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A Kiev gli hotel sono diventati obitori

Il nostro collega Henry Langston è in Ucraina. Questa mattina, dopo la fine della tregua tra manifestanti e forze dell'ordine e le conseguenti nuove vittime, l'abbiamo contattato per un aggiornamento sulla situazione.
20.2.14

La scorsa notte a Kiev manifestanti e poliziotti hanno osservato una difficile tregua, ma da questa mattina il cessate il fuoco è stato brutalmente interrotto e il sangue ha ripreso a scorrere nelle strade della capitale ucraina. Il bilancio delle vittime continua a salire: il Kyiv Post parla di 42 morti, uccisi principalmente dai proiettili delle forze dell'ordine. Ieri, dopo che i manifestanti hanno occupato le sedi di varie istituzioni e la polizia si è ritirata, l'area di Leopoli ha dichiarato la propria indipendenza dal governo centrale.

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Oggi il presidente Yanukovych incontrerà i Ministri degli Esteri europei, mentre l'UE ha in programma di discutere la possibilità di sanzioni e Obama si è detto "dalla parte del popolo," attaccando Putin per le sue responsabilità nella crisi ucraina. In tutto ciò, appare ancora valida l'intenzione della Russia di risollevare l'economia del Paese acquistando altri due miliardi di dollari di bond.

Henry Langston, news editor di VICE UK, si trova a Kiev. Poche ore fa ci ha chiamati per un aggiornamento sulla situazione.

VICE: Ciao Henry. La situazione a Kiev sembra in costante peggioramento. Puoi aggiornarci?
Henry: Per strada mi sono imbattuto in diversi cadaveri, e in tutti i casi la morte sembrava essere stata provocata dai proiettili. Una delle vittime indossava un giubbotto antiproiettile privo del pannello in metallo, e sulla superficie esterna c'era un grosso foro con il sangue che fuoriusciva. I corpi erano avvolti in bandiere dell'Ucraina. Erano perlopiù uomini giovani, direi tra i venti e i trent'anni. Alcuni sono stati colpiti mentre caricavano un furgone della polizia.

Come è stata interrotta la tregua? Dalla stampa sembrava che Yanukovych e i leader dell'opposizione fossero impegnati in consultazioni per placare gli scontri.
Verso le otto di mattina i manifestanti hanno ripreso controllo delle porzioni di piazza Indipendenza da cui si era ritirata la polizia come parte dell'accordo sulla tregua. Per tutta risposta gli agenti hanno aperto il fuoco. Ho visto io stesso i proiettili. Sono tutti preoccupati: non c'è modo di confrontarsi con gente che imbraccia gli AK-47. I manifestanti hanno scudi e mazze, e per quanto ho visto tra le loro fila nessuno aveva armi da fuoco. Detto ciò, sembra che fuori Kiev, durante i raid negli edifici governativi, i manifestanti abbiano preso possesso di grandi quantità di armi.

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Piazza Indipendenza a Kiev.

Ora cosa sta succedendo?
Sono fuori dall'Hotel Ukraine, in via Instytutska [vicino a piazza Indipendenza], e c'è un cecchino che spara. [Rumore di spari in sottofondo] Ecco un'altra scarica. Vicino all'hotel ci sono delle barricate, ma a presidiarle è rimasto giusto un pugno di manifestanti. L'hotel è stato trasformato in un ospedale da campo con annesso obitorio. Il personale medico ha dato notizia di 15 morti, tutti presumibilmente colpiti dai cecchini.

Nell'ingresso dell'hotel ci sono i feriti, a cui vengono prestate le prime cure prima del trasferimento in ospedale. E poi c'è una fila di cadaveri, coperti con un telo. All'inizio, con i primi feriti, i medici che si trovavano lì per caso non avevano nemmeno materiale con cui assisterli. Non avevano gli strumenti per medicare ferite di quella portata.

Giovani poliziotti presi in custodia dai manifestanti.

Ho sentito che i manifestanti hanno iniziato ad arrestare i poliziotti. Hai assistito a scene del genere?
Abbiamo visto circa 20 poliziotti che venivano portati in una delle tende dei manifestanti. Eravamo nei dintorni del municipio, nell'area in cui i manifestanti hanno sistemato le tende. Gli agenti erano tutti giovani. Avevano più o meno vent’anni e alcuni di loro erano feriti. Tra i manifestanti c'era chi gli sputava addosso e cercava di colpirli, ma altri sono intervenuti per fermarli. E c’erano preti che cercavano di mettere pace.

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Un prete benedice un manifestante.

Cosa pensi succederà adesso? Sembra che il limite sia stato superato. Alcuni parlano anche di guerra civile.
Guerra civile è un termine pericoloso, ma la situazione è allarmante. Si muore per strada, è tutto molto macabro. Si credeva che il limite fosse stato superato a gennaio, con la morte di quattro manifestanti. Ma poi la situazione si era placata, la legge antiprotesta era stata abrogata, il Primo Ministro aveva dato le dimissioni e la legge sull’amnistia aveva avuto approvazione. Ora si è andati un po’ troppo oltre. Si parla di elezioni anticipate, ma per ora il governo non sta andando in quella direzione. Penso che la polizia debba allentare un po’ la presa, perché i manifestanti non se ne andranno—questo è assolutamente chiaro. L’unico modo per farli andare via è la forza.

Grazie Henry.

Cadaveri per strada a Kiev.

Segui Henry su Twitter: @Henry_Langston

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