Sei seduto in camera tua, con il cellulare in mano. O magari hai il computer in bilico sulle cosce, o annidato in un angolo del piumone. Comunque, il fatto è che sei sul tuo sito porno preferito, alla ricerca di un video che ti consegni all’orgasmo pigro da metà pomeriggio con gentilezza. Più tardi, quando ripenserai alla scena che ti ha fatto venire—che sia un cumshot, un primissimo piano di un culo nudo o altro, quell’orgasmo ti sembrerà la cosa più naturale del mondo.
Eppure, secondo il sessuologo e psichiatra francese Philippe Brenot, non lo è. Questi ha collaborato con l’illustratrice Laetitia Coryn a una graphic novel—in tutti i sensi—che raccoglie la storia del sesso e della sessualità nel mondo (in particolare quello occidentale), per giungere a una semplice conclusione: quella che noi consideriamo l’idea “innata” di sessualità non è poi tanto innata. A dire il vero, è un costrutto che impariamo dalle relazioni con gli altri.
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“L’istinto sessuale non esiste,” dice Philippe, con un forte accento francese. “Per riuscire a raccogliere tutto nel libro ho dovuto semplificare al massimo, ma ora sappiamo che la sessualità è una cosa che si impara—e sembra che le donne lo capiscono meglio degli uomini.”
Quando il suo libro è stato citato sul Guardian, un sacco di uomini si sono ribellati. “Hanno cominciato ad arrivarmi decine di tweet di uomini arrabbiati, perché sono loro quelli che pensano che, dato che hanno un’erezione, quello sessuale è un istinto involontario. E quindi pensano di dover fare sesso tutti i giorni perché l’istinto, ovvero l’erezione, dice loro così. Ma no, non è vero. Non esiste un bisogno sessuale universale che dobbiamo soddisfare. E questo va contro quello che gli uomini pensano.”
Il fatto che quello che ci eccita—che sia sesso lento e sensuale, sesso orale, simulazioni di stupro—non sia codificato nel nostro DNA manda molti in confusione. Eppure dopo vent’anni di terapia di coppia e lavoro accademico, Philippe sa che la realtà è più complessa dell’innatismo che ci figuriamo. E ora The Story of Sex: From Apes to Robots traccia la storia del perché e come scopiamo, a partire dal creazionismo monoteistico, per arrivare all’”Egitto egualitario,” all’antica Grecia e a Roma, al Medioevo e a Freud, fino al presente (e, con qualche preoccupazione, al futuro).
Nel libro si parla di come San Tommaso d’Aquino, Aristotele e i censori romani fecero fare enormi passi indietro alla liberazione sessuale sostenendo che le donne erano inferiori agli uomini, e non avevano il diritto al piacere sessuale—e, ovviamente, che l’omosessualità era vietata. E anche del fatto che in epoca vittoriana, gli inglesi consideravano la parola “gamba” troppo spinta.
Soprattutto, dopo questa panoramica dei modi in cui il sesso si interseca con potere, religione e questioni sociali, al lettore viene spontaneo mettere in discussione tutto quello che credeva indiscutibilmente vero sulla monogamia, sull’idea che gli uomini siano “fatti per tradire” e su quali siano lo scopo e la forma di una famiglia base, dal momento che il matrimonio etero finché morte non ci separi non è l’unico modello.
“Il libro dimostra che non c’è mai stata una vera eguaglianza sessuale tra uomini e donne,” dice Will McMorran, professore di francese e letterature comparate alla Queen Mary University di Londra, e traduttore del libro in inglese. “E ne mette in chiaro le radici sociali, il fatto che dipenda da come la società è costruita e l’influenza che ha la chiesa.” Non è proprio quello che si aspettava, quando ha cominciato a tradurre.
“All’inizio, quando me ne hanno parlato, ero scettico. Voglio dire, un uomo francese di mezza età che scrive una storia del sesso è un po’ un azzardo—avrebbe potuto essere terribile,” dice ridendo. “Ma sono stato piacevolmente colpito dal fatto che sembri un testo femminista, che cerca di capire qual è il posto delle donne nella società.”
Questo è anche merito della collaborazione con Laetitia Coryn, 32enne, che con le sue illustrazioni e i suoi fumetti ha creato un filo di umorismo che si dipana in tutto il libro. “È stata una bella responsabilità,” dice. “Devi capire da dove viene il sesso come lo intendiamo, come si è sviluppato, che elementi lo compongono. Eravamo così immersi nel nostro lavoro che solo alla fine ci siamo accorti che parlava della figura maschile dominante su quella femminile. Philippe era d’accordo con me. E non l’abbiamo fatto di proposito—è la storia. Non era la nostra intenzione iniziale, ma è stato il risultato.”
Ogni tanto nel libro si fiuta una certa ansia. Sia Laetitia che Philippe sono preoccupati dal fatto che il porno possa diventare l’unica forma di educazione sessuale di una generazione che non ha accesso a manuali e insegnamenti durante gli studi. “E non parlo solo di studiare la biologia, l’anatomia umana, o gli organi sessuali,” dice Philippe. Piuttosto, dobbiamo abituarci al fatto che le nostre abitudini sessuali sono fluide—al di là dell’orientamento sessuale. Quello che ci eccita dipende da quello che abbiamo visto e imitato, come dice Will.
“Ricordo che una delle mie studentesse mi disse che tutte le sue amiche sapevano riconoscere chi dei ragazzi con cui erano state a letto avesse guardato molti porno, semplicemente dal modo in cui facevano sesso. Ed è interessante, in termini di scollamento tra il reale e il fantastico—è un po’ il corrispettivo moderno della paura che il romanzo rendesse più lasca la morale del lettore, o che il cinema avrebbe corrotto gli spettatori.”
Il modello, e le fantasie che porta con sé, possono essere manipolati per aiutare le persone ad avere vite sessuali più sane—con adulti consenzienti che fanno quello che li rende felici—o per modificare il sistema corrente, in cui siamo imprigionati in caselle rigide e modelli standard. “Mi occupo di queste cose da così tanto tempo che mi sentivo quasi in dovere di farne un libro,” dice Philippe. “In un libro come questo—un fumetto, un romanzo in un certo senso—dovevo scegliere. Mentre nei libri scientifici non si prendono decisioni. Nei libri scientifici diciamo, ‘Ecco un’ipotesi, eccone un’altra e un’altra ancora.’ Invece qui ho dovuto considerare tutte le prospettive in una volta sola, per assicurarmi che il risultato fosse oggettivo. E lo è.”
The Story of Sex: From Apes to Robots è edito da Particular Books.
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