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reportage

Mezzogiorno americano - La grande fabbrica di soldatini

Dietro le porte della più grande fabbrica di militari degli Stati Uniti, il Citadel Military College.
12 marzo 2012, 1:00pm

A bordo di una vettura forse più adatta a portare a casa la spesa o recuperare i bambini al calcetto, i nostri amici Conor Creighton e Kendall Waldman stanno attraversando il sud degli Stati Uniti, in un viaggio on the road che li porterà dalla Carolina del Sud alla California. Ci racconteranno i pezzi più salienti del loro viaggio in questa rubrica chiamata "Mezzogiorno americano".

Bibite gasate, catene di fast food e star di Hollywood a parte, il grande dono che l’America ha fatto al resto del mondo è il suo esercito. Sono passati i tempi d’oro dello Zio Sam, quando le truppe erano accolte con petali di fiori e vergini pronte a offrirsi ai paladini della libertà, ma l’amore statunitense per la guerra non si è affatto indebolito.

Se Iraq e Afghanistan sono le lame affilate del tagliatutto che è l’esercito americano, Charleston ne costituisce il perno.

Si tratta di una deliziosa cittadina del sud sulla costa orientale, un tempo principale snodo di commercio degli schiavi provenienti dall'Africa. Oggi, tra i banchi del mercato principale non circolano più feroci schiavisti, ma acquirenti di noccioline, chincaglierie e magliette. Inoltre, nel Sud non ci sono più così tanti schiavi, anche se gli uomini produttivi che eseguono gli ordini come fanno gli anatroccoli con mamma oca rappresentano ancora una parte consistente della popolazione.

Il Citadel Military College è la più grande accademia militare degli Stati Uniti. Fondato nel diciannovesimo secolo, dalle sue porte escono ogni anno ufficiali. Nel 1996, dopo aver portato la Costituzione come prova contro la ferrea politica dell'istituto (che consentiva l'accesso ai soli uomini), Shannon Faulkner è stata la prima donna ad arruolarsi. Sinceramente, il motivo per cui una donna possa desiderare farsi educare qui va al di là delle mie facoltà di comprensione. Comunque, Shannon ha abbandonato dopo una sola settimana. Nonostante una squadra di guardie federali fosse costantemente al suo fianco, le molestie a cui i colleghi l'avevano sottoposta erano insostenibili.

La prima settimana al Citadel è chiamata Settimana d’Inferno, nonnismo allo stato puro. I cadetti, chiamati con gli epiteti peggiori, sono costretti a un'infinita serie di allenamenti ed esercitazioni che li tengono perennemente svegli. Insulti e punizioni fisiche sono il metodo più usato per infondere nei cadetti il rispetto per la disciplina, ma non è esclusa nemmeno la violenza sessuale. Un cadetto ci ha detto: “Sono più o meno le stesse condizioni di un carcere di minima sicurezza.”

Una volta superata la Settimana d’Inferno—e sono così tanti a non farcela che esiste una polizza soddisfatti o rimborsati con scadenza nel settimo giorno—la vita dei cadetti non migliora di molto. A volte sono obbligati a camminare con le braccia dritte davanti a loro, la schiena arcuata e il mento che cerca di toccare il petto. All'urlo di “Attenti!” devono piegarsi ancora di più o rischiano una punizione. Questa consiste principalmente in ore di marcia. C'è una storiella secondo cui a un cadetto sono state date 120 ore di marcia per aver violato il coprifuoco del dormitorio. Sopportare una punizione significa imparare a punire, e quando questi giovanotti si diplomeranno (e saranno per lo più destinati all'Iran occupato) non c’è dubbio che saranno in grado di imporre castighi altrettanto pesanti. All’ora dei pasti il protocollo non cambia. Le reclute devono mangiare con la giusta postura, fatta di su e giù con la testa tra tavolo e soffitto.

Nulla di nuovo per chi abbia una minima esperienza di accademie militari, certo. La differenza è che al Citadel non pensano di educare dei marine qualunque, ma uomini d’onore. Per tutta la durata della formazione, gli studenti non possono bere né sposarsi. L'obiettivo è quello di consegnare all'America militari educati, gentili e di compagnia nella vita comune, così come letali e privi di scrupoli sul campo. Ma con tanto di diploma da gentiluomo.

Non riuscirete mai a cogliere in fallo un diplomato al Citadel—tutti aprono lo sportello a una donna e si rivolgono a un uomo più anziano chiamandolo “Signore”. Le regole che obbligano gli studenti a camminare e mangiare in un dato modo gli serviranno a tenere un'andatura impettita senza ciondolare o a non chiacchierare troppo alle feste.

“Dovere è la parola più sublime della lingua inglese,” dice l’iscrizione all’ingresso dell'ala dormitori.

E, come si conviene, gli studenti sono leali e gentili, ma anche beatamente ignoranti.

“Cosa pensate dell’Iran?” chiedo prima di andarcene.

“Oh, non abbiamo molto tempo per politica o notizie, qui, Signore. Quando non stiamo facendo il nostro dovere di cadetti, siamo su Netflix.”

@conorcreighton