Perché ho una paura fottuta delle statue?
Statua a FirenzeFoto: Francesco Carucci/Shutterstock

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Perché ho una paura fottuta delle statue?

Il termine tecnico è automatonofobia, ha avuto inizio con un film horror e un bambolotto impregnato di urina.
25.3.16

Ho paura di un sacco di cose. I ragni, la solitudine, di morire violentemente in un incidente stradale. Sono cose di cui ha senso che io abbia paura perché non voglio dissanguarmi tra i rottami di una Kia, senza neanche un messaggio nel telefono e con una tarantola che si arrampica lentamente verso la mia faccia.

Il termine tecnico è "automatonofobia," anche se i ricercatori e gli psicologi non usano tanto spesso il nome in latino. Invece, la chiamano tipo "fobia specifica delle statue o di cose che somigliano agli esseri umani."

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Le statue di cera mi fanno venire i brividi. Esattamente come i pupazzi da ventriloquo. Ma per qualche ragione, le statue di marmo sono quelle che mi fanno più paura in assoluto. Una volta, mentre camminavo tra le gallerie di reperti greci e romani al Met, mi è salito un terrore tale che facevo fatica a muovermi, un'intera stanza di uomini dagli occhi morti e dalla pelle perfetta e priva di vita che mi tenevano inchiodato dov'ero. In qualche modo sono riuscito a scappare, con solo la mia ansia sociale a impedirmi di raggomitolarmi per terra.

"È molto comune avere paure non comuni"

Non sono l'unico al mondo ad avere una paura irrazionale, ovviamente. Il National Institute of Mental Health ha stimato che circa l'8,7 percento della popolazione soffre di una qualche fobia specifica; le più comuni sono quella dei serpenti, quella dei ragni, la paura di volare e quella degli spazi angusti.

E le statue, allora? Ho deciso di interrogare diversi professionisti nel campo della salute mentale a proposito di questa mia paura. A quanto pare, la fobia è rara, ma non sorprende nessuno.

"È molto comune avere paure non comuni," mi ha rassicurato Martin Antony, diretteore dell'Anxiety Research and Treatment Lab alla Ryerson University di Toronto.

Le fobie si presentano in genere durante l'infanzia, dove eventi traumatici possono lasciare un residuo psicologico che può durare tutta la vita. Le mie conversazioni hanno effettivamente individuato un momento fondamentale. Tutto ha avuto inizio con un film horror, i miei genitori confusi e, infine, un bambolotto impregnato di urina.

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"Non la definirei come la fobia più comune di tutte," mi ha detto per telefono Ali Mattu, psicologo medico alla Clinic for Anxiety and Related Disorders della Columbia University. Altri due psicologi mi hanno detto la stessa cosa. Tutti quanti hanno avuto in cura pazienti terrorizzati dai pagliacci, ma mai dalle statue.

Cercando online, mi sono imbattuto in una persona che condivide il mio dramma: Damian Lillard, giocatore dei Portland Trailblazers.

I like DC. I wana come back and visit the memorials even though I'm scared of statues
— Damian Lillard (@Dame_Lillard) November 28, 2012

People I'm only scared of historic statues. Abraham Lincoln , MLK, etc . Had a bad experience at the wax museum lmao
— Damian Lillard (@Dame_Lillard) November 28, 2012

Energumeni che gli si scaraventano addosso? Nessun problema. Statue antiche d'importazione? Tenetele lontano! (Gli assistenti di Lillard non hanno risposto alla mia proposta di intervista.)

Insomma, la mia fobia non è follia pura. Mattu ha curato diverse fobie, tra cui le sue personali, quella delle api e quella degli squali. In passato ha avuto un paziente che era terrorizzato dalla pasta. Le persone possono sviluppare paure rispetto a praticamente qualsiasi cosa, ha detto. Il più delle volte, però, ruotano intorno a qualcosa che è effettivamente pericoloso per un essere umano, o che, per lo meno, lo era ai tempi dei cavernicoli.

Prendiamo i serpenti, per esempio. Ci sono prove del fatto che la nostra paura nei loro confronti sia innata, qualcosa che ci passiamo di generazione in generazione da tempi primordiali. Uno studio effettuato nel 2008 alla University of Virginia ha scoperto che i bambini di tre anni erano in grado di individuare i serpenti nascosti nelle immagini più velocemente di altri animali, tipo le rane e i bruchi. Un altro studio, effettuato dai ricercatori della Northwestern University e dal Karolinska Institute di Stoccolma, ha scoperto che le scimmie avevano una reazione di paura davanti a un video di un'altra scimmia terrorizzata da un serpente, ma non davanti a un video di un'altra scimmia apparentemente terrorizzata da un fiore.

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"C'è qualcosa di radicato che rende più facile per loro avere più paura dei serpenti che dei fiori," ha detto Antony. "Il che non significa che non si possa in assoluto avere paura dei fiori."

Ha curato de persone affette proprio da questa fobia. Un paziente era terrorizzato dai fiori di malva, l'altro dai girasoli.

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Le statue, come i fiori, non rappresentano chissà che minaccia. Sono molte poche le persone che sono state uccise da statue, per quanto sia successo davvero. I professionisti con cui ho parlato avevano altre teorie sul perché le persone sviluppino una fobia del genere.

La teoria del cadavere

"Alcune persone sostengono che abbiamo paura di ciò che sembra umano, ma che non lo è, perché ci ricorda i cadaveri," ha detto Mattu.

La cosa ha senso. I corpi deceduti possono portare malattie. Non ci piace quando le persone che conosciamo muoiono. E se vi trovate circondati di cadaveri, c'è buona possibilità che la situazione sia pericolosa.

Mattu sostiene che potrebbe essere lo stesso motivo per cui la cosiddetta "uncanny valley" tanto inquietante. Certo, Tom Hanks in Polar Express sembra più o meno vivo, ma in fondo nessuno di voi è del tutto convinto che quello non sia un cadavere putrescente pieno di malattie.

Occhio alla gente strana e silenziosa

Vi siete mai ritrovati sulla metro con un tizio strano che vi fissa senza fiatare? Di base, una statua potrebbe ricordarvi quel genere di persona.

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"Potremmo essere programmati per avere paura di oggetti che ci ricordano qualcosa che è pericoloso o imprevedibile," ha detto Antony, "come qualcuno che sta fermo senza motivo e non si muove."

I bambini hanno un'immaginazione allucinante

"Un bimbetto dotato di grande immaginazione può vedere qualsiasi cosa," mi ha detto Linda Sapadin, psicologa e autrice di Master Your Fears: How to Triumph Over Your Worries and Get on with Your Life.

"Possono immaginare che una statua li guardi o li giudichi," ha spiegato. Se vedi una statua terrificante quando sei ancora bambino, questa potrebbe influenzare la tua percezione di tutte le statue che incontrerai successivamente.

Il potere della cultura pop

Un bambino può essere esposto a immagini inquietanti in infiniti modi, immagini che restano annidate nei loro piccoli e impressionabili cervelli. Guardate Lo squalo, o Cujo a otto anni e potreste avere paura degli squali o dei cani per il resto della vostra vita.

Ma le statue?

Ho portato My Buddy in bagno con me, ho aperto la zip dei miei pantaloni, e mentre lacrime calde scorrevano sulle mie guance, ho liberato un torrente di piscio sull'oggetto dei miei incubi.

"Non voglio farti da terapista," mi ha detto Mattu, "Ma sarei curioso di sapere se hai ricordi legati a statue o bambole di cera particolarmente vividi."

"Non direi…" ho risposto.

Poi mi sono ricordato. Avevo sei anni. La stucchevole pubblicità di My Buddy, un bambolotto prodotto dalla Hasbro nel 1985 mi aveva rapito i sensi. Ho scongiurato i miei genitori perché me ne comprassero uno, e alla fine hanno ceduto.

Era un regalo di compleanno e io ero incredibilmente felice, finché non ho visto la pubblicità del film La bambola assassina. Non riuscivo a smettere di pensare che il mio bambolotto avrebbe preso vita e avrebbe ucciso me e tutti quelli che amavo. Sconvolto, ho considerato l'opzione di buttare via la bambola. Ma i miei genitori avevano appena speso un sacco di soldi per regalarmela e l'idea di dover spiegare loro la mia paura era fuori discussione.

Così, un giorno, ho portato My Buddy in bagno con me, ho aperto la zip dei miei pantaloni, e mentre lacrime calde scorrevano sulle mie guance, ho liberato un torrente di piscio sull'oggetto dei miei incubi. La mia logica era impeccabile: davanti a una bambola puzzolente e fradicia, i miei genitori non avrebbero potuto fare altro che sbarazzarsi del bambolotto al mio posto, e la cosa sarebbe passata per un malaugurato "incidente."

Ad essere onesti, ha funzionato. Il punto, però, è che la natura intensa dell'incidente potrebbe aver impregnato tutte le bambole, le statue, e le figure di cera dello stesso potenziale minaccioso di Chucky. Mattu ha detto che è "assolutamente possibile" che l'incidente abbia contribuito alla mia fobia, per quanto potrebbe non essere l'unico fattore.

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"I nostri cervelli sono macchine associative," ha detto. "Fanno collegamenti tra cose randomiche."

Non importa se sono cose di finzione. Anzi, molte fobie scaturiscono proprio da film e telefilm. Su Twitter, il più delle persone che hanno espresso una paura nei confronti delle statue hanno anche citato l'episodio di Doctor Who intitolato "Blink" che io non ho mai potuto vedere fino alla fine perché mi metteva veramente a disagio.

Things #DoctorWho has made me afraid of:
Statues
Shadows
Silence
Hands coming out of the ground
Snake people
Cracks
— ✴April✴ (@aprilp2a) September 20, 2015

Now I'm effing afraid of statues!!!! #Don'tBlink #DoctorWho
— ChokoPocky (@Imi_ElA) September 30, 2015

La trama gira intorno a statue di angeli che prendono vita e assumono un'espressione demoniaca nel momento in cui le loro vittime smettono di guardarle. Posso affermare con assoluta certezza che questo episodio abbia causato l'automatonofobia a qualche bambino? No, ma sono felice di non averlo visto quando avevo sei anni.

*

A questo punto, cosa può fare un automatonofobico?

La terapia di esposizione, in cui i soggetti sono portati ad affrontare le loro fobie un po' alla volta, è piuttosto efficace, secondo tutti gli psicologi che ho intervistato. È solo questione di forza di volontà.

Il mio terrore delle statue, come il mio terrore dei buchi (il termine tecnico è tripofobia, per favore non cercatela su Google), non è qualcosa che sento l'urgenza di risolvere. Mi capita di rado di camminare per corridoi pieni di statue.

"Nessuno ti costringe a scalare l'Everest se soffri di vertigini," ha detto Sapadin. "Ma se non riesci a entrare in un ascensore, allora c'è un problema. Devi analizzare la situazione con lucidità. È ok, o mi ostacola nella vita quotidiana?"

Probabilmente, non sapremo ma quante persone al mondo sono come me e Damian Lillard. Queste fobie sono talmente rare che non ha senso spendere soldi per condurci delle ricerche. Ma è rassicurante scoprire di quante bizzarre fobie si può soffrire a questo mondo. E che se ti interessa davvero, sono tutte abbastanza facili da superare.