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Nel Medioevo si pensava che le streghe rubassero i peni e se li tenessero come animali domestici

Da tempo immemore, gli uomini si preoccupano irrazionalmente per presunte minacce alla loro virilità. Nel Medioevo, ad esempio, pensavano che le streghe rubassero i peni per tenerseli come animali domestici.

di Callie Beusman
20 settembre 2016, 8:41am

Immagine via Wikimedia Commons. Questo post è tratto da Broadly.

Da tempo immemore, gli uomini si preoccupano irrazionalmente per presunte minacce alla loro virilità. Ben prima che esistesse l'ansia da castrazione, esisteva qualcosa di ben più sinistro: il mito dei furti fallici da parte di streghe che poi si tenevano i peni rubati come delle specie di strani animali da compagnia.

La descrizione migliore di questa pratica compare nel Malleus Maleficarum, un manuale per la caccia alle streghe scritto nel 15esimo secolo da Heinrich Kramer. Per gli storici si tratta di un testo risibile e misogino, ma che nonostante questo ha causato innumerevoli assassini di donne accusate di stregoneria. In The Salem Witch Trials Reader, Frances Hill lo descrive come "uno dei libri più orribili mai scritti." Il Malleus è pieno di ansie riguardo alla sessualità femminile; come fa notare la studiosa di folklore Moira Smith nel suo studio Penis Theft in the Malleus Maleficarum, "Molti dei crimini attribuiti alle streghe riguardavano la sfera sessuale: venivano accusate di accoppiarsi con i diavoli, di procurare aborti, di causare sterilità e di impedire i rapporti sessuali tra mogli e mariti."

Nel Medioevo si pensava infatti che le streghe possedessero diverse abilità magiche in grado di procurare sterilità negli uomini, compresa la capacità di far sparire completamente i peni. Secondo Smith, nello specifico nel Malleus Maleficarum si parla di tre casi in cui le streghe avrebbero privato degli uomini del loro pene. I primi due casi riguardano degli uomini che per magia avrebbero avuto solo l'illusione di non avere più i genital—le streghe "sono in grado di portar via l'organo sessuale maschile," scrive Heinrich Kramer, "non togliendolo fisicamente, ma nascondendolo con qualche trucco di magia."

Il terzo caso invece riguarda il fenomeno delle streghe che evirerebbero gli uomini per conservare i loro peni come degli strani animali domestici da nutrire e coccolare.

"Cosa dobbiamo pensare di queste streghe che strappano organi sessuali in gran numero—venti o trenta—li chiudono tutti insieme in una scatola e li trattano come degli animali vivi, dando loro da mangiare? Questa cosa è stata vista da molti ed è oggetto di molte discussioni. Si dice che tutto ciò sia solo il frutto di un'illusione del demonio, che inganna i sensi di chi guarda nel modo in cui abbiamo detto."

Il libro di Kramer contiene anche la descrizione del tentativo di un uomo di recuperare il suo pene. Secondo questa testimonianza, il pover'uomo "contatta una certa strega" che gli dice di "arrampicarsi su un certo albero dove si trova una cesta contenente molti peni, da cui avrebbe potuto prendere quello che preferiva." Il mito degli alberi di organi sessuali era piuttosto comune nel Medioevo. In un articolo pubblicato nel 2010 dal Journal of Sexual Medicine, lo storico Johan J. Mattelaer afferma, "Tra la fine del 13esimo secolo e l'inizio del 16esimo secolo, gli alberi fallici erano un fenomeno comune." Secondo la sua ricerca, il fenomeno degli alberi di peni era diffuso in tutta Europa: un manoscritto francese del 14esimo secolo contiene due immagini di alcune suore che raccolgono dei peni dagli alberi e li nascondono sotto la loro veste; un'incisione in legno dell'inizio del 15esimo secolo conservata in un museo tedesco raffigura una donna che raccoglie dei peni mentre il suo amante fa lo stesso da un albero di vulve; una placca decorativa ritrovata in Olanda "mostra una coppia fare sesso sotto un albero di falli, sotto gli occhi di un guardone."

Un murale scoperto in Toscana raffigurante un albero di peni. Foto via Wikimedia Commons

Nel 2000, in Toscana, alcuni archeologi hanno scoperto una testimonianza particolare di questo fenomeno: un grosso affresco del 13esimo secolo raffigurante un albero ricoperto di organi sessuali maschili, tutti "sproporzionatamente grandi ed evidentemente in uno stato di eccitazione." Ai piedi dell'albero sono raffigurate otto donne, due delle quali sembrano litigarsi un pene, mentre un'altra cerca di farne cadere un altro dall'albero con un bastone. Vicino a loro c'è un'altra donna che sembra ignorare il tutto ma che se si osserva meglio, come fa notare Mattelaer, "ha uno dei frutti di quell'albero che le spunta da sotto la veste." Secondo George Ferzoco, direttore del Center for Tuscan Studies, il murale costituisce "la più antica raffigurazione artistica di alcune streghe," in accordo con l'antico folklore toscano secondo cui le streghe ruberebbero i peni e li conserverebbero in ceste.

Nel Malleus Maleficarum, Kramer scrive, "Tutta la stregoneria deriva dalla lussuria, che nelle donne è insaziabile." Gli alberi di peni—e la loro associazione con la lussuria e con le streghe—sollevano una domanda: se i piselli crescessero sugli alberi, ci sarebbe ancora bisogno degli uomini?

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