Tecnología

Francesco Facchinetti vuole diventare lo Steve Jobs italiano?

Per chi si chiedesse dove ha già letto questo titolo, c’è la possibilità che Facchinetti sia il nuovo Farinetti

Non faccio zapping in TV da anni, è una pratica che semplicemente non mi riesce più naturale. Ovviamente capita, però, che la accenda nei momenti da elettrocardiogramma piatto. Mi succede in particolare al mattino, quando so che devo uscire ad un’ora ben precisa per essere puntuale ma per qualche strano allineamento astrale sono in anticipo.

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Così accendo la televisione. Rai 1, Rai 2, Canale 5. Su La7 mi soffermo per un attimo sperando di incrociare il telegiornale del mattino; niente. Vado avanti ancora di un canale e si consuma il miracolo: su MTV ci sono le televendite. Un mese fa mi è arrivata una segnalazione, con allegato un video: DJ Francesco vende telefoni. Quattro parole che messe in fila così quasi spaventano. Appare un primo video sulla sua seguitissima pagina Facebook. Seduto sull’erba, in camicia “blu Klein,” munito di occhiali tondi esordisce entusiasta: “Perché oggi se voglio comprare tecnologia di serie A devo spendere tantissimi soldi?”

Comincia così l’ennesima avventura di Francesco Facchinetti. Lavora assieme a Stonex, un’azienda italiana che produce smartphone e che ora vuole lanciare il suo primo smartphone di “alta fascia” all’interno di un contesto ‘etico’, il che significa che il telefono costerà semplicemente quello che deve costare, nulla di più, nulla di meno.

Non si ancora granché, questo perché hanno deciso di scoprirsi senza fretta lasciando ai video di Facchinetti il compito di creare hype e aspettativa attorno al prodotto.

Per ora si può dire che StonexOne, lo smartphone protagonista di questa campagna pubblicitaria, sarà munito di “camera posteriore da 21 megapixel, anteriore da 8 megapixel, processore octa-core a 64bit, RAM da 3 GB, ROM da 32 GB, connettività 4G LTE, display da 5,5″ QUAD HD, risoluzione 2560×1440, sistema operativo Android LOLLIPOP e batteria da 3000mAh.” Inoltre, secondo le parole di Facchinetti in uno dei suoi video, “costerà meno di 350 euro.”

Fino a qui tutto nella norma: si può criticare il proclama riguardante il “mercato etico,” certo, ma si tratta di un prodotto come un altro che cerca di farsi strada in un determinato settore. Il grosso problema, per me, non è da cercarsi nel prodotto, ma nel volto che hanno scelto per rappresentarlo. Ogni video di Facchinetti mi ha fatto riprovare le stesse sensazioni che mi hanno attanagliato quel mattino, quando per caso sono stato agguantato dal braccio mortale delle televendite su MTV.

Ho continuato a guardare e riguardare quei video: sempre la stessa camicia, sempre la stessa espressione entusiasta, sempre gli stessi occhiali; prima sull’erba, poi per strada, poi ancora nella cameretta del figlio, quei sorrisi giganteschi, quell’aria da compagnone. Francesco Facchinetti non mi stava vendendo un telefono, ma un set di pentole. Di questo voglio parlare, cosa sta facendo DJ Francesco? La sua è un’attitudine vincente?

Facciamo una premessa. Per quanto “Francesco Facchinetti vende smartphone” possa essere un’affermazione piuttosto forte così, da sola, bisogna dire che Facchinetti non è l’ultimo arrivato e, indubbiamente, sa cosa sta facendo. Tralasciando la sua carriera musicale (prima come cantatuore, poi come DJ), Facchinetti ha le mani in pasta in non pochi affari: un patrimonio stimato di 50 milioni di euro e quote in aziende un po’ in tutto il mondo. Sopratutto si sta dimostrando essere uno dei manager “dell’era YouTube” più capaci, avendo sul suo curriculum il lancio di personaggi come Frank Matano, Francesco Sole, Diana Del Bufalo e Michael Righini. Non ti piacciono? Non è questo il punto: macinano soldi e popolarità e Facchinetti è stato abbastanza capace da individuarli e spostarli dal web alla tv, con i loro fan al seguito.

La strategia di comunicazione Facchinetti per StonexOne sta funzionando. Forse non con me, non ancora perlomeno, ma i suoi video sono visti, il nome del prodotto sta girando, ci sono reazioni e, positive o negative che siano, trovano sempre una risposta da parte di Facchinetti stesso, che non perde mai tempo a scomporsi ma tenta di trasmettere a tutti il suo quasi esasperato ottimismo. Non riuscivo e tutt’ora fatico a comprendere questa alchimia, così ho chiamato Facchinetti e ho cercato di farmelo spiegare da lui.

“Sono entrato in contatto con i ragazzi di Stonex grazie a Davide Erba, ci siamo incontrati due anni fa e lui si occupava, con Stonex, di strumenti laser di precisione. Ci siamo stati simpatici, eravamo in qualche maniera complementari nelle nostre abilità e ci siamo detti ‘perché non facciamo qualcosa assieme?’ Volevamo fare tecnologia di serie A al giusto prezzo, volevamo raccontare al consumatore che si può avere tecnologia figa senza strapagarla. Se ci pensi oggi la moda funziona così, se ti compri una maglietta da Zara o da H&M e la paghi 5 euro hai un capo ‘di tendenza.’”

“Oggi se mi fai vedere il cavetto dell’iPhone comprato su Amazon ti dico che sei uno sfigato, devi per forza avercelo Apple. Ma chi l’ha detto? Noi vogliamo raccontare un’alternativa, vogliamo creare della tecnologia figa, bella, prestante e cool, ma che non costi un’esagerazione.”

Certo è che lavorare nel mondo della tecnologia non è la stessa cosa che farlo nell’industria della moda: i volumi e i modelli di vendita sono radicalmente diversi. “Nel fashion i carichi sono 100 volte più grandi che nella tecnologia, per Gucci produrre una maglietta costerà 20 euro, poi loro la rivendono a 1000.” Mi spiega. “Però noi dove andiamo a risparmiare? Noi abbiamo aziende e competenze sparse nel mondo, per cui grazie a Stonex, che è già conosciuta globalmente, abbiamo tutti i contatti necessari con chi produce ciò che serve per poter fare un telefono.”

“Seconda cosa: noi andremo a fare cose non convenzionali. Ok la sperimentazione, quella serve; ok lo studio del design, bisogna farlo; ma per quanto riguarda il marketing, dove negli ultimi anni si è dimostrato che farlo in maniera convenzionale è semplicemente inutile, vogliamo lavorare in maniera diversa.” mi dice Francesco.

“Non voglio citare i grandi, ma Apple ha fatto del suo “non-comunicare” o del “comunicare in maniera differente” la sua arma vincente. Hanno cominciato ora a fare le gigantografie scrivendoci sopra “scattato con un iPhone 6″, una volta non lo facevano. L’iPhone non te lo compro per quelle gigantografie, lo compri perché hai l’esperienza utente, la magia dell’iPhone, perché sei stato catturato da quel mondo;” premette.

“Sai quanto abbiamo speso di pubblicità in quattro settimane? Diecimila euro. Siamo apparsi tre volte sull’International Business Times, tre volte.”

“Noi vogliamo fare qualcosa di simile, l’esempio te lo faccio subito: noi siamo partiti con la nostra campagna di comunicazione quattro martedì fa, questo che viene è il quinto. Il nostro obiettivo era finire su tutte le testate giornalistiche italiane più importanti e sulle cinque testate di economia più importanti al mondo, questo era il nostro obiettivo. Almeno beccarne una di queste cinque. Siamo andati dalle società predisposte per questo tipo di comunicazione e abbiamo chiesto un preventivo per il nostro progetto. Il preventivo era di mezzo milione di euro, solo per l’investimento pubblicitario,” mi dice.

“A questo punto noi siamo andati a casa e ci siamo detti ‘bene, se investiamo questi soldi poi dove vanno a incidere?’ ovviamente sul prezzo finale del prodotto. Quindi lasciamo stare questo mezzo milione di euro, investiamo in modo non convenzionale, proviamo a vedere cosa succede mettendoci su Facebook. Sai quanto abbiamo speso di pubblicità in quattro settimane? Diecimila euro. Siamo apparsi tre volte sull’International Business Times, tre volte.” Mi spiega.

Arrivato all’argomento caldo quindi non ho potuto fare altro che tentare un affondo. Ho nominato l’innominabile: gli ho detto della mia incredulità di fronte all’idea di un “DJ Francesco che vende smartphone.”

La cosa non deve essergli piaciuta molto, perché dopo decine di secondi in cui balbettavo tentando di articolare la domanda, Francesco mi ha fermato dicendomi che si era perso a quando ho nominato “DJ Francesco.” Come ha fatto Francesco Facchinetti a dividere la sua “vecchia faccia” con questa, nuova, da businessman?

“Ho cominciato a fare questo mestiere quando avevo 20 anni. Poi ho avuto la fortuna di fare una canzone e, che piaccia o meno, quella canzone ha fatto successo. Così sono andato avanti, ho sempre cercato di raccontare le mie evoluzioni e anche le mie involuzioni,” mi racconta.

“Ho sempre fatto tante cose, e quando ne fai così tante può succedere che non tutto ti venga bene. Negli ultimi cinque anni mi sono tolto tante soddisfazioni, ho cercato di mutare e di raccontare il mio cambiamento. So che molti sono ancora legati al “porta in alto la mano,” ma molti altri hanno compreso che sono cambiato. Quello che dico ai ragazzi che mi seguono, nel bene o nel male, è che il mio sogno l’ho già realizzato. Ora quello che sto facendo è lavorare a cose che possano ricadere sui miei figli,” mi confessa.

“In un paese in cui secondo gli ultimi dati ISTAT abbiamo il 40% di disoccupazione tra i giovani, che è una cifra davvero esorbitante, quello che sto cercando di fare con StonexOne è di dare un’alternativa al consumatore ma anche un’alternativa di lavoro. Vogliamo creare un incubatore, abbiamo intenzione di investire mezzo milione per organizzare hackaton e amplificare la creatività dei ragazzi. Tutto questo fa parte del progetto StonexOne. Senz’altro si tratta di orgoglio personale e business, ma ci tengo anche a fare qualcosa di importante; potrei benissimo non fare niente, potrei fare solamente il manager,” continua.

“Il mercato etico di cui parlo nell’ultimo video significa semplicemente che ci stiamo impegnando per raccontare la realtà dell’azienda ai nostri clienti, vogliamo renderci trasparenti. Cerchiamo di lavorare così perché non ha alcun senso far lievitare i nostri prezzi per pagare campagne di cui non frega un cazzo a nessuno. Questo è il punto.” conclude Francesco.

Dopo la chiamata ci ho pensato a lungo: non riuscivo a capire se Francesco Facchinetti fosse un genio che si comporta da sprovveduto, o semplicemente uno sprovveduto e basta. Non sono ancora riuscito a rispondere a questa domanda, ma, come detto prima, Facchinetti non è l’ultimo arrivato. StonexOne cambierà le sorti dell’industria degli smartphone? I suoi video sono una televendita 2.0 o una efficace campagna marketing? Francesco Facchinetti è lo Steve Jobs italiano, come molti dicono nei commenti ai suoi video? Non lo so. Ma so che ho appena scritto un articolo su un prodotto che sta pubblicizzando.

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