cuori. Hale ha tradotto maniacalmente queste immagini, insieme ad altre dozzine, dal testo originale di Carroll, mettendo strato su strato oltre 25.000 simboli, fino al punto che “il testo di emoji era denso quanto basta perché [lui] potesse traslitterare gli emoji di nuovo in una versione grezza dell’originale.”

L’impresa di tradurre Alice in emoji, maturò in un periodo durante il quale Hale leggeva molto le opere di Carroll, e “guardava ossessivamente il film su Alice della Disney.” Quasi come se lui stesso fosse un personaggio delle storie di Carroll, un sogno vivido lo ispirò mentre faceva un pisolino in giardino, portandolo attraverso la versione emoji del mondo di Carroll, già di suo allucinante.

“Credo che Alice si adatti bene agli emoji”, Hale racconta a The Creators Project. “Se se non avessi compiuto io questo progetto,  prima o poi lo avrebbe fatto qualcun altro. È una scelta naturale.”

Abbiamo interrogato Hale sul suo personale rapporto con gli emoji, su come sia riuscito a tradurre un intero libro nei simboli che usiamo ovunque, e su perché Alice nel Paese delle Meraviglie e gli emoji funzionino tanto bene insieme:

I primi tre simboli del "Wonderland Emoji Poster" si traducono con "giù nella tana del coniglio." Composizione di Beckett Mufsson, viaviavia.

Quanto usi gli emoji nelle conversazioni di tutti i giorni? Quando hai cominciato per la prima volta?

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Tutti i miei messaggi/tweet/commenti, etc. sono integrati da un emoji, ma credo di essere un utilizzatore riluttante di tecnologia. Ho preso un iPhone solo ora! L’anno scorso in questo periodo probabilmente non sapevo cosa fosse un emoji, ma appena li ho visti ho riconosciuto immediatamente il loro potenziale linguistico / di scrittura.

Consideri il tuo emoji “fluente”?

Quando ho finito Alice nel Paese delle Meraviglie, mi sono accorto di poterlo rileggere. Ma non direi di saperlo fluentemente. Ognuno usa gli emoji in maniera peculiare, ed è questo il bello. Per me è un sistema di scrittura divertente, che mi piace usare per evadere dall’inglese per pensare in immagini.

Come é nata l’idea di riprodurre un libro con gli emoji? Perché Alice nel Paese delle Meraviglie?

Ho avuto una visione. Stavo leggendo molto Lewis Carroll e guardavo ossessivamente il film Disney su Alice. Un pomeriggio assolato mi sono addormentato nel mio giardino con una copia di Alice nel Paese delle Meraviglie in grembo e ho fatto un sogno veramente potente su un Paese delle Meraviglie di emoji. È davvero arrivata dritta dal mio subconscio. Ero pronto a ricevere la visione. Tuttavia penso che Alice si adatti particolarmente agli emoji. È un romanzo molto visivo e il modo in cui è scritto è così semplice, con gli animali, i fiori e altre cose, che se non l’avessi fatto io l’avrebbe fatto qualcun altro prima o poi. È naturale.

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Accompagnami attraverso il tuo processo di traduzione.

Mentre traducevo mettevo gli emoji in linea - quasi più come per dipingere che per scrivere - finché il testo di emoji non era sufficientemente denso perché potessi traslitterarlo in una versione grezza del testo originale. Penso che facessi circa 5 livelli, poi rileggevo, facevo controlli incrociati, etc. fino al punto in cui nel rileggerlo non cambiavo più niente. È stata un’impresa delirante, vertiginosa.

Ci sono state sequenze particolarmente difficili da tradurre?

Non ci sono state chissà quante sequenze difficili, una volta che ho sviluppato il mio metodo e il mio vocabolario emoji, dato che Alice e gli emoji funzionano bene tra loro. Credo che ci siano parti del testo di Carroll che sono senza senso, quindi l’unica alternativa è fare emoji non-sense e creare un effetto visivo che esprima la natura folle dell’originale.

"A cosa serve un libro," pensò Alice, "senza immagini o dialoghi?" Immagini gentilmente concesse dall'artista.

Qual è l’aspetto importante del tuo Alice nel Paese delle Meraviglie che le persone potrebbero non capire?

Che non è necessariamente pensato per essere letto. Credo che l’idea di “Alice nel Paese delle Meraviglie tradotto in emoji” sia abbastanza potente da creare immagini nella testa del lettore, e che chiunque sia curioso a sufficienza possa sviluppare queste immagini nel suo Paese delle Meraviglie personale nella sua testa e fuggire in quel posto. Le persone potrebbero usare il mio poster come un aiuto visivo nel pensare al Paese delle Meraviglie, viaggiare ed esplorare con l’immaginazione. Oppure: farsi ispirare e leggere qualcosa di Lewis Carroll!

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Quale ruolo pensi che abbiano gli emoji nella cultura di oggi?

Dirò quello che –a mio avviso– gli emoji rivelano. Ho l’impressione che la lingua non sia mai abbastanza per esprimere ciò che intendiamo. La prevalenza di emoji indica che stiamo cercando di trascendere la lingua e raggiungere una forma più alta di comunicazione.

Progetti futuri?

Alice nel Paese delle Meraviglie è indicativamente la prima parte di una trilogia, quindi direi nuove avventure in emoji. Ho anche pubblicato il mio primo romanzo, Getting Inside Simon Morris’ Head, nel 2014.  Potrebbe sfociare in un altro esperimento di scrittura estrema. E ho un progetto parallelo ad Alice nel Paese delle Meraviglie, che sarebbe Attraverso lo Specchio, ma in scrittura speculare, quindi perfettamente ribaltata sull’asse orizzontale o verticale. Mi piacerebbe riuscire a realizzare quel libro, in qualche modo.

Ordina il tuo Wonderland Emoji Poster qui, e dai un'occhiata agli suoi progetti su Big Cartel e Twitter.