Lo strano caso del tennista americano che si è risvegliato convinto di essere svedese
A febbraio del 2013, il 61enne Michael Boatwright è stato portato all'ospedale di Palm Springs con uno strano caso di amnesia. È iniziato così l'ultimo capitolo della sua vita insolita.
A febbraio del 2013, il 61enne Michael Boatwright è stato portato all'ospedale di Palm Springs con uno strano caso di amnesia. Era stato trovato privo di sensi nella stanza di un motel di zona, e quando aveva ripreso coscienza al Desert Regional Medical Center—lui, nato negli Stati Uniti—riusciva a capire e ad esprimersi soltanto in svedese.La sua storia a metà tra le neuroscienze e la magia aveva fatto notizia, e i titoli sensazionalistici con cui era stata riportata avevano segnato l'inizio dell'ultimo, strano capitolo dell'insolita vita di Boatwright. Il 61enne—che all'inizio rispondeva solo al nome del suo alter ego svedese Johan Ek—era diventato niente più di un sinonimo di quella diagnosi di "amnesia transitoria globale" e tutta la stampa sembrava a caccia di una conclusione soddisfacente. La sua vicenda si sarebbe in effetti conclusa, e non con il ritorno della memoria ma con il trasferimento nella nuova patria adottiva di Boatwright.
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Pochi mesi dopo, però, era successo qualcos'altro: l'improvviso suicidio di Boatwright."Voleva fuggire," ha detto a VICE Gifford Searls, un amico di lunga data di Boatwright. Searls afferma di aver salvato la vita a Boatwright durante un tentato suicidio dell'uomo, e crede che quell'atto sia stato lo sfogo finale di un desiderio che aveva da tempo. Searls ha detto a VICE che secondo lui la condizione neurologica di Boatwright era tutta una finta, ma che nonostante questo lo considera ancora un amico.Anche Linda Kosvic, una rappresentante del Vasa Order of America—un club per cittadini svedesi-americani—conosceva Boatwright, ma non lo considerava un amico. Come ha detto a VICE, "Credo che ci fosse qualcosa di losco e che nessuno volesse esporsi e dire nulla." Kosvic ha raccontato che nel 2013, nel periodo in cui la stampa aveva seguito in maniera ossessiva il caso di Boatwright, lei aveva deciso di uscire allo scoperto e di dichiarare che l'uomo stava fingendo, ma aveva deciso di non farlo perché, "Non sono una psichiatra. Non mi occupo di salute mentale, e non potevo sapere cosa avesse nella testa."Sulla morte di Boatwright, Kosvic ha un'opinione diversa rispetto a quella di Searls. "[Dopo la sua morte] hanno iniziato a dire che il governo svedese si stava interrogando sul perché della sua presenza. Michael era preoccupato, e questo è successo appena prima che morisse."Nei mesi che ha passato come ospite-celebrità dell'ospedale prima e dell'alloggio per senzatetto di Palm Springs poi, praticamente tutte le persone che lo conoscevano hanno cercato di rientrare in contatto con lui per fargli tornare la memoria. In questo modo, le persone che hanno circondato Michael Boatwright nel 2013 hanno messo steso la sua biografia senza basarsi sull'apporto dello stesso Boatwright.
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Nato in Florida nel 1952, Boatwright sembra aver condotto una vita sregolata con pochi momenti di stabilità e normalità. Si era arruolato nell'esercito ed era stato in Vietnam come meccanico dell'aviazione dal 1971 al 1973. Qualche tempo dopo si era trasferito in Svezia, forse per giocare a tennis. "Diceva di non ricordarsi nulla, ma una volta ha accennato a quando il padre l'aveva mandato in Svezia per giocare a tennis," ha detto Viola Wyler, un altro membro del Vasa Order of America che ha conosciuto bene Boatwright. Il tennis era una delle grandi passioni di Boatwright."Ha sposato una ragazza svedese e si è trasferito in Florida. Poi i due hanno divorziato. Da quanto ne so lei vive ancora da quelle parti ma non vuole avere niente a che fare con lui," ha detto Kosvic. Boatwright e l'ex moglie svedese hanno divorziato nel 1983.Da metà anni Ottanta, Boatwright sembra aver vissuto in una casa galleggiante sulla costa di Newport, nel Rhode Island. Poi ha vissuto a Houston, in Messico e a casa dei genitori a Miami. In quel periodo, si è scambiato diverse lettere con una vecchia fidanzata svedese, Ewa Espling. Gli indirizzi su queste lettere sono le uniche prove di dove si trovasse in quegli anni. Finché nel 2003 non ha tagliato i ponti con tutte le persone che conosceva.
Foto per gentile concessione di Gifford Searls
Più o meno in quel periodo Boatwright si sarebbe trasferito in Giappone, dove avrebbe insegnato inglese per circa dieci anni. Più tardi, mentre viveva in Cina, disse a Searls di aver trovato l'amore in Giappone. Secondo Searls, la foto qui sopra è stata scattata il giorno del matrimonio di Boatwright in Giappone. Lui e la moglie avrebbero un figlio, Taiki.
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Searls ha conosciuto Boatwright solo nel 2012. A suo avviso, l'esperienza in Giappone è stata una delle più felici della vita di Boatwright. Lì, Boatwright era entrato in possesso di una spada da samurai appartenuta al suocero. Boatwright teneva molto a quella spada."Poi hanno divorziato, e il divorzio è stato duro perché a quanto pare l'ex moglie non gli permetteva di vedere suo figlio. L'aveva tagliato completamente fuori dalla sua vita," ha detto Searls.Johan Ek non era il primo alter ego utilizzato da Boatwright. In passato era stato conosciuto come "Strongbow," che aveva utilizzato negli anni Ottanta in Svezia, quando aveva partecipato ad alcuni giochi di ruolo dal vivo interpretando un cavaliere. Johan Cassel della Society for Creative Anachronism ha detto alla stampa che a quei tempi Boatwright "era piuttosto bravo." Cassel l'ha descritto come "uno dei migliori tra i partecipanti," e ha detto che lo svedese di Boatwright era "sufficiente."La sua passione per i combattimenti con la spada non l'aveva mai abbandonato. Su DeviantArt usava il nickname "Korstemplar" (un nome che aveva preso quando insegnava inglese in Cina, dopo aver lasciato il Giappone) per pubblicare fan art del Signore degli Anelli, e aveva persino inventato un suo personale universo con miniature di elfi e altre creature magiche realizzate al computer.Aveva anche opinioni a dir poco eccentriche sugli eventi di attualità. Nel 2011, mentre in seguito ai movimenti di Occupy nascevano proteste in tutto il mondo, su un forum aveva preannunciato che stava per verificarsi "una rivoluzione economica globale." "Non vedete che i militari stanno per smettere di obbedire ai loro capi e al governo?" chiedeva, descrivendo poi uno scenario in cui alcuni eroici membri dell'esercito facevano saltare in aria la Federal Reserve.
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Anche le attività visibili sul suo account YouTube riflettono queste opinioni. Boatwright aveva cliccato "mi piace" a diversi video cospirazionisti sull'11 Settembre, dimostrazioni di arti marziali, messe in scena medievali, video di allenamenti di tennis e tutorial sul disegno di elfi. Ma con gli anni, i video sul fine vita e le esperienze pre-morte avevano iniziato ad affascinarlo sempre più. Nel periodo che aveva trascorso in Cina aveva messo "mi piace" a un video in cui tale Rich Martini parlava per più di un'ora di reincarnazione.È stato in Cina che Boatwright era diventato amico di Gifford Searls, un istruttore di tennis, e nel 2012 i due erano tra i pochi americani amanti del tennis e residenti a Zhuhai, una città cinese vicina a Hong Kong. Searls insegnava allo United International College, mentre Boatwright insegnava inglese alla TPR English School. Searls ha descritto Boatwright come un giocatore di tennis piuttosto bravo e "uno dei più divertenti" contro cui gli fosse mai capitato di giocare.A un certo punto Boatwright di lavorare alla TPR per motivi ancora poco chiari. Eppure, secondo Searls, anche dopo aver smesso di lavorare Boatwright non voleva tornare a casa. Improvvisamente, un venerdì sera Searls aveva ricevuto una telefonata da Boatwright. Boatwright stava molto male e gli chiedeva aiuto. Secondo Searls, Boatwright aveva preso una dose fatale di tranquillanti per animali, ma poi aveva cambiato idea. Secondo alcune testimonianze, il motivo era che la sua ex moglie in Giappone si era risposata, ma questo dettaglio rimane privo di conferma e l'identità della donna non è mai stata resa pubblica.
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Nel biglietto d'addio conservato da Searls c'era una lista di ragioni del suo suicidio. "Non ho una famiglia, non ho un lavoro, non ho soldi e non ho dove andare," si legge. "Ci vediamo dall'altra parte."Searls ha poi raccontato di aver pagato il biglietto aereo di Boatwright e di averlo raccomandato per un lavoro: conosceva un istruttore di tennis al JW Marriott hotel di Palm Desert, in California. In cambio di questo favore, Boatwright aveva lasciato a Searls il suo computer e l'oggetto più prezioso che possedeva, la sua spada da samurai. "Quando me l'ha data aveva le lacrime agli occhi," ha detto Searls.Boatwright è arrivato a Palm Desert il 24 febbraio e ha prenotato una stanza al Motel 6 nella vicina Palm Springs. Le uniche cose che possedeva erano una borsa piana di vestiti da tennis, alcuni telefonini, diversi documenti e alcune racchette da tennis. Aveva anche con sé circa 400 dollari in contanti.A quanto pare il suo incontro con l'istruttore, Leupold, è stata l'ultima circostanza documentata in cui Boatwright ha parlato inglese. L'uomo non aveva però potuto dargli il lavoro, e Boatwright era ritornato al motel dove alloggiava e dove poteva permettersi di rimanere solo per un'altra settimana. Non aveva più prospettive e la sua piccola scorta di soldi si stava esaurendo.Questa era la sua situazione il 28 febbraio, quando dev'essere avvenuta una qualche catastrofe che gli ha mandato in blackout il cervello. La natura di quest'evento, tuttavia, non è mai stata chiarita e la diagnosi di amnesia di Boatwright lo rendeva l'ultima persona a cui potesse venir chiesto di spiegare cosa gli fosse successo.
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"Penso che lo abbiano trovato privo di sensi, come se fosse appena svenuto o collassato, e forse con una ferita alla testa," ha detto via email a VICE Brett Kelman, un giornalista investigativo del Desert Sun."Quando mi sono risvegliato all'ospedale pensavo di chiamarmi così," ha detto più tardi Boatwright a un giornalista della College of the Desert Foundation. "Quello era il mio nome: Johan Ek. Mi sembra naturale e mi viene naturale rispondere a quel nome." Tra le poche cose che Boatwright possedeva c'erano diversi documenti a nome Michael Boatwright, tra cui una tessera identificativa del Department of Veterans Affairs e un passaporto usato di recente.Dalla fine di febbraio del 2013 fino al luglio dello stesso anno, Boatwright era rimasto al Desert Regional Medical Center, diventando in breve tempo l'oggetto della curiosità dei dipendenti dell'ospedale, tra cui Lisa Hunt-Vasquez, che si è rivolta alla comunità svedese della zona nel tentativo di comunicare con lui. È stato così che Kosvic e il Vasa Order of America sono stati coinvolti nella questione. "Gli abbiamo portato cibo svedese," ha detto, "letteratura svedese, riviste e libri—qualsiasi cosa che potesse aiutarlo a ritrovare la memoria.""L'associazione ha cercato di aiutarlo, ma non volevamo che si approfittasse di noi," ha detto Kosvic.Dopo oltre quattro mesi al Desert Regional Medical Center, il Desert Sunha raccontato la sua storia, portandola all'attenzione degli addetti ai lavori del settore e del mondo intero. Ciò ha anche permesso a Boatwright, che a quel punto si faceva chiamare "Johan Ek", di esprimersi in prima persona.
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"Tutta questa situazione e il fatto che non riconosco niente intorno a me a volte mi rendono molto triste. Altre volte sono furioso," ha detto alla College of the Desert Foundation. In breve, molte persone sono arrivate a pensare che stesse fingendo. A tutti quelli che dubitavano della realtà della sua storia ha detto, "Mettetevi nei miei panni per un giorno. Così capirete l'incubo che sto vivendo."Diverse organizzazioni di investigatori amatoriali come Websleuths.com sono entrate in azione. Alcuni di queste si sono convinte che stesse facendo finta, nonostante Hunt-Vasquez insista nel dire che aveva provato a fargli parlare inglese con l'inganno, ma che lui "non si era mai tradito."Uno dei membri della comunità svedese diventati più intimi di Boatwright è Wyler, una 80enne svedese secondo cui le persone che cercavano di aiutare Boatwright si lasciavano prendere troppo dall'emotività. "Dato che era bello, aveva un bel sorriso ed era educato, le donne si innamoravano di lui e finivano per volersene prendere cura, e lui sembrava molto felice che così fosse," ha detto Wyler a VICE.Secondo Wyler, "Johan Ek" non sarebbe mai riuscito a spacciarsi per un vero svedese. "Si sentiva che lo svedese che parlava non era la sua lingua madre ma una lingua che aveva imparato." Ha descritto errori che un madrelingua non avrebbe mai commesso e parole pronunciate in maniera scorretta. In più, "Il cibo [svedese] che menzionava era molto costoso, roba che una persona normale non mangerebbe. Roba che si prepara quando si organizza una cena, non tutti i giorni," ha detto Wyler.
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Inoltre, a volte sembrava che Boatwrighth capisse l'inglese. Kosvic afferma che Boatwright non era fluente in inglese "ma abbastanza da capire quello che cercavo di dirgli."L'articolo del Desert Sun era stato ripreso da USA Today, e la storia era poi finita su tutti i telegiornali americani. Nove giorni dopo, una delle sorelle di Boatwright si era fatta viva in Louisiana. Michelle Brewer aveva detto al Desert Sun che non aveva notizie del fratello Michael dal 2003, più o meno da quando era partito per il Giappone. "È sempre stato in giro. A volte tornava, ma solo quando gli servivano soldi o voleva qualcosa da qualcuno. Poi se ne andava di nuovo."
Alcuni dei personaggi disegnati da BoatwrightIn più, mentre nessuno poteva guardare dentro la testa di Boatwright, la prima diagnosi di "amnesia globale transitoria" —un temporaneo stato in cui non vengono create nuove memorie—non sembrava corretta. Per Popular Science, i sintomi di Boatwright riflettevano qualcosa più simile a una "amnesia psicogena."Nel 2004, un uomo tedesco ha avuto lo stesso tipo di perdita di memoria linguistica con molti punti in comune col caso di Boatwright. Il 33enne si è presentato in un istituto mentale dicendo di aver perso la memoria e la capacità di parlare la sua lingua, il tedesco. "Sembrava conservare la conoscenza implicita di alcuni fatti autobiografici, e della semantica e la struttura associativa della lingua tedesca," dice il rapporto.
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In breve, il precedente storico dice che è possible che Boatwright stesse dicendo la verità—o una versione di essa—sulla sua amnesia anche quando la sua mente non era completamente vuota, o anche se la sua capacità di parlare l'inglese non era sparita all'improvviso.Era passato poco più di un mese tra il blitz iniziale dei media e la partenza di Boatwright per la Svezia. Ed Espling, l'ex fidanzata svedese di Boatwright, ha fatto il suo ingresso nella storia quando ha sentito che Boatwright era in difficoltà.All'inizio di agosto, Boatwright era stato dimesso dall'ospedale e spostato in una struttura per senzatetto dove avrebbe vissuto per sole tre settimane. Jerry Wengerd, direttore del Riverside County Department of Mental Health ha detto al Desert Sun che a Palm Springs, Boatwright "non aveva alternative all'essere senzatetto," mentre in Svezia c'erano persone disposte ad aiutarlo.
La spada da samurai di Boatwright. Foto di Brady Ng
Per otto mesi, Boatwright ha vissuto quella che da fuori sembra essere una serena vita svedese. Aveva trovato lavoro come maestro di tennis nella piccola città costiera di Udevalla, e ha anche giocato un po' a livello agonistico a Goteborg. "Mi sento rinato," aveva detto allo Swedish Press, aggiungendo "sono molto fortunato."Durante la sua permanenza in Svezia, Boatwright ha continuato a usare internet sotto il nome di "Korstemplar." Le tracce lasciate online indicano che ha messo mi piace a un documentario del 1992 dal titolo "Shadows: Perception of Near-Death Experiencers," in cui decine di persone raccontavano le storie delle loro esperienze nell'aldilà. La maggior parte di queste sono del tipo "camminavo incontro a una luce." Alcune sono al limite dello psichedelico. Sono tutte, e deve essere specificato, in inglese, e i sottotitoli in svedese non ci sono.Il 22 aprile del 2014 Boatwright si è ucciso. I dettagli della sua morte sono pressoché inesistenti, a parte il fatto che è stato trovato morto da un amico, nel suo appartamento. Ma Tony Helander, portavoce della polizia di Uddevalla, per email ha detto a VICE che "si è trattato di suicidio." Ewa Espling ha rifiutato di rilasciare interviste, dicendo "Ho fatto la mia promessa a Mike, una promessa che manterrò, che è di non permettere ulteriori parole su una vita che lui stesso non si ricordava.""Se si è tolto la vita in Svezia, è stato un incidente. Non è stato perché voleva farlo," ha detto Wyler. Lei ha la sensazione che il problema iniziale al cervello di Boatwright fosse il risultato di un altro tipo di incidente dalle dinamiche imbarazzanti, così come la sua morte, e questo è il motivo per cui c'era così tanto mistero attorno al suo infortunio iniziale. Secondo Wyler, un poliziotto "mi ha detto un sacco di cose che non si dovrebbero sapere," specialmente, che "diversi uomini famosi, quando si suicidano, non lo fanno con l'intenzione di suicidarsi."Helander non è d'accordo con questa interpretazione. "La sua morte non è stata un incidente e non è stata un crimine," ha detto, aggiungendo, "Non diremo altro su questo caso."Per Gifford Searls, comunque, la storia di Boatwright è finalmente arrivata alla sua logica conclusione. "Ha provato a uccidersi qua. Va in Svezia. Ci è riuscito. Non credo che avesse paura della morte; penso quasi che non vedesse l'ora di vivere quello che c'era dopo."Segui Mike su Twitter.Segui la nuova pagina Facebook di VICE Italia: