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Perché le donne mentono sul numero di uomini con cui sono andate a letto

Ci sono due domande a cui solitamente non rispondo: 1. Quante ore di guida ho fatto con l'istruttore prima di prendere la patente e 2. con quanti ragazzi sono andata a letto. E non sono l'unica.
21 ottobre 2015, 9:53am

Foto di Bruno Bailey.

Ci sono due domande a cui solitamente non rispondo: 1. Quante ore di guida ho fatto con l'istruttore prima di prendere la patente e 2. con quanti ragazzi sono andata a letto. Per la guida, non sono molto fiera della lentezza del mio apprendimento, ma per i ragazzi il punto è che non sono bravissima a tenere il conto.

Innanzitutto, siamo d'accordo: stilare un elenco stupido e crudele non ha alcun senso. Ridurre certi ragazzi a una povera lista in mezzo ad altri nomi qualunque sarebbe un po' come tradirli. Meriterebbero pagine e pagine, col nome a carattere 32, per rendere giustizia al posto che hanno avuto nella mia vita. Al contrario, come dovrei comportarmi con qualche errore che voglio dimenticare? E che dire di Alessandro? Era il fratello maggiore della mia amica di penna italiana, un lietissimo intermezzo nel mio soggiorno da quindicenne in Sicilia. Non ci sono andata a letto, ma non lo metterei nemmeno nella parte di frequentazioni che voglio dimenticare. Insomma, si è capito—non ho una lista. E anche se da qualche parte nella mia testa c'è una piccola idea di quel numero, quando me lo chiedono minimizzo sistematicamente. E soprattutto, cambio subito argomento.

Eppure io sono convinta che sia un problema reale. Perché non sono affatto l'unica. In media, i francesi dichiarano di aver avuto rapporti sessuali con circa 9,9 partner (13,1 gli uomini e 6,9 le donne). I numeri variano a seconda dell'estrazione sociale e dell'età degli intervistati, ma la differenza tra i due sessi è sempre evidente: gli uomini dichiarano di aver avuto più partner sessuali delle donne.

Perché? Perché tutti mentono.

"Il divario è dato dal fatto che le donne tendono a ridurre al minimo il numero di partner sessuali mentre gli uomini, al contrario, a gonfiarlo," afferma François Kraus dell'Institut français d'opinion publique. Perché mai dovremmo mentire? "Anche se le cose oggi stanno cambiando, la convinzione è che un uomo con più partner venga apprezzato più che una donna che ha avuto diversi rapporti."

Ma la realtà forse è è ancora più ingarbugliata. Perché l'impressione è che la donna abbia sempre torto. Se non vai a letto con nessuno sei frigida, se lo fai con il tuo ragazzo sei "vecchia" e se lo fai con un sacco di persone sei una troia. Mina, una delle ragazze con cui ho parlato, mi ha confessato di aver dormito "solo con otto persone," aggiungendo che per lei questa cosa era un complesso. "Vorrei essere molto più libera." Emilie, invece, preferisce non contare. "Potresti scrivere 20, a caso, perché me lo sono inventato." Teme il giudizio dei suoi amici, mi dice, ma mentre le parlo ho la sensazione che dietro ci sia qualcos'altro.

Insisto. "Se contassi, francamente sarebbero troppi. Mi farebbe solo deprimere. È stupido quello che sto per dire, ma ecco... mi immaginavo che finita l'università avrei passato la vita con lo stesso uomo. E nei fatti, dirti che sono stata a letto con una quarantina di ragazzi, anche se onestamente per la maggior parte dei casi si trattava di sesso occasionale... Be', mi rende triste."

Louise, la mia terza interlocutrice, non si fa invece troppi problemi. "Sulla ventina, direi." Ha 27 anni e lunghi capelli biondi, e quando è entrata nel bar dove avevamo appuntamento molti occhi si sono fissati su di lei. Dopo diversi anni con lo stesso ragazzo, è in pieno periodo YOLO. Ma questo non piace a tutti. "Ho notato che alcuni miei amici sono un po' insofferenti nel sentire una ragazza raccontare di quanto sia felice di aver avuto molti ragazzi. Prima raccontavo tutto ai miei amici, ma dopo essermi sentita rivolgere frasi del tipo 'non ti frega della tua reputazione' ho cambiato atteggiamento e me lo tengo per me."


A proposito di relazioni, guarda la serie di Karley Sciortino.

Se lo chiedete a me, probabilmente i suoi amici stanno solo morendo d'invidia. Questo è il dramma del sesso. Non appena si parla di vita sessuale, ciascuno comincia a pensare alla propria. Alle loro insicurezze, ai loro dubbi, a ciò a cui tu ti riferisci; quando ti danno dei consigli non parlano che di se stessi. Lo so bene, perché lo faccio anch'io. Passiamo ore e ore impegnati in conversazioni in cui non c'è la minima comprensione reciproca—in cui proviamo disperatamente a ottenere l'approvazione di qualcuno che non è in grado di darcela, rinchiuso nella sua angoscia come un capretto in un recinto.

Mi sono chiesta se non esista un interlocutore neutro con cui poter parlare liberamente. Il ginecologo, forse? Non proprio, secondo Emilie: "Quando avevo 17 anni, il mio ginecologo mi ha chiesto quanti partner avessi avuto. Ho detto quattro e ha iniziato a guardarmi storto. Mi ha pure fatto la ramanzina, 'Come vuoi che ti rispettino se non ti rispetti tu?'"

Così ho deciso di parlarne con la mia ginecologa. "Lo sa che le pazienti mentono quando si tratta di dire un numero di partner, vero?" le ho chiesto. "Non è una bella cosa," mi ha risposto. "Perché così facendo non vi possiamo informare a dovere e mettere in guardia dai rischi. Le nostre pazienti devono poterci dire tutto senza vergogna." Quando ho cercato di spiegarle il motivo di queste bugie, la sua risposta è stata un laconico, "Ah, ma io non giudico nessuno."

Se c'è una cosa che so è che ogni individuo che inizia le frasi con "Io non giudico nessuno, eh," continuerà il discorso contraddicendosi. E infatti, poco dopo aggiunge: "Ma di ragazze come te ne ho viste tante. Avere 27, 28 anni significa fare festa ed essere liberi; solo dopo si piange, a 35 anni, perché magari una paziente è costretta a una fecondazione artificiale e non capisce perché! È la vita, succede!" So che probabilmente la mia ginecoloca è un caso a sé, ma dopo quella frase, imbarazzata, ho recuperato la mia roba e me la sono filata.

Il punto centrale della questione, però, non è ancora stato affrontato. Perché mentire agli uomini? E con questo intendo in primis ai nostri fidanzati. Antoine, uno di quelli con cui ho parlato, ha 29 anni e dei capelli castani che gli scappano da tutte le parti. Qualcuno lo ha informato del pezzo che stavo scrivendo, e lui si è offerto come campione, ansioso di dirmi la sua. Il fatto, mi spiega, è che non gli piace l'idea di andare con ragazze che hanno avuto troppe esperienze. "Mi piace immaginare che il fatto di fare sesso con me sia una specie di privilegio che mi viene accordato dalla ragazza in questione, che è per me che ha accettato, e non perché sono un ragazzo e basta." Se si rende conto di avere a che fare "con una facile, una che è stata con mezza Parigi," aggiunge, non la vivo allo stesso modo. E questo non dà nemmeno una bella immagine di me, dal momento che apre le gambe con chiunque. Non mi rende fiero, capisci."

Valentine ne ha conosciuti di ragazzi così. Come la sera in cui le era stato presentato l'amico di un amico; i due sembravano piacersi, e hanno iniziato a parlare. Ma più il ragazzo capisce che Valentine è "aperta," più se ne allontana. Pretesto: lui "non sa se sia seria o se vuole solo farsi una scopata."

Ovviamente non tutti sono così. Anche per i ragazzi ci sono dei dubbi e delle imposizioni sociali da superare. Mathilda arriva al nostro incontro con una mezz'oretta buona di ritardo. Si è appena trasferita con il suo ragazzo e mi dice che per come la vede lei il sesso è dei pochi momenti in cui "non si può barare." Ma "anche i ragazzi che prima ti rimorchiano dicendo di preferire le ragazze che non si fanno troppi problemi, prima o poi finiscono per rinfacciartelo"

Con il suo ragazzo di adesso va tutto bene, ma capita che anche lui le chieda con quanti è stata. Vuole un numero preciso, e lei preferisce non sbottonarsi. "È convinto che mi si sia allargata la vagina a forza dei ragazzi con cui sono stata. Non so perché, ma c'è gente—anche adulta—convinta che all'aumentare del numero di rapporti i tessuti della vagina si lascino andare. Insomma, non è uno stronzo, e non gli piace sapere di essere uno che fa quel tipo di domande, ma è più forte di lui." Lei, mi spiega, cerca di convincerlo dell'inutilità di discorsi di quel genere. Ma non lo biasima: "penso che comunque sia una cosa comune tra i ragazzi, l'idea che se sei stata con tante persone allora vali meno. Come se l'uccello di un uomo a forza di fare avanti e indietro si consumasse, tra l'altro."

Altri ragazzi sembrano più spaventati dalla possibilità di "non essere all'altezza" dei partner precedenti, soprattutto quando la lista si allunga e il numero di competitor cresce. Per superare questo scoglio, Benoît ha un'apposita tecnica. "Io metto subito le mani avanti, soprattutto la prima volta. Perché non è che noi maschi siamo sempre così sicuri, eh? Così dico che sono agitato, ma parto subito dal cunnilingus. Mi applico, e ci metto il tempo necessario. Non appena capisco che le piace, automaticamente la tensione cala. Quando geme, e sobbalza, smetto di pensare a quelli prima di me. Potrebbe anche essere stata con Rocco Siffredi, ma io mi sento il re del mondo."

Ecco. Ora è tutto molto più chiaro.

*Tutti i nomi sono stati modificati.

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