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Vice Blog

La storia del sesso dalla A alla Z: Eccitazione da soffocamento

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di it
30.3.10

Se siete stati tentati di provarci almeno una volta (un indizio: è successo), allora temo che, clinicamente, potrete essere classificabili come affetti da una disfunzione sessuale. Questo perché, secondo l'Associazione Psichiatri Americani, è un disturbo potenzialmente letale. Ok, a tutti è capitato di usare una cordicella con la propria fidanzata, di tanto in tanto, ma è tutta un'altra storia rispetto agli strangolatori sessuali professionisti, che, accidentalmente, provocano 1000 morti all'anno. Sì, ti stiamo guardando male, David Carradine (e sospettosi te, Stephen Milligan). Privarsi dell'ossigeno è sempre stato in voga, non solo per uccidere, ma anche per farsi un viaggetto nella via di mezzo. Ha fatto parte di rituali religiosi, sessuali e infantili della storia. Gli antropologi hanno individuato prove di strozzamenti per gioco nella cultura celtica primitiva, tra i yamana sud americani, tra gli eschimesi, e tra i bambini della tribù indiane shoshone-bannock. Una reliquia maya del 1000 a.C. rappresenta un uomo nudo con una corda attorno al collo e il pene eretto. I maya credevano che l'anima di chi si impicca andasse direttamente in paradiso, dove veniva accolta da Ixtab, dea degli impiccati.
Il legame fra sesso e strangolamento è stato parte del sapere comune fin dai tempi delle impiccagioni nella pubblica piazza. Un impiccato su tre moriva con un'erezione, a volte eiaculando e/o urinando, per questo motivo nel 1600 l'asfissia era prescritta agli uomini per curare l'impotenza. Poco dopo si registrò il primo caso di morte accidentale, descritto nel XVIII secolo nel manuale Abitudini contemporanee; o, un saggio sull'arte dello strangolamento. In questo saggio si trova la storia del reverendo Manacle. Era impotente a causa di una malattia venerea, ma mentre lavorava nella prigione di Newgate conobbe gli effetti di un'erezione da impiccagione. Per provare a farselo venire duro, si offrì di dimostrare a una detenuta condannata a morte come fosse indolore l'impiccagione. Lei lo aiutò ad appendersi nella sua cella e - tadan! - gli venne duro come il marmo, lei lo slegò e, in un prevedibile sviluppo da film porno, ci scappò una trombatina. Il reverendo continuò a fare questo gioco con altre donne finché finalmente non morì all'ennesimo tentativo.
Come al solito, c'è un sacco di questa roba nel Justine del Marchese De Sade, scritto nel 1791. Il perverso Roland chiede alla sua schiava Thérèse di impiccarlo: "Quando il suo corpo sussultò sotto la forza della sua caduta, un ampio sorriso di eccitazione si aprì sul suo volto. Il suo pene si allungò con una quasi incredibile rigidità. Quindi un geyser di seme eruttò, puntando sopra la sua testa, quasi sul soffitto." Per una coincidenza, nello stesso anno, il celebre compositore Franz Kotzwara morì in questo stesso modo. Andò da una prostituta a Vine Street a Soho e le diede due scellini per comprare prosciutto, una bistecca e del brandy. Dovo aver cenato, lui le chiese di tagliargli i genitali. Quando lei si rifiutò, lui allora chiese di essere appeso per cinque minuti. Lei obbedì, ma dopo averlo slegato, era morto. Lei venne processata per omicidio ma venne assolta per l'infamia del compositore.
Quella della giapponese Sada Abe è una bella storia. Fece scalpore nel 1936 dopo aver strozzato a morte il suo amante in un reciproco gioco sessuale. Venne arrestata diversi giorni dopo il fatto, beccata con il cazzo dell'amante nella borsetta, con il quale continuava a masturbarsi. Fece cinque anni di carcere e divenne una celebrità.
Sebbene la maggior parte dei casi di asfissia erotica venga alla luce per le morti accidentali, una prova evidente della diffusione di questa pratica era l'esistenza del Club Degli Uomini Appesi nella Londra vittoriana, dove le prostitute promettevano asfissia senza alcuna paura della morte—e con poche garanzie.
Tecnicamente l'asfissia amplifica l'orgasmo togliendo ossigeno al cervello, inducendo un senso di vertigine e una sensazione di piacere. Ma, ovviamente, la maggior parte delle persone che lo fanno sono solo eccitate come degli stronzi perché pensano di fare qualcosa di oscuro e pericoloso. William Borroughs ne scrisse un casino di volte. Ne Il pasto nudo, descrive l'esperienza di un ragazzo mentre è appeso: "Scintille verdi esplodono dietro i suoi occhi e un dolce mal di denti lo colpisce scendendo nel collo giù per la colonna vertebrale fino all'inguine, contraendo il corpo in spasmi di piacere. Tutto il suo corpo si spreme nel suo cazzo. Un ultimo spasmo proietta un poderoso schizzo di sperma attraverso il paravento rosso come una stella cadente."
Questa allegra nota è stata trovata sulla scena di un caso fatale di asfissia autoerotica negli anni Ottanta, descritto da Litman e Swearingen: "Sono le 9:35 di domenica sera e fra tre minuti sarò morto. Accendo un fiammifero, lo avvicino e do fuoco al bordo degli slip neri in nylon. Avvolgo velocemente la catena attorno ai polsi e serro il lucchetto. In un momento di folle passione, calcio via la sedia e il mio corpo si contrae fino alla fine della catena. Vengo tanto, follemente. Il dolore diventa intenso appena i vestiti iniziano a bruciarmi le gambe. I miei occhi escono dalle orbite, cerco e raggiungo le chiavi, sapendo di aver finalmente trovato il coraggio di porre fine pericolosamente a un'orribile vita da incubo."
CAMERON KING