Pubblicità
serie tv

8 serie su Netflix e Amazon che devi recuperare durante l’estate

The Letdown, Queer Eye, In poche parole, Crashing + Autan e ghiacciolini.

di Daniela Collu
31 luglio 2018, 4:00am

The Letdown.

Se al momento scrollare il feed di Instagram guardando le foto degli amici al mare è la cosa che più vi avvicina a una vacanza, questa che trovate qui sotto è una lista di serie tv e documentari che potrebbero fare al caso vostro.

Tutto quello che dovete fare è avere a portata di mano Netflix e Amazon Prime video, insieme all’Autan, ai ghiacciolini all'amarena e una scorta di delivery da chiamare all’occorrenza.

IN POCHE PAROLE, 2018 (NETFLIX)

È la versione Netflix dell’Edipeo enciclopedico della Settimana enigmistica, perfetta se non ve ne frega niente di essere sdraiati sotto l'ombrellone.

Ogni puntata dura meno di mezz’ora e approfondisce un argomento curioso di cui non immaginavate di voler conoscere di più o di sapere così poco. Dalla marijuana ai punti esclamativi, dal mercato azionario all’editing genetico, dalla monogamia al pop coreano, vi regalerà argomenti di conversazione per tutto l’autunno. Esce un episodio nuovo ogni settimana.

THE LETDOWN, 2017 (NETFLIX)

Stando alla mia timeline di Facebook la moda dell’estate 2018 è partorire, quindi se siete in attesa o vi è appena successo di diventare genitori o avete delle domande sull'essere genitori, dovete vedere The Letdown, serie australiana del 2017, prima in onda su ABC, poi approdata su Netflix.

Audrey ha appena avuto un bambino e per la prima volta si confronta con i gruppi di mamme, un marito piuttosto assente, la mancanza di sonno e le aspettative di tutti. Fa ridere, fa piagnucolare, scorre giù facile come un latte e menta alle cinque del pomeriggio (se vi piace il latte e menta).

QUEER EYE, 2018 (NETFLIX)

Forse conoscete già il format: è andato in onda per cinque stagioni negli Usa e ne hanno tentato una versione italiana su La7 nel 2003. È molto facile: cinque ragazzi gay si prendono cura del restyling di un ragazzo quasi sempre affetto da toxic masculinity, tentando di educarlo a un po’ di sano buon gusto omosessuale in tema di fashion, food, lifestyle, interior design e cura del corpo.

Su Netflix trovate due stagioni con la nuova formazione, assolutamente vincente. I miei preferiti sono Jonathan Van Ness, esperto di cura del proprio aspetto, e Antoni Porowski, il guru di cibo e vino con un sorriso incantevole. Se state pensando a una versione americana di Ma come ti vesti, dimenticatelo: qui, nemmeno troppo tra le righe, si parla di uguaglianza, di diritti, di accettazione e scoperta di sé, e dio solo sa quanto si piange.

THE STAIRCASE, 2018 (NETFLIX)

Diciamolo: siamo tutti ancora orfani di The Jinx e Making a murderer. Abbiamo cercato per mesi tra i documentari crime qualcosa che potesse lontanamente somigliare a questi capolavori. Ecco, forse lo abbiamo trovato.

The staircase racconta il processo a Michael Peterson, giornalista e scrittore americano, accusato dell'omicidio della moglie, Kathleen Peterson, caduta dalla scale nella loro casa e trovata in una inspiegabile pozza di sangue con altrettanto ingiustificate ferite su tutto il corpo. Una troupe segue la vicenda fin dalle prime ore dopo il decesso della donna, e ci permette di assistere alla costruzione della difesa dello scrittore in tribunale, mentre a ogni episodio il mistero si infittisce e emergono altri particolari inquietanti che complicano il processo. Non aggiungo nulla per evitare spoiler, ma non vi deluderà.

DIETLAND, 2018 (AMAZON PRIME VIDEO)

Tratta dal romanzo di Sarai Walker, creata e diretta da Marti Noxon (sceneggiatrice e produttrice di gioiellini come Unreal, Sharp Objects e per i palati più raffinati Buffy l’ammazzavampiri). È la storia di Plume, ghostwriter obesa che risponde alle 'lettere al direttore' al posto di una cinicissima e magrissima Julianna Margulies, e viene intercettata da un gruppo di attiviste femministe per aiutare la rivoluzione. Nel frattempo in città misteriosi omicidi vengono rivendicati da un collettivo di donne di nome Jennifer. Se vi è piaciuto il romanzo di Naomi Alderman Ragazze elettriche, allora potrebbe piacervi.

CRASHING, 2017 (NETFLIX)

Se avete amato Love, Lovesick, Master of none sicuramente Netflix ve lo ha consigliato, ma tranquilli, se ve lo siete perso rimediamo subito.

Serie britannica creata e interpretata da Phoebe Waller-Bridge (la stessa protagonista di Fleabag per Amazon Prime Video), racconta le storie di un gruppo di ventenni che vivono come custodi in un vecchio ospedale abbandonato. L’affitto è buono ma le regole e le dinamiche sociali sono piuttosto strane. Inglesissimo, millennialissimo, godibilissimo.

CRISIS IN SIX SCENES, 2017 (AMAZON PRIME VIDEO)

Sei puntate da 20 minuti destinate alla TV, una veste decisamente inedita per Woody Allen, che infatti ha destato parecchio scalpore: recensioni pessime, odio collettivo, delusione registrata anche nei più devoti fan.

Certo se volete paragonare Crisis in six scenes ai fasti di Il dittatore dello stato libero di Bananas solo perché è ambientato negli anni della rivoluzione, fate un torto al nostro amato vecchietto; così come se lo mettete a confronto con Mad Men, la serie che meglio di tutte ha raccontato l’America in quegli anni. Ma provate a passare due ore senza avere aspettative e potrebbe piacervi.

NANETTE, 2018 (NETFLIX)

Unico suggerimento che non troverete nella categoria delle serie tv, ma in quella degli spettacoli di stand up comedy. In realtà non dovrebbe essere nemmeno lì, e fin dal principio Hannah Gadsby, la sua autrice e protagonista, vi spiega perché.

Gadsby dichiara subito di voler rinunciare alla comicità, mette le cose in chiaro: nessuna forma di ironia può aiutarla nel racconto vero e veritiero della sua condizione di omosessuale femminista, nessun sottotesto sarcastico aiuterà il pubblico a digerire la sofferenza che racconta e le darà l’alibi per sentirsi ancora diversa. Nanette non fa ridere, al massimo fa sorridere, ma fa riflettere e commuovere. E il monologo finale è da brividi.

-

Questo è quanto, la lista è ovviamente in divenire e dipende da molti fattori, primi tra tutti le nuove uscite e il tasso di umidità registrato là fuori.

Buona estate, buon ventilatore, buona aria condizionata.

Segui Daniela su Twitter e Instagram.