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Resistere alla Biotirannia: chi possiede il tuo corpo?

Ispirati da Foucault, Chelsea Manning e dalla genetica fai-da-te, un gruppo di attivisti vuole dichiarare guerra al potere di governi e aziende.

di Andrew Smart
10 maggio 2018, 10:26am

Nei primi mesi del 2015 un pacco FedEx arrivò allo studio della scienziata-artista Heather Dewey-Hagborg. Conteneva solo campioni di capelli e saliva. Heather estrasse il DNA dai campioni e lo passò attraverso una serie di sofisticate tecnologie usate nella fenotipizzazione forense del DNA, una tecnica che è sempre più praticata dai laboratori privati per aiutare nelle indagini criminali, dalle aziende genomiche per determinare la predisposizione di un individuo a certe malattie e dalle forze dell’ordine nella profilazione del DNA dei sospettati. Tutto questo avrebbe reso possibile a Dewey-Hagborg — dopo l’analisi dei saggi proteici e del sequenziamento del genoma associato a tratti distintivi come il colore dei capelli e l’etnia — di creare un’immagine molto somigliante alla proprietaria del DNA: Chelsea Manning.

Il ritratto che ne è conseguito provoca un senso di terrore: Manning — che è stata condannata a una pena di 35 anni di prigione per aver fornito a Wikileaks una voluminosa pila di dispacci diplomatici e documenti governativi relativi alla seconda guerra del Golfo — non era stata più vista in pubblico dopo il suo arresto nel 2010. (Dopo un’energica campagna a suo favore, il Presidente Obama commutò la sentenza appena prima di abbandonare la sua carica, accelerando il suo rilascio a Maggio del 2017). Come Manning ha detto a Cory Doctorow per Boing Boing:

" La dipendenza della nostra società dal concetto di immagine dice molto sui nostri valori. Purtroppo le prigioni cercano in ogni modo di renderci inumani e irreali negando la nostra immagine, e quindi la nostra esistenza, al resto del mondo. L’immagine è diventata una sorta di prova d’esistenza. Basti pensare al modo di dire ‘pics or it didn’t happen’."

Non si tratta solo di una dichiarazione sulla fisicità dei corpi, ma piuttosto sul modo in cui questi vengono riconosciuti. Manning ha cambiato sesso dopo la sua detenzione nel 2010. Nel progetto di Dewey-Hagborg chiamato “Radical Love,” l’artista ha creato un ritratto senza sesso e uno femminile, generati con un algoritmo, in modo da evidenziare il problema di affibiare il genere secondo il sesso alla nascita.

“L’esposizione fianco a fianco di entrambi i volti possibili porta l’attenzione sul problema di utilizzare i cromosomi o il sesso alla nascita per attribuire il genere, oltre a una questione più ampia su cosa significhi affidarsi a idee stereotipate su come una faccia connotata da un genere dovrebbe essere,” ha scritto Dewey-Hagborg in un testo di accompagnamento alla sua opera.

Di norma pensiamo a sesso e genere come rappresentanti di stabili e fondamentali differenze, e diamo per scontato che il sesso biologico sia parte di un’attuale “natura” indipendente dalle proprietà invariabili. Il ritratto di Manning di Dewey Hagborg tenta di dimostrare che il concetto di genere è fondamentalmente sociale, ambiguo e dipendente dal contesto. Gli osservatori faticano a capire il sesso della persona ritratta, un’esperienza simile alla rivalità binoculare.

“I corpi,” scrive Donna Haraway, autrice del Cyborg Manifesto, “non nascono; vengono creati… I vari corpi biologici in competizione emergono all’intersezione di ricerche biologiche, scritti, e pubblicazioni; pratiche mediche e di altro tipo; produzioni culturali di ogni foggia, incluse le narrazioni e le metafore disponibili; e la tecnologia.”

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L’arte della Biologia

Dewey-Hagborg è parte di un gruppo di artisti che stanno usando ormoni fai-da-te, DNA, e avanzate tecnologie di computazione, per sfidare direttamente le tumultuose forze che rivendicano il monopolio sul futuro della nostra biologia — lo Stato, le aziende private e il mondo accademico. Non solo criticano le esistenti strutture scientifiche e politiche, ma producono anche una più profonda conoscenza scientifica, rivelando come la nostra genetica sia interpretativa, mutabile, e dipendente dal contesto.

“Quello che mi interessa,” mi ha detto Heather Dewey-Hagborg, “è un’arte che esplicitamente si impegni nel contesto biopolitico, con l’obbiettivo di indebolire, resistere o sovvertire quegli aspetti che sono, per dirla con Foucault, più pericolosi in qualsiasi momento.”

Fu il filosofo francese Michel Foucault a introdurre la parola “biopotere” durante le sue famosi lezioni al College de France nel 1976 che verranno poi pubblicate nel libro Bisogna difendere la società. Nelle teorie di Foucault il biopotere si riferisce all’abilità dello stato di disciplinarci e comandarci — come popolazione — ottimizzando la nostra produttività economica o controllando le condizioni di vita. “Il ruolo del potere politico,“ scrisse, “è sempre quello di usare una sorta di guerra silenziosa per inscrivere quella relazione di forza, e per inscriverla nella istituzioni, nelle diseguaglianze economiche, nel linguaggio, e persino nei corpi degli individui.”

Foucault mostra le differenze tra il concetto di biopotere e quello dello stato di potere sovrano di uccidere i propri cittadini: la conoscenza scientifica del sesso e della biologia può aumentare il controllo sugli individui, ma non li distrugge necessariamente. Il biopotere può, ad esempio, forzare le persone a vivere in situazioni dove la morte può essere considerata più umana, o esercitare un controllo sulle relazioni sessuali. Foucault mette in evidenza il fatto che ovunque sorga il potere, così anche la resistenza ad esso.

Nelle teorie di Foucault il biopotere si riferisce all’abilità dello stato di disciplinarci e comandarci — come popolazione — ottimizzando la nostra produttività economica o controllando le condizioni di vita.

In particolare negli Stati Uniti l’accesso economico a contraccettivi di alta qualità è ancora controverso, e gli sforzi fatti da Trump e dal Congresso potrebbe rendere quell’accesso ancora più duro. Allo stesso tempo, aumentano le prove di danni psicologici provocati dall’interruzione della regolazione ormonale causata dagli anticoncezionali a base di estrogeni. La pillola è stata collegata alla depressione ed è stato stimato che peggiori la condizione di giovani donne già depresse. In generale, c'è ancora poca comprensione dei modi in cui donne diverse rispondono agli ormoni.

Agli artisti Mary Tsang e Byron Rich, questi problemi hanno suggerito un progetto che hanno chiamato “estrogeno open source,” che punta a sviluppare metodi fai-da-te per sintetizzare estrogeni per i contraccettivi orali. La “creazione di un estrogeno open source è come mettere i bastoni tra le ruote al corrente sistema di produzione di estrogeni, donandoci uno spazio immaginifico per criticare il potere in gioco,” dice Tsang.

Ingerire estrogeni in pillola per la contraccezione, o per una terapia ormonale, non è l’unico modo per scombussolare il proprio apparato endocrino. L’inquinamento industriale causa diffuse e a volte pericolose esposizioni a miriadi di composti attivi a livello ormonale. Tsang e Rich hanno sviluppo un biosensore fai-da-te per identificare estrogeni nell’urina, corsi d’acqua e in generale nell’ambiente.

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Gli scarti chimici dell’inquinamento industriale stanno aumentando la quantità di estrogeni ambientali, conosciuti come xenoestrogeni, un sottoprodotto della plastica e di molti comuni oggetti prodotti in massa. Prove sempre più evidenti indicano che i composti attivi ormonalmente derivati dall’inquinamento industriale e presenti nella nostra acqua e nel cibo, stanno disturbando l’equilibrio ormonale umano, con possibili gravi conseguenze come una potenziale diminuzione della fertilità umana e un aumento del rischio di cancro. Corpi non umani, come pesci e anfibi, stanno anche peggio.

Gli artisti esplorano anche l’idea della terapia ormonale fai-da-te, nel tentativo di stimolare un dibattito circa il limitato accesso a tali trattamenti. Per le persone transgender negli Stati Uniti, come in gran parte del mondo, trovare una clinica che offra una terapia ormonale, o anche solo un dottore che voglia o sia capace di aiutare, può essere molto costoso e difficile. Dopo che l’esercito ha rifiutato di fornire terapie ormonale per il cambio di sesso di Chelsea Manning, quest’ultima è stata costretta a fare causa all’esercito americano per ottenerlo, rivendicando che le era stato negato accesso a “terapie mediche necessarie” per la sua transizione. Se Manning non ha potuto avere la terapia di cui necessitava, è possibile che qualcuno come lei possa almeno avere gli strumenti per crearsi da solo i propri ormoni?

“Per me,” dice Rich, “l’assurdamente restrittiva regolamentazione della terapia ormonale punta a una cultura che è ancora fermamente patriarcale, aderente a norme che non si riconciliano con la biologica scienza del genere.”

Il progetto “estrogeno open source” immagina una possibilità del genere. Il film di Rich e Tsang mostra un uomo che sta affrontando la sua transizione di genere in cucina e illustra i passi per creare un estrogeno — esattamente come Martha Stewart potrebbe spiegare come cucinare i muffin perfetti. È una testimonianza sovversiva all’incrocio tra distruzione ecologica, politiche del corpo e autorità, ma è anche una sorta di prototipo: sostanzialmente, creare ormoni a casa è fattibile, una questione di educazione e accesso agli strumenti giusti.

L’uso medico di ormoni sessuali da parte di persone con identità transgender è sempre più importante e, forse paradossalmente, si interroga se individui transgender e transessuali hanno una malattia che necessità di un trattamento ormonale. Queste comunità stanno faticosamente tentando di guadagnare accettazione, uguali diritti e tentano di perdere la stigmate di essere in qualche modo patologici. In questo contesto, la terapia ormonale diventa una questione assai complicata, dal momento che la domanda diventa; terapia per cosa?

Il libro di Bob Ostertag Sex, Science, Self affronta la complessa storia sociale degli ormoni sessuali, dei diritti LGBTQ, degli estrogeni e del testosterone. Le aziende farmaceutiche che possiedono i brevetti sugli ormoni farmaceutici hanno speso milioni in pubblicità che rivendicano come queste sostanze siano la base dei concetti di mascolinità e femminilità. Tuttavia, l’efficacia degli estrogeni e del testosterone è basata su prove scientifiche che chiamare traballanti è fin troppo riduttivo.

“La parte più difficile sarebbe l’estrazione e la purificazione degli ormoni,” ha detto nel 2015 a Motherboard Josiah Zayner, uno scienziato bioingegnere e ricercatore al centro di centro di ricerca Ames della NASA.

Se la pratica del biohacking diventa molto più diffusa, potrebbero esserci comunque delle ripercussioni. La Germania ha recentemente annunciato un giro di vite contro l’ingegneria genetica fai-da-te al di fuori dei “laboratori autorizzati.” La pratica è sempre stata illegale, ma il governo tedesco si è sentito in dovere di reiterare il fatto che l’ingegneria genetica fai-da-te senza una licenza è punibile con la prigione e forti multe.

Tutto questo risolleva la questione su chi abbia il diritto a possedere questa conoscenza, chi è autorizzato ad occuparsi di ingegneria genetica? Chi possiede e controlla i nostri stessi geni?

Potremmo vederci un parallelo storico nell’alchimia, che è rimasta illegale sino ai tempi di Isaac Newton. Nonostante l’alchimia oggi sia considerata non scientifica, molte tecniche alchemiche sono state precursori alla moderna ingegneria chimica - e gli alchimisti medievali fai-da-te erano spesso bravi falsari e contraffattori. A quanto pare i governanti medievali usavano l’alchimia per svilire le proprie monete e non volevano che nessun’altro fosse capace di fare lo stesso - motivo per il quale l’alchimia era illegale.

Le insidie e le promesse delle Biotecnologie

Il libro di Foucault Sorvegliare e punire è largamente riconosciuto come il testo fondante per la critica allo stato di sorveglianza, l’intellettuale francese avrebbe però a stento potuto immaginare la velocità e la pervicacità con i quali la biotecnologia si sarebbe diffusa nella società del 21° secolo. Nella sua opera, Foucault prende in prestito la metafora del Panopticon, un progetto per una prigione del filosofo ottocentesco Jeremy Bentham che consentiva a una sola guardia al centro di vedere tutti i prigionieri contemporaneamente, senza che i prigionieri potessero sapere di essere guardati.

Come scrive David Wood in Sorveglianza e società, “Il panoptismo, la traiettoria sociale rappresentata dalla figura del Panopticon, la spinta all’auto-controllo attraverso la credenza che uno viva costantemente sotto osservazione, diventa quindi sia un impulso che un simbolo chiave del progetto modernista.” Nell’epoca dei dispositivi mobile e di innumerevoli sensori che misurano il nostro comportamento, l’auto-controllo è stato portato ai suoi estremi sotto la bandiera del “quantified self.”

Come Foucault aveva predetto, il Panopticon non è qualcosa che ci è stato imposto, stiamo volontariamente entrandoci dentro. Mentre prigionieri come Manning possono soffrire delle esplicite restrizione dello stato, il biopotere opera nelle nostre stesse vita in modi molto più sottili. L’impulso a usare dispositivi digitali per tenere sotto controllo la nostra dieta, l’umore, le abitutidini di spesa, glicemia, urina e movimenti è una forma di auto-controllo — è ormai possibile fornire alle autorità una storia completa del proprio corpo in numeri.

Il Panopticon non è qualcosa che ci è stato imposto, stiamo volontariamente entrandoci dentro.

D’altra parte, la storica gestione dei corpi, e l’ossessione che ne consegue, — particolarmente circa la riproduzione (i corpi femminili), le identità sessuali (i corpi intersessuali, ermafroditi e transessuali) e quelle razziali (dalla schiavitù alla politica del pregiudizio) — sono ancora molto presenti nella società moderna.

Consideriamo questo scenario descritto dal Council for Responsible Genetics:

" Hai tra i 18 e 35 anni e vivi in una città, paese o quartiere dove non è mai successo un omicidio. Un poliziotto arriva a casa tua e ti chiede un tampone di saliva in modo che possa ottenere il profilo del tuo DNA. Ti è stato detto che il motivo di avere il tuo DNA è per escluderti dai sospetti. Questo è quello che viene chiamato un prelievo di DNA per trovare l’autore di un crimine. Ti viene detto che hai il diritto di rifiutarti, ma se lo fai la polizia ti tratterà come un potenziale sospetto. Non ti viene detto niente su cosa accadrà al profilo del tuo DNA e ai tuoi campioni biologici, dopo che il caso sarà chiuso."

Secondo Foucault, il controllo non è solo esercitato attraverso un’oggettiva conoscenza degli individui — ad esempio, documenti medici — ma si manifesta anche come conoscenza degli individui di loro stessi. Siamo controllati non solo come oggetti di discipline, sostiene il filosofo, ma anche come soggetti auto-osservanti e auto-formanti. Interiorizziamo nozioni su cosa sia normale e proviamo a conformarci a queste norme. Abbiamo abbracciato una relazione di controllo e forza dentro e con il nostro stesso corpo. Nonostante questo tutte le nostre conoscenze continuano a dipendere dai nostri stessi sensi, come ha detto Erwin Schrödinger, un fisico quantistico premio Nobel, “la documentazione più attenta, se non viene ispezionata, non ci dirà nulla.”

La domanda è chi ispezionerà le nostre schede e per quali motivi? In che modo le aziende e le istituzioni politiche sfrutteranno la nostra volontà a registrare e quantificare ogni nostro movimento? Come le altre persone fanno la stessa cosa?

Stiamo estendendo la nostra influenza anche a livello molecolare. Gli scienziati sono ora capaci di modificare il codice sorgente della vita, programmando direttamente il DNA attraverso una tecnologia chiamata called Clustered Regularly Interspaced Short Palindromic Repeats, meglio conosciuta come CRISPR Cas9 o “modifica genetica”. I benefici di migliorare la comprensione della vita a livello molecolare sono moltissimi: trattamenti personalizzate per forme di cancro che un tempo erano considerati una sentenza di morte, terapie geniche che sembrano rallentare la morte dei neuroni nell’Alzheimer, e persino cure rigenerative di ferite, basate sui geni. La nostra capacità a capire come i medicinali fanno effetto sui pazienti nella vita reale è aumentata dai dati forniti dalla tecnologia mobile.

Tuttavia, il progresso scientifico e medico non accade in un vuoto sociale, politico e economico. Il contesto nel quale queste incredibili tecnologie sono sviluppate, dà la forma alla loro natura e uso. Per quanto i benefici della tecnologia molecolare possano essere stimolanti, il lato oscuro del biocontrollo è allo stesso modo terrificante.

"L’idea di lasciare alcuni uomini intromettersi con il genere umano solo perché hanno un’infarinatura di genetica è decisamente troppo folle."

I governi potrebbero, ad esempio, acquisire la capacità di modificare geneticamente i soldati — un qualcosa che sembra venire fuori da un brutto film d’azione. La DARPA è ovviamente ossessione con il potenziamento umano a scopi militari. È anche un obbiettivo dei transumanisti che cercano di trascendere i propri limiti derivanti dall’essere umano — il loro desiderio übermenschlich è quello di usare la biotecnologia per creare una nuova specie di esseri con una vastamente superiore intelligenza, forza e moralità.

Anticipando i transumanisti odierni, durante l’alba dell’era genetica nel 1969, il filosofo della scienza Karl Popper rimarca in una lezione:

"Ritengo assurdi i sogni dell’eugenetica di migliorare la popolazione umana attraverso l’ingegneria genetica. Ovviamente non questiono le lievi misure pensate per ridurre le malattie ereditarie. Ma chi può giudicare cosa sia giusto, nel senso positivo, per il genere umano? Chi può giudicare cosa sarà meglio e quali tipologie genetiche sarà meglio ereditare? L’idea di lasciare alcuni uomini intromettersi con il genere umano solo perché hanno un’infarinatura di genetica è decisamente troppo folle."

L’ideologia della gestione e del controllo è già espressa nei database di DNA, sistemi di sorveglianza, droni, e dispositivi mobile che ci circondano e ci osservano attraverso il web tracking e le pubblicità mirate. Ci sono sempre meno spazi fisici e virtuali nei quali possiamo nascondere il nostro corpo dallo smisurato bisogno delle istituzioni statali e industriali di monitorarci e influenzare i nostri comportamenti. Semplicemente usando Internet, stiamo inavvertitamente dando un corposo ammontare di dati alle aziende che sono colluse con gli attori statali che desiderano ottenere una sorta di onniscienza circa le nostre intenzioni e vite individuali. Gli algoritmi ora controllano segretamente i sentimenti nelle nostre e-mail al lavoro e spediscono quei dati ai datori di lavoro.

Intanto la biotecnologia sta diventando sempre più invasiva. Non è troppo lontano il giorno in cui minuscoli sensori impiantabili, apparentemente impianati per proteggere la salute raccogliendo dati, diventeranno di comune utilizzo.

La biotecnologia spinta dal potere aumenta la capacità delle istituzioni di condurre politiche come se fossero una continuazione della guerra. Ma è molto più insidioso perché tutto questo ci è spesso presentato come un “controllo premuroso” o un “controllo protettivo”. I test clinici presto riguarderanno un continuo monitorare i pazienti attraverso l’uso di centinaia di sensori a casa e sul corpo. Il bisogno fondamentale per noi di formare una prospettiva critica sul biopotere è messo in rilievo da questa tensione: la biotecnologia promette di curare le malattie, migliorare la salute e aiutare i deboli. Tuttavia questa tecnologia darà anche allo stato, alle aziende e ai militari strumenti ancora più sofisticati per seguirci, monitorarci e controllarci.

Biopotere al popolo

Ma può questo biopotere essere invertito? Possiamo hackerare e possedere i nostri bio-dati? Possiamo strappare il controllo della nostra biologia e destino politico? Il concetto di creare una società co-vegliante, attraverso l’uso sistematico di tecnologie di sorveglianza per osservare le stesse istituzioni che vigilano su di noi, promette di cambiare le carte sul tavolo del biopotere. La nostra capacità di cooptare la tecnologia di sorveglianza per i nostri scopi sta diventando sempre meno costosa e più raggiungibile. L’inesorabile marcia dei movimenti open-source ha raggiunto una massa critica. Biotecnologia avanzata sta diventando più economica e più facile da usare. Ma è questa l’unica forma di resistenza? Tsang, Rich e Dewey-Hagborg pensano che ci sia bisogno di un cambio ideologico rispetto all’adorazione e glorificazione della biotecnologia, e questo può essere conquistato solo attraverso la sovversione culturale.

La storia di Chelsea Manning è un promemoria del perché la sovversione sia importante, una storia che ammonisce su come il potere, senza pietà, reagisce quando un individuo sfida le strutture sacre a testa alta e in isolamento.

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Nel settembre del 2016, Manning è stata punita con l’isolamento per aver tentato di suicidarsi a Fort Leavenworth. In un’inconscia dichiarazione à là Foucault, l’amministrazione della prigione ha detto che tentando di togliersi la vita, Manning ha interferito con “l’ordine vigente, la sicurezza, la disciplina e la sicurezza” della struttura. Questo nonostante il fatto che ricercatori hanno dimostrato che l’isolamento aumenta drammaticamente il rischio di suicidio nei prigionieri. Nel 2012, le Nazioni Unite hanno chiamato il trattamento in prigione di Manning “crudele e inumano”; durante la campagna per richiedere clemenza, gli avvocati di Manning hanno asserito che l’esercito ha continuamente forzato Manning a vivere in condizioni sempre peggiori.

Il suicidio, in questo contesto, diventa la protesta definitiva e la liberazione, fornendo perlomeno una fuga dall’assoluta autorità e controllo che il governo rivendica sopra i suoi diritti, il suo genere e il suo corpo.

Foucault stesso non fu estraneo all’attivismo e fu arrestato diverse volte. Ma le azioni di Chelsea Manning incarnano le lotte e le forze sulle quali Foucault ha speso tutta la sua carriera di scrittore e pensatore: micro-violenza, l’arbitrarietà delle categorie, l’ideologia della neutralità scientifica, e la gestione delle narrative storiche da parte di chi è al potere. Sfidando direttamente la narrativa filo-statunitense riguardo le sue guerre con fatti empirici e con il suo stesso cambio di sesso, Manning, in gran parte sola, si mette in prima linea in questa lotta. Il modo isterico con cui il potere reagisce rivela, tra le altre cose, la fragilità filosofica e la profonda insicurezza di quello stesso potere.

Come talpa che ha tentato di esporre la duplicità e la crudeltà del goveno statunitense, e come donna transgender, Manning è al centro delle correnti all’interno del biopotere di Foucault. La missione di Manning di vivere onestamente con se stessa è diventata una diretta sfida all’assoluta autorità dell’esercito statunitense, che richiede totale obbedienza ai suoi membri in servizio, specialmente quando si parla di informazioni che riguardano una guerra. Manning non ha dato per scontata la proclamata moralità degli Stati Uniti. E affrontando un cambio di sesso mentre era in prigione, e impegnandosi in uno sciopero della fame per ottenere la chirgugia necessaria alla transizione, Manning ha sfidato anche la narrativa tecno-scientifica dell’esercito americano, per il quale i concetti di genere sono binari e dati dalla natura. L’esercito ha abolito il divieto per le persone transgender di essere in servizio armato a Luglio del 2016.

Manning è un simbolo degli estremi del biopotere. In questo condivide molto con gli artisti, il cui lavoro è indirizzato a rendere quel potere più evidente, e minando false categorie binarie, come “maschio o femmina.” “traditore o patriota,” o “artista o scienziato.” Usando tecniche scientifiche per mettere in dubbio il contesto sociale in cui queste tecniche scientifiche sono state sviluppate, gli scienziati fanno qualcosa di simile all’iniziale atto di protesta di Manning: esponendo sia le forze sociali e politiche che modellano i corpi delle persone, che i dati, le teorie e le politiche che lo fanno.

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Questo articolo è apparso originariamente su Motherboard US.

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