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UTOPIA – Foto delle comunità alternative nel mondo

Per cinque anni, il fotografo Carlo Bevilacqua ha girato il mondo alla ricerca di persone che avevano abbandonato la società moderna per vivere in comunità.

di Vincenzo Ligresti
17 aprile 2017, 8:00am

In partnership con l'Outdoor festival di Roma, VICE ha organizzato una giornata dedicata al tema delle utopie. Il 4 maggio vi aspettiamo al Mattatoio di Testaccio per la proiezione del documentario The last man of Mahana, una conversazione sul progetto fotografico Utopia e una festa danzante.

Tutte le info sull’evento le trovate qui, nel frattempo guardate un po' di foto di utopie in giro per il mondo.

Plausibilmente sarà capitato anche a voi di prendere in considerazione l'idea di abbandonare la società moderna, la comodità del bidet e l'opportunità di premere un interruttore per illuminare uno spazio vitale. A me, ogni tanto, succede. Il destino ha voluto che una possibile soluzione mi giungesse tramite l'internet—grande invenzione della società moderna—sotto forma di fotografie rinominate UTOPIA.

Il progetto fotografico UTOPIA è stato realizzato da Carlo Bevilacqua, un fotografo palermitano che si è messo a girare per cinque anni a latitudini diverse per scovare persone che avevano già salutato, in un certo senso, la società moderna anche molti anni prima. "L'idea di intraprendere questo viaggio mi è venuta quando arrivato all'età di 50 anni mi sono ricordato di tutte quelle persone che come i miei amici negli anni Settanta esprimevano la voglia di un mondo diverso, di trasferirsi nella comune di Terrasini, andare in India," mi spiega Bevilacqua. "Così mi sono chiesto: chi veramente ce l'ha fatta? C'è qualcuno che c'è effettivamente riuscito? E come si sono sviluppati questi progetti?"

Nonostante la comune di Terrasini non esista più dal 1978, Bevilacqua ha scoperto durante le sue traversate che le "utopie realizzate"—vuoi hippy, vuoi artistiche, vuoi spirituali—sparse per il mondo sono diverse e ormai strutturate. "Visitando comunità come quella Damanhur in Piemonte o di Twin Oaks in Virginia, ho compreso che queste realtà alternative, dopo la spinta propulsiva iniziale, hanno avuto la necessità di organizzarsi dal punto di vista finanziario," continua Bevilacqua. "Tutte hanno in comune la progettualità insita nell'accezione positiva del termine utopia, che in questo caso non significa affatto 'andiamo a vivere tutti felici e contenti nel paradiso terrestre'."

Per di più, a seconda di cosa vogliate farci, le "comunità alternative" non sono così inaccessibili come si possa pensare. "Questi luoghi, compresa la Valle degli Elfi in Toscana, sono accessibili e alcuni dispongono di una pagina Facebook, una mail, un telefono per chiunque voglia entrarci in contatto," chiarisce Bevilacqua. "La questione è molto diversa, invece, se si vuole andarci a vivere, perché molte volte ci sono delle liste d'attesa infinite e alcune comunità sono davvero piccole."

Qui sotto trovate le foto di alcune comunità con spiegazioni sulla loro storia—in caso voleste mandare anche voi qualche mail e foste un po' indecisi sul da farsi.

Užupis, Vilnius: Užupis è un quartiere di Vilnius, capitale della Lituania, e significa "l'altro lato del fiume". Fino all'indipendenza della Lituania avvenuta nel 1990, era una delle zone più trascurate della città. Nel 1997, gli artisti della zona hanno proclamato la Repubblica di Užupis, insieme alla sua bandiera, alla valuta, al presidente, al Consiglio dei Ministri, e alla costituzione. Celebrano l'indipendenza ogni anno durante l'uzupis day, che cade il 1° aprile (per il pesce d'aprile).

Twin Oaks, Virginia: Fondata nel 1967, Twin Oaks è una delle comunità più longeve degli Stati Uniti. I circa 100 membri della comunità condividono il reddito seguendo uno stile di vita di "povertà intelligente". I residenti vivono in abitazioni comuni, coltivano le proprie verdure, e consumano i pasti tutti insieme in una grande sala da pranzo. Non vi è alcun costo per unirsi alla comunità, e in cambio di 42 ore di lavoro settimanali si percepisce uno stipendio per le piccole spese.

Auroville, India: Fondata nel 1968, Auroville è una città sperimentale nata nel Distretto di Viluppuram. Progettata dalla Sri Aurobindo Society di Mirra Alfassa e dall'architetto Roger Anger, è il primo e unico centro del mondo per la "ricerca dell'unità umana" riconosciuto dall'UNESCO. Anche se originariamente destinata ad ospitare 50mila abitanti, Auroville conta attualmente circa 2.300 abitanti, provenienti da 50 nazioni.

Auroville, India


Damanhur, Piemonte: Damanhur è un ecovillaggio, nei pressi di Vidracco, fondato nel 1977 da Oberto Airaudi (noto anche come "Falco"), che all'età di 24 anni iniziò la costruzione di un enorme tempio sotterraneo. Nel 1992 le autorità italiane bloccarono la costruzione, per poi cedere gradualmente nei permessi. Attualmente il tempio, aperto ai visitatori, si estende per 8.500 metri cubi su cinque diversi livelli, collegati tra loro da centinaia di metri di corridoi a 30 metri sotto terra. I damanhuriani vivono e lavorano dentro e intorno al complesso, praticando una miscela di new-age e riti pagani, con il Falco come loro leader spirituale. Il cammino spirituale, chiamato Scuola di Meditazione, conduce ogni damanhuriano a un'auto-esplorazione e ricerca del significato dell'esistenza attraverso lo studio delle antiche tradizioni magiche e la celebrazione della natura. I membri della comunità praticano un'agricoltura biologica e allevano bestiame, ristrutturano e costruiscono secondo i principi della bioedilizia, gestiscono aziende nel campo delle energie rinnovabili e seguono metodi di cura naturali.


Damanhur, Piemonte


Città libera di Christiania, Copenaghen: La città libera di Christiania è stata fondata nel 1971 da un gruppo di hippy che occuparono alcuni edifici abbandonati della marina a Copenaghen. Fin da quel momento, Christiania è stata vista come un esempio di auto-governo anche se lo spaccio di droga ha fatto sì che per anni lo status legale della zona rimanesse in un limbo giuridico, mentre il governo danese tentava di liberare l'area dai suoi occupanti. In seguito all'acquisto da parte degli abitanti dell'intera area, le posizioni dei cittadini sono diventate certamente sempre meno radicali, ma lo spirito libertario ispirato ai principi della "summer of love" resiste.


Mandarom Shambhasalem, Francia: L'aumismo è una sintesi di una serie di religioni orientali, fondata da Gilbert Bourdin (1924-1998), noto anche come Hamsah Manarah. Dal 1969 il centro spirituale dell'aumismo è la "città santa" di Mandarom Shambhasalema—che conta attualmente circa 400 membri—a 50 km da Cannes. Nel 1990, al suo interno fu eretta una statua di 33 metri dello stesso Bourdin, successivamente demolita dalle autorità locali nel 2001.


Mandarom Shambhasalem, Francia


Marinaleda, Spagna: Marinaleda è un piccolo comune di 2.700 abitanti, nella provincia andalusa di Siviglia, dove si stanno sperimentando al meglio forme di autogoverno, economia collettivista e democrazia partecipativa, sotto lo sguardo del sindaco Juan Manuel Sánchez Gordillo, in carica dal 1991. Il progetto nacque nel 1979 quando in zona si registrava oltre il 60 percento di disoccupazione: Gordillo, allora trentenne, organizzò una serie di proteste per chiedere l'accesso ai campi abbandonati.


La Valle degli Elfi, Toscana: Dal 1980, le montagne vicino a Pistoia ospitano forse una delle più singolari eco-comunità: il popolo degli Elfi. Al momento ci sono 15 nuclei autosufficienti, lontani circa un'ora di cammino l'uno dall'altro. Non ci sono obblighi: ognuno è libero di impegnarsi in attività sociali in base alla propria volontà e inclinazione. I membri raccolgono frutta e erbe aromatiche, coltivano ortaggi, cereali, castagne, olive e allevano bestiame, il tutto esclusivamente per il loro sostentamento. I prodotti quotidiani della terra e delle colture sono condivisi tra tutti i villaggi a seconda delle necessità. Il lavoro manuale, come ad esempio il restauro delle numerose case in pietra abbandonate, è sempre stato fatto in cooperazione. La maggior parte delle case non dispone di energia elettrica.


La Valle degli Elfi, Toscana


Cherry Grove, New York: Dagli anni Cinquanta, Cherry Grove è una delle più popolari comunità LGBTQ+ degli Stati Uniti, al punto da essere stata definita "l'utopia gay". Nel 2013 la Cherry Grove Community House—che ospita anche un teatro—è stata inclusa nel registro nazionale dei luoghi storici. L'accesso a Cherry Grove è possibile solo dall'acqua con traghetti o barche private.


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