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L'evoluzione delle favole come l'avrebbe sognata Darwin

Giusto per capirci, la storia di Cappuccetto rosso ha almeno 58 diverse varianti in giro per il mondo.
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Immagine: Flickr/kosmoseleevike

Un ricercatore inglese ha usato le tecniche di studio dell’evoluzione per indagare non l’origine delle specie, bensì le radici di un racconto popolare: Cappuccetto rosso.

Conoscete di sicuro la versione dei fratelli Grimm del 1800 (perlomeno in una versione un po' meno raccapricciante), in cui una giovane in mantella rossa va a trovare la nonna trovando al suo posto un lupo. Ricorrendo alla teoria dell'evoluzione, l’antropologo Jamshid Tehrani della Durham University ha scoperto che il racconto ha origini che risalgono al primo secolo.

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Nell’introduzione a questo studio, pubblicato su PLoS One, Tehrani ha spiegato che il normale metodo storico-geografico di classificazione delle fiabe in tipi è imperfetto in quanto caratterizzato da una tendenza a raggruppare in blocco storie con trame simili. Il problema è che si tralasciano le differenze, senza contare la predominanza delle versioni europee rispetto a quelle di altre tradizioni. Essenzialmente, è un approccio troppo inconsistente e soggettivo.

Di conseguenza, Tehrani si è concentrato sull’evoluzione. Ha effettuato un'analisi filogenetica—una tecnica sviluppata per studiare le relazioni evolutive tra diverse specie biologiche—per evidenziare eventuali connessioni tra fiabe differenti. Allo stesso modo in cui si può mappare l’evoluzione di una specie con altre dotate di tratti simili, il ricercatore ha creato una sorta di grafo evolutivo di Cappuccetto rosso basandosi sulle caratteristiche che la fiaba condivide con altri racconti popolari.

“Le fiabe rappresentano un caso eccellente per le analisi filogenetiche perché sono, quasi per definizione, il risultato di un percorso pieno di modifiche,” dice. “Invece che essere composta da un solo autore, una fiaba si sviluppa tipicamente con il tempo, con l’aggiunta e la perdita di alcune parti mentre viene tramandata di generazione in generazione.”

Questa mappa mostra da dove Tehrani ha raccolto le fiabe collegate a Cappuccetto rosso, divise in tipologie base. Immagine: PLOS One.

Tehrani ha messo insieme il grafo filogenetico per la storia di Cappuccetto rosso prendendo in esame 58 diverse varianti della fiaba e raggruppandole insieme dopo aver analizzato 72 punti della trama (mentre noi conosciamo la storia di una ragazzina e un lupo, altre versioni hanno come protagonisti ragazzi o gruppi di bambini e creature quali tigri e orchi—e non tutte hanno un lieto fine). Le fiabe con trame simili hanno più probabilità di condividere la stessa origine.

“È come se un biologo dicesse che gli uomini e le scimmie hanno antenati comuni ma sono evoluti in specie distinte,” sostiene Tehrani in un articolo.

Conclude dicendo che, contrariamente a ciò che si crede di solito, Cappuccetto rosso non è nata in Cina per poi diffondersi in Occidente ma viene proprio dall’Europa. È nata da una storia chiamata Il lupo e i bambini, che comunque rimane una fiaba a sé stante. Da lì è poi evoluta due volte. È una teoria interessante: seguendo uno dei filoni del grafo elaborato da Tehrani, Il lupo e i bambini si è sviluppata diventando Cappuccetto rosso, mentre lungo un altro percorso si è trasformata in storie diverse in Africa e Asia, evolvendo poi sempre in Cappuccetto rosso.

Potrebbe sembrare improbabile, ma è quello che succede sempre nell’evoluzione degli organismi viventi. Come spiega Tehrani, “Questo processo rispecchia quella che i biologi chiamano evoluzione convergente, nella quale le specie sviluppano in maniera indipendente forme adattive simili.”

È un modo innovativo di studiare i fenomeni culturali che abbracciano diversi luoghi e generazioni, e Tehrani dice che sta pensando di utilizzare la filogenetica per analizzare anche altri racconti popolari. Anche se, come per la classica teoria dell'evoluzione, non mancheranno le controversie.