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I 10 migliori gol del girone di ritorno

Anche se il mio scopo non è rimorchiarvi né stabilire quale sia in assoluto il gol più bello delle ultime 18 giornate di campionato, spero che questa top-ten vi piaccia.
23 maggio 2013, 2:41pm

Dopo quella dell'andata, ecco la top-ten del girone di ritorno. Mentre sceglievo i gol cercando video decenti (a che serve quando la metà di quelli del pezzo precedente sono stati tolti da youtube?) mi sentivo come ai tempi del liceo quando facevo le compilation su cassetta o (udite, udite) su minidisc (sono stato uno dei pochi a credere potesse diventare veramente Il Supporto Del Futuro, ma ripeto: qual è il supporto del futuro se sull'internet la gente mi toglie i video coi numeri di Hamsik neanche sei mesi dopo averli caricati?). Il rapporto che avevo con le compilation non era affatto romantico, alla Nick Hornby per capirci, ma nevrotico: i secondi di silenzio tra un pezzo e l'altro dovevano essere esatti e la fine di un brano e l'inizio di quello seguente dovevano creare un effetto armonico o di contrasto sensato. Non regalavo le mie cassette (o minidisc) a nessuno, le facevo per me, e mentre le ascoltavo finite pensavo di essere proprio bravo. Anche se il mio scopo non è rimorchiarvi né stabilire quale sia in assoluto il gol più bello delle ultime 18 giornate di campionato, spero che questa top-ten vi piaccia.

10) Il primo gol in Serie A di Fabrizio Grillo

Una delle ragioni per cui trovo meraviglioso questo gol è che non posso sapere se si trattava di uno schema oppure no. Contro il Napoli, il 12 maggio 2013, Grillo è alla sua prima presenza assoluta in Serie A e pensare che Iachini avesse preparato, a due giornate dalla fine del campionato, uno schema che comprendesse il tiro al volo del terzino sinistro all'esordio sembra improbabile--e per questo stupendo, se fosse vero. Ma anche se fosse una casualità resta un gol magnifico. Sei un terzino sinistro di 26 anni e non hai mai giocato nella massima serie, anche se i commentatori possono usare l'aneddoto secondo cui quando ne avevi 16 Bruno Conti ti ha strappato ai cugini della Lazio. Cosa è successo in questi ultimi dieci anni? Il picco della tua carriera è la stagione con il CSKA Sofia (tre partite in tutto). Hai segnato un solo gol da professionista. Uno. Solo. Giochi la tua prima partita a due giornate dal termine della stagione e la tua squadra sta retrocedendo. Su una punizione dal vertice destro dell'area ti apposti un metro al di qua della riga, dalla parte opposta. Il cross è troppo lungo per tutti, forse anche per te che non puoi né saltare di testa né colpire al volo. Stoppi la palla di collo. Ti resta leggermente dietro, sul destro, e un difensore ti si piazza subito davanti (forse Grava). Adesso chiedetevi, quanti di voi avrebbero provato un tiro di controbalzo, di esterno, a giro sul secondo palo? In ogni caso quel giorno il Siena perderà 2-1, il Genoa pareggerà 0-0 con l'Inter e i toscani saranno aritmeticamente retrocessi.

Per la serie Bei Gol di Esterno vi segnalo quello di El Shaarawy nel derby e quello che avrebbe meritato forse una posticino in classifica tutto suo di Gaetano D'Agostino contro l'Atalanta (in pratica D'Agostino ha fatto il classico tiro a giro sul secondo palo solo di esterno, con una traiettoria ad uscire).

9) Come ha fatto il Siena a retrocedere?

Compagno di squadra di Grillo, Alessio Sestu ha trent'anni e anche lui è cresciuto nelle giovanili della Lazio, una carriera nelle categorie inferiori. Ha segnato 20 gol in tutto: 12 in C, 6 in B. Questo è il suo secondo gol in A (il primo risale al 2008, con la Reggina), ed è a mio modesto parere il tiro a giro sul secondo palo più bello dell'anno. La palla scavalca Handanovic e si infila nel sette sfiorando la parte inferiore della traversa.

Nella categoria Tiri A Giro Sul Secondo Palo (meno rari di quanto uno possa immaginare): Marco Sau contro il Napoli (fresco di Nazionale, il suo gol è particolarmente bello perché è praticamente spalle alla porta quando calcia); Borriello contro il Pescara (come sempre un po' goffo, controlla il lancio del compagno forse col braccio, poi quando tutti pensano sia in arrivo un tiraccio centrale che è già tanto se arriva tra le braccia del portiere, Borriello estrae uno splendido coniglio da un cilindro che sembrava vuoto); Erik Lamela contro il Siena; quello da posizione impossibile di Diamanti contro il Cagliari; e, perché no, quello di Cerci da ex contro la Fiorentina.

  1. Amauri bycicle kick

All'andata avevo l'imbarazzo della scelta tra le rovesciate di Osvaldo, Quagliarella, persino Asamoah e Gabbiadini. Non vorrei che me ne sia sfuggita qualcuna, ma ho l'impressione che nel girone di ritorno l'unica sia quella di Amauri. E una rovesciata va messa per forza. Anche la storia di Amauri è interessante, ed è uno di quegli attaccanti che a un certo punto sembrano i migliori del mondo (io l'ho pensato in questo punto esatto), ma la cui carriera non riesce a soddisfare le attese per un motivo o un altro.

7) Ilicic corre in discesa

Anche per Ilicic mi sono esaltato in passato, poi però ho visto partite in cui era di uno svogliato che se fosse venuto a giocare a calcetto con me e i miei amici non lo avrei voluto in squadra. Il paradosso è che è proprio l'atteggiamento indolente che i giocatori come Ilicic usano per far abbassare le difese agli avversari e poi colpirli (una qualità che piace molto a Sabatini, che oltre a Ilicic ha portato in Italia anche Javier Pastore e Erik Lamela, con la stessa caratteristica che innervosisce molti tifosi). Allo stesso modo quando Ilicic parte da metà campo, i giocatori della Sampdoria non si rendono conto di quello che sta per succedere. È anche fortunato, certo: sul secondo tocco, dopo essersi allungato palla e aver girato alle spalle di un avversario, ci arriva con la punta una frazione prima di perderla. Ma la finta finale è talmente deliziosa da ingannare anche il commentatore del video qui sopra. “Il sinistro!”, esclama. Poi però Ilicic prosegue e il commento diventa: “come birilli in una esercitazione di guida.” E Ilicic mi sembra tutto tranne che un giocatore da Serie B.

6) Il tiro a 113 chilometri orari di Totti nella vittoria per 1-0 della Roma contro la Juventus

Devo aggiungere sul serio qualcosa? Non basta il titolo? Quella era la prima partita importante di Andreazzoli. A fine primo tempo mi arrivavano messaggi di un cognato zemaniano che diceva: “Bello eh? Tutti dietro come una neopromossa.” Non ero d'accordo e se pensavo alla partita di andata mi venivano ancora i brividi. A questo va aggiunto che Totti, in generale, a 37 anni sembra aver perso potenza e precisione nel tiro, che batte quasi sempre lui le punizioni e non so perché quella l'ha lasciata a Pjanic che ha tirato nel modo peggiore possibile. E che proprio questa congiunzione di eventi ha portato la palla sul collo del suo piccolo piede al momento giusto.

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5) L'epica altrui

Certo è più difficile riconoscere l'epica quando siamo dalla parte sbagliata dello schieramento. Quando l'epica si abbatte su di noi sotto le sembianze di un brasiliano nel giorno del derby. Il contropiede della Lazio è partito da uno schema su calcio d'angolo della Roma non riuscito, intercettato da Lulic che poi si fa una cinquantina di metri palla al piede (mentre il sottoscritto – ho i testimoni – gridava: “Fate fallo! Fate fallo!”). Quando però Hernanes controlla il passaggio di Lulic il contropiede sembra sfumato nel nulla. La Roma ha sei giocatori dietro la linea della palla. Se mettete pausa al video dopo 18 secondi si vede anche che Stekelenburg è basso sulle ginocchia, un passo fuori dalla porta, pronto per il tiro. Parte integrante del dolore e dell'epica di questo gol è la capriola con cui Hernanes esulta. In quel momento ho pensato che qualcuno lassù mi odiasse intensamente. E che Totti neanche a 17 anni avrebbe potuto fare una cosa del genere (anche se dal mio punto di vista, come tifoso, ha ampiamente compensato con le magliette). Poco dopo Hernanes sbaglierà il rigore che avrebbe chiuso la partita e la Roma alla fine pareggerà. Se c'è qualcuno lassù, si diverte a prenderci in giro.

Categoria Tiri Da Fuori: sempre Hernanes contro il Bologna; Inler contro il Palermo; Cuadrado contro la Sampdoria; Dramé contro il Napoli; splendido quello di Cascione contro la Juve; Vidal nel derby col Toro; chiudo con Onazi contro l'Inter e Pasquato contro il Cagliari da 40 metri.

4) Pandev ma non per merito di Pandev

Ci sono dei gol di cui la parte più bella non è il tiro ma l'assist. O la preparazione al tiro. All'andata in seconda posizione avevo messo uno stop di petto di Klose, in questo caso è il passaggio no-look di Hamsik che passa sotto le gambe di Zapata. (In quest'altro video, al terzo replay, si vede bene che Hamsik guarda una volta sola la posizione di Pandev e che quando esegue il passaggio è di spalle). Se per ipotesi James Pallotta o Sabatini o Baldini mi dicessero: “Daniele, scegli un giocatore. Uno qualsiasi di qualsiasi campionato, a qualsiasi prezzo, te lo compriamo,” io gli chiederei Marekiaro Hamsik. AMMP (A Mio Modesto Parere), il talento più completo della Serie A (l'unico con cui lo si può paragonare in questo senso è Vidal). In perfetto equilibrio tra forza e bellezza ha realizzato 14 assist e 11 reti. Totti per dire ha fatto 12 assist e 12 gol. Con 2.7 passaggi chiave a partita è secondo solo allo stesso Totti e a Pirlo (3) e superiore a Cassano (2.6). Borja Valero ha fatto 11 assist ma ha una media di due passaggi chiave a gara. E Hamsik corre molto più di tutti quelli che ho nominato (tranne Vidal, che però ha fatto un gol in meno e quasi la metà degli assist).

Altri gol da apprezzare più per quello che viene immediatamente prima del momento in cui la palla entra in rete sono: quello di Pazzini zoppicante contro il Genoa (proprio perché zoppica) o quello contro il Bologna, il secondo (dopo 1 minuto nel video) in cui si libera del difensore con un sombrero; quello di Jovetic dopo l'assist di tacco di Aquilani; quello di Matri dopo che Vidal mette giù una palla a campanile con un delicato stop di collo piede (Matri poi segna anche senza scarpa) e infine quello di Giaccherini dopo lo stop di Pogba di cui si è tanto parlato (in effetti molto bello, ma insomma).

3) Il gol da supereroe di Campagnaro

Sul gradino più basso del podio ci finisce il colpo in sospensione di Campagnaro. Una coordinazione difficile quanto quella di una rovesciata e un'impressione dal vivo sconvolgente. Quello di Campagnaro è quasi un calcio da kung-fu e non posso fare meno di paragonarlo allo Shoryuken di Ken in Street Fighter o, in ordine crescente di grandiosità, a quello di Semyon Moskalenko e quello di Ibrahimovic contro l'Inghilterra (ok il paragone è tirato per i capelli ma avevo voglia di linkarlo).

2) L'ultimo gol di Fabrizio “Pallone d'Oro sul campo” Miccoli

All'andata mi chiedevo che tipo di riconoscimento sarebbe meglio per premiare il talento di Miccoli visto che il Pallone d'Oro era finito per la quarta volta a Messi. Adesso che la Juve parla di “31 sul campo” e addirittura Mencucci, amministratore delegato della Fiorentina, dice che i suoi sono arrivati “terzi sul campo” (chissà se si preparano per i preliminari di Champions lo stesso, quindi), perché non dire che Miccoli è “Pallone d'Oro sul campo”. Se non per altro, per questo che potrebbe essere l'ultimo tristissimo gol in maglia rosa-nero. Nella stagione in cui si sono ritirati Beckham, Scholes, Carragher, Ferguson, che fine farà Fabrizio Miccoli? L'annata del Palermo è stata tremenda e se i tifosi della Roma ieri sono impazziti perché è stato leggermente modificato il logo (d'accordo, non è bellissimo e la scritta Roma fa un po' bancarella, i tifosi ci tengono alle tradizioni e la società avrebbe dovuto tenerne conto, ma ho letto commenti tipo “mi hanno infangato l'anima”) non oso nemmeno immaginare cosa farebbero se come presidente avessero Zamparini.

In quella stessa partita ha segnato il suo primo gol stagionale Massimo Gobbi. Un altro schema (questa volta non c'è dubbio) per mandare al tiro un esterno sinistro. Forse Gobbi non la prende benissimo (non quanto Ribery), ma chiude il cerchio con Grillo. Segnalo anche la punizione di Cavani che nella partita assurda col Torino entra e dalla panchina e chiude i conti come solo uno dei tre (AMMP) migliori attaccanti al mondo può fare.

1) Date il Pallone d'Oro 2013 a Totò Di Natale

Di Natale ha segnato più di 20 gol nelle ultime quattro stagioni, contribuendo a una salvezza e tre piazzamenti in Champions League consecutivi per l'Udinese. Sulle sue spalle pesano i rigori sbagliati in finale con la Spagna nell'Europeo del 2008 e quello contro l'Arsenal che magari sarebbe valso la qualificazione ai gironi di Champions nell'estate del 2011, ma a 34 anni è ancora in splendida forma e nel caso in cui Cavani lasciasse l'Italia, Di Natale avrebbe molte chance di tornare ad essere l'attaccante più prolifico del campionato. Di bei gol nel girone di ritorno ne ha segnato più di uno. La mezza rovesciata contro la Lazio, il tiro sul secondo palo contro l'Inter. Contro il Chievo, Di Natale calcia al volo di sinistro, da posizione defilata e tiene la palla bassa pur colpendo forte. Il gol ricorda quello di Totti contro la Sampdoria nel 2006, anche se Totti era coi piedi praticamente sulla linea dell'area e forse il suo angolo è più chiuso. Personalmente forse preferisco il gol con la Sampdoria, in cui Di Natale supera Romero con una smorzata degna di un tennista sotto rete. Insomma scegliete voi, basta tenere Di Natale in cima al podio. Che la sua classe duri per sempre.

Tracce fantasma

Come in ogni compilation che si rispetti ci sono dei bonus. Ho scelto quattro video con grandi errori dei portieri.

Il primo è l'errore di Puggioni del Chievo che porta al primo gol in quella partita di Di Natale (che festeggia ricordando Califano con una maglietta).

Poi c'è quello di Sorrentino contro il Bologna. La mia teoria è che inizialmente si sia buttato per prenderla con le mani ma che, in corsa, si sia reso conto che si trattava di un retropassaggio e allora ha fatto questa cosa strana.

Anche quella di De Sanctis sul lancione di Facundo Roncaglia non è male.

Ma la papera dell'anno (e forse non solo) non può non essere quella di Mario Goicoechea contro il Cagliari.

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