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Vicino il Lago Maggiore producono delizie giapponesi sconosciute e vale la pena andarci in gita

In questa piccola fattoria a conduzione familiare hanno deciso di produrre ortaggi giapponesi, miso e tofu. E nessuno viene dal Giappone.

di Roberta Abate
25 luglio 2019, 10:46am

Tutte le foto dell'autrice 

Guarda il tofu: molto spesso si taglia con il gesso alimentare, orribile. I giapponesi tradizionalmente ci mettono il Nigari, che serva a far cagliare il latte di soia e che viene ricavato dall’acqua di mare.

Un giorno Aya, italo-giapponese che è anche la proprietaria di Gastronomia Yamamoto - una delle prime storie raccontate qui su Munchies Italia -, mi parla di una fattoria a un’oretta da Milano piena di ortaggi giapponesi di altissima qualità. Mi dice, però, che spesso tutti i daikon o i taro che producono rimangono addirittura invenduti, perché è ancora una vera chicca, sconosciuta ai più. La produzione è piccolina, ma mi assicura che se alcuni ristoranti della patinata Milano scoprissero questo posto, di sicuro verrebbero a fare acquisti qui.

Giuseppe-e-Rita
Giuseppe e Rita. Fattoria Del Bricco

Perché Giuseppe e la madre Rita, di venire a Milano a consegnare i loro prodotti, non hanno la minima intenzione. Un po’ per ragioni pratiche, un po’ perché il bello della loro attività è arrivare e passare una giornata al sole con loro, in questo strano paradiso - siamo a Luino vicino il Lago Maggiore -, in una piccola fattoria con galline e campi coltivati, dove sembra di essere in Giappone. “No, sarebbe troppo un casino”, così mi risponde Giuseppe quando gli chiedo perché non si organizzano per portare tutto il ben di Dio che hanno a Milano, dove la miriade di ristoranti giapponesi gioverebbe di prodotti di buona qualità (e a chilometro relativamente zero).

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Victoria Small e Aya Yamamoto, mie compagne di viaggio.

Allora un giorno con Victoria Small - che è quella che ci insegna dove mangiare a Milano di notte e a fare i drink - partiamo con Aya in macchina per scoprire questa piccola storia del tutto anomala nel panorama agricolo del Nord Italia: La Fattoria del Bricco.

Montagne

Parlo di anomalia al Nord perché in realtà al Sud, vuoi per le condizioni climatiche favorevoli, vuoi per l'alta richiesta di frutti tropicali in tutta Italia, c'è un piccolo boom di coltivazioni di avocadi, mango, platani, etc, ovvero di prodotti che non appartengono alla nostra cultura gastronomica, ma che sono entrati prepotentemente nelle nostra abitudini. Ma qui non parliamo del sensualissimo avocado o di succosi mango, ma di radici e prodotti che gli italiani ancora conoscono poco e guardano con sospetto.

Fattoria-del-bricco

Arrivi alla Fattoria del Bricco e ti accolgono dei Noren giapponesi; ti senti improvvisamente scollato dal panorama intorno, catapultato invece in un ambiente protetto di matrice nipponica.

Fattoria-del-Bricco-Noren

Beppe ha un fratello, che sposa una ragazza giapponese e si trasferisce con lei proprio in Giappone. Questo 5 anni fa, non troppo indietro nel tempo. Da lì i viaggi, a volte insieme alla madre, gli fanno scoprire un mondo nuovo, fatto di tofu, fermentazione e ovviamente anche di prodotti che in Italia difficilmente si trovano, oppure ci mettono davvero troppi chilometri per arrivare.

Parlo di Shiso (che è un po' il basilico giapponese), Taro (una radice con tanto amido dentro che la fa comportare come una patata), Goya, Nage (cipollotti) e molto altro.

Lavagna-fattoria-bricco
Taro prodotto in Italia
Taro e Zenzero.

Appena chiedo un po’ di informazioni sul futuro del posto, sulla possibilità di incrementare la coltivazione, Beppe mi comunica la ferale notizia: “Purtroppo questo posto lo stanno vendendo: non abbiamo i milioni euro che ci chiedono. Se riusciamo faremo qualcosa più in piccolo e concentrato in zona”.

Tofu fatto in casa fattoria del bricco

Chiedo come’è nato questo luogo per i filo-nipponici: “Durante i viaggi in Giappone, iniziavamo a portare sempre più cose a casa, poi abbiamo iniziato a produrle perché qui o non si trovavano, o non erano buone. Guarda il tofu: molto spesso si taglia con il gesso alimentare, orribile. I giapponesi per esempio ci mettono il nigari, che serva a far cagliare il latte di soia e che viene ricavato dall’acqua di mare."

Vedo anche che c'è il Tofuzola - uno tofu erborinato -, purtroppo oggi è finito.

TOFUDIVERSE-CONSISTENZE
TOFUZOLA

Mentre siamo nella bottega in cui vengono rivenduti i loro prodotti - anche marmellate di fagioli Azuki o di Goya, la zucca giapponese leggermente amara, vera rivelazione - assaggio alcune delle cose che Beppe si diletta a cucinare.

Marmellate azuki
Le marmellate fatte in casa

Qui non si parla di corsi di cucina o tutorial; l’atteggiamento di Beppe anche nella fermentazione è fatta solo di prove ed errori. Ci serve un triangolino fritto con il suo tofu - un tofu così buono che difficilmente riuscirete a tornare a quello insipido del supermercato - e poi degli onigiri, anche quelli fritti, con erba San Pietro locale e Negi, cipollotto giapponese. Estasi!

INVOLTINI-DI-TOFU
Involtini con Tofu
ONIGIRI-FRITTI
Onigiri Fritti

Giuseppe mi spiega che ogni tanto si diletta in cucina per far assaggiare ai suoi clienti le cose più “strane”. Mi spiega: “Chi se lo mangia il Goya in Italia? Per dimostrare che potevano essere buoni allora abbiamo iniziato a preparare qualcosa o fare conserve e marmellate”.

Ci sono anche dei dolcini da accompagnare al té, che Rita e Giuseppe ci offrono appena arrivate.

DOLCINI-FATTI-IN-CASA_

Una cosa che Beppe fa, e che è introvabile anche in molti posti di Milano, è il miso artigianale: ne fa diversi tipi a diversi mesi di riposo. In genere ci vogliono 9 mesi per essere pronti, ma lui ha un trucco per realizzare quello più delicato più in fretta (e non ce lo svela). In genere si trovano medi e corposi. Io sto usando il medio per cucinare le verdure ed è un bel punto di svolta.

Miso-Aperto
Miso

Dopo aver frugato nella bottega e visto tutte le cose che difficilmente si trovano se non nei grandi mercati rionali milanesi, andiamo nei campi. Non vediamo molto - è maggio quando li visitiamo: i funghi shitake sono stati raccolti e i goya iniziano a faro capolino - ma ammiro da vicino lo shiso, il coriandolo (quello selvatico profumatissimo che non si trova quasi mai) e altri ortaggi più convenzionali.

Coriandolo
Una pianta di coraingolo

“La roba qui non è biologica di più. Anche perché nel biologico puoi mettere un sacco di schifezze. Io ai pomodori non do neanche il verde rame (ndr un funghicida che si dice possa essere inquinante), annaffio io direttamente”. Mi dice Rita mentre raccoglie i cipollotti giapponesi che poi ci regalerà; in mezzo vediamo gli unici deterrenti usati alla Fattoria Bricco.

moschicida

"Noi da delle analisi della ASL non siamo positivi quasi a nessun prodotto chimico." aggiunge Giuseppe.

Raccolta delle biete
Giuseppe-Fattoria-Del-Bricco-Varese

Vicino al corso d'acqua vedo del bamboo: "Quello è Moso, lo abbiamo messo da poco, che è bamboo giapponese che serve a fare i germogli da mangiare, ed è anche quello delle canne gigantesche.“

Bambu
Moso.

La nostra mattinata fra una raccolta di bietole e un breve confronto sulle ricette da fare con tutte le cose che compriamo, finisce in fretta.

Aya

Rimango sorpresa di una storia così peculiare: due persone che si innamorano di una cultura diversa e la fanno propria, a tal punto da modificare la produzione della loro fattoria.

Semi Giapponesi

Il mio unico rammarico rimane quello di non aver mai preso la patente, che sarebbe stata fondamentale per assicurarmi una dose di tofu e taro mensile, ma se ci organizziamo tutti insieme magari possiamo chiamare un corriere, no?

Rape Giapponesi
Rape Giapponesi

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