La prima opera lirica di "onde cerebrali" ti fotte il cervello

L'elettroencefalogramma di un performer diventa un insieme di bolle colorate nella prima opera lirica cerebrale "di sempre".
8.11.16
Imagini: courtesy dell'artista.

L'elettroencefalogramma di un performer (EEG) diventa un insieme di bolle colorate nella prima opera lirica cerebrale "di sempre". Noor: A Brain Opera ha debuttato il 16 maggio alla International Society of Electronic Arts di Hong Kong, un teatro immersivo a 360 gradi, completamente circondato di schermi. L'opera pone una domanda molto semplice, "c'è un luogo della coscienza umana a cui la sorveglianza non può accedere?" Un performer è collegato con un casco Emotiv EEG che monitora la sua attività cerebrale. Quando lo stato emozionale dei performer cambia, le loro onde cerebrali lanciano delle banche dati di video astratti e bolle colorate che rappresentano diverse emozioni: giallo per l'eccitazione, rosa per l'attenzione, turchese per la meditazione e rosso per la frustrazione.

Ellen Pearlman, direttrice e curatrice alla Volumetric Society, recita il libretto. In una conversazione con la performer, Pearlman racconta la storia di Noor Inayat Khan, un agente sotto copertura nella Francia occupata dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Il violento racconto ha l'intento di suscitare diverse risposte emotive. Durante lo svolgersi della trama, il pubblico vede le onde cerebrali del performer in tempo reale in un assortimento eclettico di video e suoni—una rappresentazione astratta di cosa accade nella mente di qualcuno. Quando la soglia emotiva degli artisti non è abbastanza alta, il teatro diventa buio.

Guarda il video della performance qui sotto:

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