
1- Un autore che voglia proteggere le proprie creazioni facendo a meno della SIAE, almeno in Italia, ha ben poche possibilità.
2- Non importa chi siete e cosa suonate, ogni volta che pagate la tassa sui “concertini”, i soldi troveranno il modo di finire nelle tasche dei vari Al Bano e Baglioni.
3- Qualsiasi cosa acquistiate in questo Paese, se lo fate da un esercizio che tiene la radio accesa, state comunque sovvenzionando la SIAE.
4- I famosi “bollini”, secondo i regolamenti dell'Unione Europea, sono illegali. Ciononostante, in Italia è proibito vendere un qualsiasi prodotto intellettuale che ne sia sprovvisto.
Ed è proprio da quest'ultimo punto che ripartiamo, stavolta con una testimonianza diretta. Bruno Dorella è un musicista eclettico e creativo. Nel corso di quasi vent'anni di carriera, oltre a gestire una delle più importanti label indipendenti italiane (Bar La Muerte), ha pubblicato un numero inquantificabile di dischi ed è stato membro di diversi gruppi. Tra questi, i più famosi sono sicuramente gli OvO, tra le poche band dell'underground italiano a godere di una certa stima in tutto il mondo. I riconoscimenti non sono mancati, tanto che nel 2007 sono arrivati a pubblicare per l'americana Load Records Miastenia. L'album gli ha aperto moltissime porte, ma non ha mancato di farli scivolare nella ragnatela burocratica della SIAE. È lo stesso Bruno a raccontarci com'è andata: “Nel 2007 gli OvO vengono pubblicati dalla Load, vivono a Berlino (quindi fuori dall'Italia), NON sono iscritti alla SIAE e ricevono dall'etichetta circa 300 dischi da portare in tour europeo, un tour costato un duro lavoro di organizzazione completamente DIY. Alla richiesta dei bollini, la SIAE mi dice che non possiamo averli, perché non abbiamo partita IVA e il bollino è import. Dovremmo quindi aggirare la cosa facendo figurare il cd come non import, come se fosse stato stampato in Italia. Avremmo dovuto quindi mentire per essere nella legalità!”
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