Quali paesi sopravvivranno al cambiamento climatico?

Ogni anno il Global Adaptation Index dell’Università di di Notre Dame stila un elenco delle nazioni più pronte al cambiamento climatico—e di quelle che invece sono destinate a essere investite da un caldo soffocante.

Il ND-GAIN prende in esame soprattutto la resilienza dei vari paesi, proponendo una classifica “di più di 175 paesi, ordinati sulla base della loro vulnerabilità ai cambiamenti climatici e alla velocità con cui sono in grado di adattarsi alla siccità, agli uragani e tutte le calamità naturali causate dal cambiamento climatico.”

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I risultati di questa classifica non riservano troppe sorprese. I paesi apparentemente più pronti ad adattarsi a un mondo più caldo, tempestoso e arido sono quelli più ricchi, più tecnologicamente avanzati o con più risorse. La Norvegia, con una massiccia disponibilità di petrolio, occupa il primo posto della classifica, nonostante abbia chilometri e chilometri di coste vulnerabili.

Tutta la Scandinavia, pur essendo dotata di coste particolarmente vulnerabili, sembra destinata ad adattarsi senza particolari problemi a un mondo più caldo. 

Gli Stati Uniti, il Canada e l’Australia sono molto grandi e ricchi di risorse. E, fatto ancora più importante, hanno vasti terreni coltivabili a nord che li rendono adatti a sopportare l’aumento delle temperature. Quantomeno per un certo periodo.

Le posizioni peggiori sono occupate, come sempre, dai paesi più poveri, nei quali i cambiamenti climatici provocheranno un calo del rendimento agricolo e una ulteriore diminuzione delle risorse idriche a disposizione. Come se non bastasse inoltre questi paesi non hanno le tecnologie e le politiche economiche necessarie a far fronte ai danni causati dalle intemperie. 

Tra tutti questi paesi il Chad occupa l’ultima posizione perché la siccità e il caldo tendono a distruggere i terreni già privi di sbocchi sul mare. 

È importante comunque notare che i ricercatori non prendono in considerazione quei piccoli paesi o quelle piccole isole che rischiano di scomparire letteralmente dalle carte geografiche a causa del surriscaldamento globale: Maldive e Kribati sono quelle che dovranno affrontare la più grande minaccia climatica.

Tutti i paesi che occupano le ultime posizioni della classifica sono accomunati da una serie di tratti: sono poveri, le loro produzioni agricole e industriali dipendono fortemente da un ecosistema in costante mutamento, e soffrono di una problematica instabilità politica. 

Il cambiamento climatico ci pone di fronte a una dura realtà: se a causarlo sono principalmente i paesi più ricchi e industrializzati, i paesi più poveri saranno comunque i più colpiti. Leggere attentamente questa classifica significa dover rispondere ad un’esigenza morale ben precisa: bisogna ricordare ai paesi ricchi e inquinanti che cercare di riparare ai danni che loro stessi hanno fatto nei paesi più poveri è un imperativo categorico. 

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