Ci avventuriamo verso la sede di Elite Milano in via Tortona 35, una mattina di pieno delirio da Salone del Mobile. Per i non milanesi: via Tortona durante il Salone è come Piazza San Pietro durante il Giubileo. Alle otto già si sgomita con orde di nuovi creativi, creativi affermati, futuri creativi e anche creativi passati, nonché semplici curiosi ma comunque creativi che trascinano stanchi le loro shopper di tela da una presentazione all'altra. Ma per noi è al momento solo traffico da superare, giunti nel cortile su cui si affaccia l'agenzia si respira una tranquillità quasi zen. Siamo in perfetto orario, citofoniamo. Non risponde nessuno. Si ricontrolla la mail, siamo nel posto giusto al momento giusto.Ci sediamo su panchina minimalista in cemento armato di fianco all'ingresso, in attesa. Già si immaginano bellissime ragazze svestite e aitanti ragazzotti ancora addormentati su divani in velluto e bottiglie di champagne mezze piene usate come posacenere. Si fantastica di party senza fine e modelle che non esistono prima delle tre del pomeriggio. Appare Linda Evangelista che tuona «We don't wake up for less than $10,000 a day» come da statement modellaro anni '90, formula magica che servì a rendere il culto ufficiale e a modo suo immortale, definendone il rito, fatto di capricci ed eccessi ad alzare sempre l'asticella di un benessere ormai lontano anche nella memoria. Ci risvegliarci dal nostro viaggio un corriere DHL che entra senza suonare. Lo seguiamo su per le scale, dove gentilissima signorina alla reception ci comunica che la porta è sempre aperta e non c'è bisogno di citofonare, il Signor Piazzi ci attende al piano di sopra.Continua a leggere su i-D: Un agente di modelle milanese ci racconta come era lavorare con le super-model negli anni Novanta
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