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È davvero facile perdere le tracce di 100 cervelli

Il mistero dei cervelli perduti viene fuori più di un decennio dopo il loro probabile smaltimento.
9.12.14
​Cervelli random. Immagine: Curious Expeditions/Flickr

È abbastanza facile dimenticare dove si siano lasciate le cose—le chiavi dell'auto, il portafogli, o, che so, quel centinaio di cervelli umani che avete lasciato appoggiati da qualche parte.

Questo è ciò che è accaduto all'Università del Texas: un fatto curioso, ancora avvolto in un alone di mistero nonostante sia stato già apparentemente risolto.

Martedì scorso, l'Atlantic ha pubblicato la notizia dello strano caso dei cervelli perduti: circa 100 cervelli contenuti in dei barattoli sono scomparsi dall'università e nessuno sa dove siano finiti. I cervelli appartenevano a dei pazienti psichiatrici dell'Austin State Hospital e, per mancanza di spazio, erano stati affidati all'Animal Resources Centre dell'Università del Texas. Ce n'erano 200 e sono scomparsi tutti.

A quanto pare, circa la metà di questi cervelli è scomparsa intorno agli anni Novanta, ma il fatto che Ars Technica abbia affermato che esiste un registro che documenta l'esistenza dei cervelli rimanenti ha richiamato l'attenzione sulla questione.

Tuttavia come questi cervelli fossero scomparsi non era chiaro; Tim Schallert, un neuroscienziato dell'università, ha raccontato all'Atlantic che quando, su richiesta del direttore del centro, è andato a spostarne la metà rimanente, i cervelli erano scomparsi. Che si sia trattato di uno scherzo? Che alcuni studenti li abbiano rubati per rinnovare l'arredamento della propria stanza? Che siano stati venduti su eBay, come è per altro successo ad alcuni cervelli sottratti a un museo in Indiana all'inizio di quest'anno?

E come se non ci fossero abbastanza misteri si è diffusa la voce che uno dei campioni fosse il cervello di Charles Whitman, famoso come il "il cecchino texano della torre" che causò una sparatoria in università in cui vennero uccide 16 persone. La notizia però non è stata confermata.

Mercoledì mattina l'Università del Texas ha rilasciato una dichiarazione in cui ha affermato di "essersi presa l'impegno di trattare i cervelli con attenzione e di essere rimasti senza parole una volta venuti a conoscenza del fatto che alcuni erano scomparsi."

Tuttavia prima che Motherboard avesse la possibilità di scoprire un anonimo studente trafficante di organi umani di contrabbando—e dopo un primo momento in cui si pensava che un'altra scuola fosse in possesso dei cervelli, notizia poi in seguito smentita—l'università ha seguito un'altra pista che ha portato alla soluzione del mistero. I cervelli sono stati distrutti più di un decennio fa.

Ha scritto l'università: "un'indagine preliminare ha rivelato che i responsabili della sanità e della sicurezza ambientale hanno smaltito diversi campioni cerebrali intorno al 2002, in accordo con i protocolli in materia di rifiuti biologici."

Secondo l'indagine la facoltà universitaria ha deciso che i cervelli non fossero più nelle condizioni adatte per essere utilizzati a scopi didattici, quindi ha smaltito 40-60 barattoli —"alcuni dei quali contenevano più cervelli umani" —con l'aiuto di una ditta di smaltimento di rifiuti biologici.

Ci sono però alcuni misteri irrisolti, per esempio il fatto se il cervello di Whitman si trovasse o meno tra quei campioni.

E il fatto di come i cervelli siano stati dati per "dispersi" dopo 12 anni che erano stati distrutti solleva alcuni dubbi sull'accuratezza con cui sono stati gestiti i campioni.