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Sport

Ho cercato di battere un giocatore professionista di FIFA

Ho sempre pensato di essere un fenomeno a FIFA. Sfidando un professionista degli eSports come Cihan Yasarlar, uno dei primi gamer a essere messo sotto contratto da una squadra di Bundesliga, ho capito che mi sbagliavo.

di Dominik Putnai
03 novembre 2016, 5:37am

Questo pezzo è tratto da VICE Sports.

Ho sempre pensato di essere un fenomeno a FIFA. Con il mio Crystal Palace con il tridente Bakary Sako-Yannick Bolasie-Wilfried Zaha l'anno scorso ero capace di sconfiggere senza problemi i vari Chelsea, Bayern e Barcellona. Anche online ero in grado di ottenere buoni risultati con una squadra tutto sommato mediocre ed è per questo che quando il mio capo mi ha detto che Cihan Yasarlar sarebbe venuto a trovarci in ufficio a VICE Germania, l'Ibra che c'è in me si era convinto di essere in grado di competere con un professionista. Cihan si guadagna da vivere giocando a FIFA, fa parte della squadra di eSports dello Schalke 04 e avrebbe potuto insegnarmi qualche colpo per migliorare ancora di più il mio gioco.

In realtà, era una scusa. Certo, volevo anche imparare qualcosa, ma il mio vero obiettivo era battere un giocatore professionista di FIFA. Speravo che i miei controller mezzi rotti mi dessero un vantaggio di qualche tipo, il famoso fattore campo. Dopotutto anche le squadre di alta categoria spesso si lamentano del campo quando vanno a giocare contro una squadra di una lega inferiore in una partita dei primi turni di coppa. In più mi ero anche sparato un po' di video di analisi e tattiche su YouTube.

La mia strategia di base, comunque, era psicologica. Mostrarmi forte per intimidire l'avversario e se necessario bombardarlo di domande durante la partita con la scusa di un'intervista. C'era solo un piccolo problema: quando è arrivato ho potuto constatare che Cihan era una persona calmissima. Di conseguenza, la mia tattica si è rivelata fallimentare in partenza. Quando si è seduto sul divano con la sua tuta dello Schalke, ho capito che non ero l'unico a voler vincere a ogni costo. Il suo sguardo era determinato: non mi avrebbe regalato niente.

Il momento in cui ho capito che il mio piano d'azione sarebbe stato un fallimento.

Per la nostra prima partita ho preso la Lazio. Da una parte, il tridente del Crystal Palace non esiste più e dall'altra non sono un fan delle squadre da cinque stelline. Purtroppo, dopo aver scelto la squadra ho scoperto che Antonio Candreva non ci gioca più—quest'estate si è trasferito all'Inter. Mi sono consolato con Ricardo Krishna, Felipe Anderson e Keita Baldé. Cihan dal canto suo ha preso il Beşiktaş. Dato che io gioco sempre con il 4-3-3, prima di iniziare gli ho chiesto qual è il suo modulo preferito. "In realtà mi vanno bene un po' tutti i moduli," mi ha risposto, dicendomi di non amare un gioco troppo offensivo. Mi anche dato qualche utile consiglio, tipo:

- I difensori esterni e un centrocampista centrale vanno lasciati indietro per coprire eventuali contrattacchi.

- I movimenti e la posizione dei centrocampisti dipendono dalla loro velocità: i centrocampisti lenti funzionano meglio come playmaker per pressare le linee avversarie, perché non sono molto efficaci nei duelli in velocità. Mentre i vari Aubameyang e Agüero funzionano meglio quando spaccano le difese.

Comunque sia, mi aspettavo che mi avrebbe battuto usando movimenti speciali e molto possesso palla. Invece lo stile di Cihan era diverso: da una parte non sembrava molto concentrato, ma dall'altra era evidente che se solo avesse voluto avrebbe potuto liquidare la pratica in brevissimo tempo. La partita è finita 5-0. La mia unica possibilità di segnare è stata vanificata da un tiro fuori misura di Ciro Immobile.

Dopo la partita ho chiesto a Cihan un'opinione sul mio stile di gioco. "Potresti giocare meglio se ti abituassi a utilizzare la difesa tattica," mi ha detto. A suo parere devo anche migliorare la varietà delle mie soluzioni offensive.

5 tiri a 8, 0 gol a 5. L'efficacia non è il mio punto forte.

Per la partita seguente abbiamo scelto due squadre da quattro stelle e mezzo: Napoli e Tottenham. A quel punto gli ho chiesto quale fosse la sua squadra preferita (oltre ovviamente allo Schalke). A quanto ne so, la maggior parte dei giocatori professionisti usa il Real Madrid. "Ronaldo è il miglior giocatore di FIFA e nel Real c'è anche Sergio Ramos che è un difensore centrale molto veloce. Ma tra i top team mi piace molto la Juventus," mi ha detto.

Non appena abbiamo cominciato a giocare, ho capito subito che per quanto avessi scelto una delle migliori squadre del campionato italiano non avevo molte possibilità di batterlo. Il tridente offensivo formato da Lorenzo Insigne, Dries Mertens e José Callejon in qualche modo non riusciva a superare la difesa del Tottenham. Tutte le volte che arrivavo al tiro era dalla distanza e la palla finiva in curva. Dall'altra parte invece era proprio l'opposto: la difesa guidata da Kalidou Koulibaly faceva del suo meglio per cercare di opporsi alle offensive avversarie e concedeva relativamente poco, ma Cihan segnava ogni volta che andava al tiro. Ogni. Volta. E poi commentava con frasi tipo, "un tiro teso sul secondo palo di solito va dentro."

A quel punto ne avevo abbastanza delle squadre italiane. Ho sfogliato le varie formazioni a mia disposizione e per un attimo ho pensato di prendere il PSG. "Il PSG sta pensando di entrare nel mondo degli eSport," mi ha detto Cihan. "Posso capire che August Rosenmeier [il miglior giocatore di FIFA del mondo] abbia voglia di cimentarsi in una cosa del genere, ma non so quanto sia facile... Anche se comunque al nostro settore fa sempre bene se una grande squadra si interessa all'argomento."

Per quanto riguarda il gaming professionale, FIFA come gioco è ancora piuttosto indietro. I club più ricchi pensano che investire nel settore possa essere una buona idea soprattutto per l'Asia, ma il vero cuore del gioco a livello di fanbase è in Europa: Inghilterra, Spagna, Francia e Germania. Ai migliori giocatori del mondo è stata data la possibilità di prendere parte al programma sperimentale "professional FIFA team" e giocare per Schalke 04 e Wolfsburg. Parlando con Cihan, ho capito che i rapporti tra le due squadre non sono esattamente amichevoli. "Il nuovo giocatore del Wolfsburg sembra bravo. Ma pensa che una volta hanno perso contro un fan, è stato imbarazzante."

Cihan, che ha 23 anni, non riusciva a capire davvero tutto l'hype che circonda alcune star di FIFA. Durante il pomeriggio che abbiamo passato insieme è tornato diverse volte sull'argomento. "In molti fanno 'booting'. Sai quando stai vincendo 3-0 e all'improvviso la partita finisce perché l'avversario si disconnette? Dall'esterno magari la causa sembra un problema di connessione, ma per i server della EA Sports è come se tu avessi cancellato la partita e così il tuo avversario ottiene una vittoria a tavolino. Nei campionati virtuali ci sono alcuni giocatori che usano questa pratica per gonfiare le loro statistiche. Alcuni sono stati bloccati, ma è una pratica che va avanti."

Lo fa anche la squadra dello Schalke? "No, il mio allenatore insiste molto sul giocare pulito. Se facessimo cose del genere non ci starei io in primo luogo." A giudicare dalle sue lamentele, sembra che il fair play in fatto di eSport interessi veramente a poche persone. "Mi capita spesso che l'altra persona nella chat della partita mi insulti, ma io resto tranquillo perché so di essere più bravo. Però credo che le provocazioni di questo tipo dovrebbero avere conseguenze. Un'altra truffa comune è quando un gruppo di giocatori professionisti giocano per conto dei loro amici, che non sono professionisti, per alzargli il livello."

L'allenatore di Cihan è Joshua Begehr, uno dei migliori giocatori di FIFA del mondo. Ha vinto una Coppa del Mondo e un Campionato Europeo, nonché diversi campionati tedeschi. Il metodo di allenamento si basa su una partita giocata a stretto contatto in modo da parlare degli errori in tempo reale. Altri giocatori registrano le partite per riguardarsele e studiarsele dopo, ma Cihan preferisce non fare così.

Joe Hart in porta, il ricordo dei bei tempi andati.

Come terza partita abbiamo giocato Manchester City-Juventus. Per una prima parte del match ho giocato bene. Alla fine del primo tempo avevo retto e perdevo solo 1-0. Pensavo di avere una possibilità. Ma la mia euforia è andata a sbattere contro la realtà—una realtà di nome Miralem Pjanic. E poi, appena prima della fine, ho preso anche il gol del 3-0. A quel punto ho smesso di divertirmi. Dato che odio perdere, il resto della partita è stato un vero incubo. Il mio avversario sembrava conoscere a memoria tutte le mie tattiche e strategie. È finita 7-0.

Anche se ormai avevo capito che come carriera non faceva per me, ho chiesto a Cihan come si diventa giocatori professionisti di FIFA. Mi ha detto che lui ha cominciato quando viveva a Berlino, dov'è nato, e più precisamente ha cominciato al banchetto di FIFA all'IFA 2015. Dopo aver impressionato i presenti con le sue capacità è stato preso nel "SK Gaming," una squadra locale. "Mi hanno notato lì," mi ha detto Cihan, parlando di come è nato poi l'interesse dello Schalke 04 e il contratto che gli è stato offerto. "Per quanto fossi dentro il mondo degli eSport, tutta l'organizzazione fatta di squadre, clan, leghe e tornei mi è sempre sembrata molto astratta," mi ha detto. "Non ero sicuro di potercela fare davvero, ma poi ho giocato e vinto un torneo 2vs2 a Berlino. Anche se poi non siamo stati pagati, avrei dovuto prendere 600 euro di premio. Da quel momento sono un giocatore professionista."



Mentre spegnevo la Playstation, Cihan mi ha sorpreso. "Sei bravino," mi ha detto. Non era quello che mi aspettavo, ma era sempre meglio di niente.

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