Piemonte

Se vuoi bere della Barbera incredibile vai a Costigliole d'Asti

Il Piemonte è una terra eccezionale, ma oltre le bellissime Langhe c'è un paese che vale la pena approfondire, fra vini naturali e tanto buon cibo.

di Alessandro Perricone
07 giugno 2019, 9:58am


Costigliole d’Asti è un paese con una fortissima connotazione gastronomica. Fu patria di Guido e Lidia Alciati che nel 1960 aprirono il ristorante Guido, con concetti rivoluzionari e incredibilmente attuali come il menu fisso e la prenotazione obbligatoria, tutto per non compromettere la qualità dei prodotti serviti. Parliamo di un’epoca in cui la strada che collegava Costigliole ad Asti non era ancora asfaltata. Oggi il ristorante Guido esiste ancora nella meravigliosa sede del Relais San Maurizio a Santo Stefano Belbo ed è capitanato dal più giovane dei fratelli Alciati, Andrea, assieme a Monica Magni e chef Luca Zecchin. Ma i posti dove mangiare bene a Costigliole non mancano.

Tra tutti il mio preferito è il Bar Roma della famiglia Risso che propone una cucina di territorio, un carrello dei formaggi che non teme alcun confronto e una gran selezione di vini: oltre alle bottiglie più giovani e rigorosamente costigliolesi esposte sugli scaffali, chiedendo gentilmente si può accedere alla cantina sotterranea che è piena di sorprese e grandi scommesse! Ci sono delle bottiglie divertentissime come vecchie barbere e dolcetti di Gaja a prezzi molto più che ragionevoli o le ultime bottiglie del Professor Aldo Bertelli di Costigliole d’Asti, produttore, pioniere e sognatore.

Ma a Costigliole nulla avrebbe senso se non ci fossero le vigne - e per fortuna ce ne sono parecchie. Le più belle - quelle meglio esposte, quelle più scoscese - sono tutte piantate a Barbera: femmina, di colore, di acidità. Che sia vivace, di struttura o di pronta beva, qui si produce Barbera. È evidente che i paesi famosi per la produzione di questo vino siano parecchi, alcuni anche più conosciuti, ma il vantaggio di Costigliole d’Asti è nella tenacia e nella visione dei suoi produttori che interpretano questo vitigno nelle maniere più differenti e innovative. Non sono molti i casi di vitigni tanto versatili da poterci ottenere vini buoni dall’aperitivo al dolce: qui si trovano tutti.

Alessandro Perricone sommelier
Alessandro Perricone, autore del pezzo. Foto per gentile concessione di Alessandro; ©Michael Sager

Quando giudico un vino, in quanto sommelier e gestore di ristoranti a Copenaghen, sono sempre attento ai racconti che si racchiudono in una bottiglia, e da sempre mi affascinano i produttori attenti all’ambiente, appassionati al proprio lavoro che amano il confronto e le sfide, e ciò che mi porta a scrivere questo articolo è la piccola rivoluzione artigianale che alcuni caparbi viticoltori di questa zona stanno mettendo in atto.

Ezio Trinchero

Se pur non di Costigliole d’Asti, ma dell’appena confinante regione Vianoce di Agliano Terme, quando si vuole affrontare il tema dei grandi produttori di vino artigianali di questa zona non si può che partire da Ezio Trinchero, che ha il grande merito di aver creduto per primo nel potenziale della Barbera. Vigna del Noce è una Barbera da invecchiamento, di grande complessità, con lunghi affinamenti in botte grande, da una agricoltura pulita, è fermentata con lieviti indigeni e imbottigliata con livelli di solforosa bassissimi. Io adoro berne le annate più vecchie. Di recente ho assaggiato a Copenhagen una Vigna del Noce 1999 in forma strepitosa.

Marco Minnucci

Marco-Minnucci

A Costigliole d’Asti invece, a rappresentare la generazione visionaria e ambiziosa dei giovani produttori c’é Marco Minnucci di Cascina San Michele. Lui è il bello del vino, e i doppi sensi sono voluti! Marco non è originario di Costigliole, ma ne è diventato un leader grazie a carisma e a simpatia. Nonostante abbia varietà come Dolcetto, Cortese, Nebbiolo e Brachetto, coltiva un genuino amore per la Barbera che presenta in tre versioni differenti: Primevì, ottenuta dalle vigne più giovani, vinificata in acciaio, di facile comprensione e grande facilità di beva, e due singoli cru, il Briccone, da sempre la sua Barbera Superiore, e San Michele. Marco è la giunzione tra il mondo del vino artigianale, genuino in vigna e mai invadente in cantina, e la pulizia ed eleganza nel bicchiere. Nonostante sia pieno di vita a gli piaccia far festa, in cantina è estremamente preciso, e i suoi vini lo dimostrano.

Andrea Scovero

Andrea-Scovero

C’è poi Andrea Scovero, un produttore che io amo sconfinatamente. Si trova a Bionzo, una frazione che ha delle colline particolarmente alte e scoscese dove da sempre si producono barbere molto profumate, ricche di colore e di frutto. I suoi, tutti, sono vini che ispirano alla conversazione: vini personali, schierati, vini che ti colpiscono e che ti ricordi. Oltre alla Barbera coltiva Dolcetto, Sauvignon Blanc e Nebbiolo, ma so che presto arriverà con qualche nuova sorpresa. Ama sperimentare sia in vigna che in cantina. La Barbera è interpretata in tre modi piuttosto differenti. Un rosato, spesso di colore intenso, acidità, e tanta frutta come fragola e lampone: meraviglioso! Il Ciapin, una Barbera come l’inchiostro, di struttura ma anche di grande freschezza. Ed una terza vigna, questa volta di Loreto di Costigliole d’Asti, vinificata in anfora, e che quindi è più dura, seria e speziata al naso.

Cascina Roera

Sempre a Bionzo c’è Cascina Roera che è stata fondata nel 2002 dalle menti di Claudio Rosso e Piero Nebiolo, che hanno da subito intrapreso la strada dell’agricoltura intelligente senza diserbi, concimi chimici e insetticidi. Il grande merito di Cascina Roera sta nel suo forte legame con il territorio di Bionzo che ad un’altitudine importante, circa 300m, e con un clima particolarmente fresco anche nelle serate estive, da sempre si presta alla coltivazione, oltre che di Barbera, di vitigni piuù eleganti e fini come il Nebbiolo o ancora a vitigni a bacca bianca come il Cortese. Il Rosso Cardin, un blend di Nebbiolo e Barbera, fotografa meglio di qualsiasi altro vino il bellissimo territorio di Bionzo, ne racconta le colline e ne spiega l’annata. Di Cascina Roera amo tutti i vini, e su tutti trovo uno dei migliori rapporti qualità prezzo di sempre.

Case Corini

Guido-e-Lorenzo-Corini
Guido e Lorenco Corino

Infine c’è il discorso complesso di Case Corini. Per me parlarne è parlare del mio cuore. Si tratta di una microscopica azienda familiare gestita da Lorenzo Corino, agronomo e ricercatore del vino, punto di riferimento per chiunque si interessi di viticoltura sostenibile. Una persona squisita, colta e simpaticissima. E di suo figlio Guido, architetto e contadino, geniale anche lui, umile e appassionato, che oggi manda avanti l’azienda più misteriosa di tutte. Case Corini, infatti, pur essendo considerata in alcuni paesi, uno fra tutti il Giappone, un’azienda ambita e ricercata, è pressoché sconosciuta in tutta Italia - e lo è persino a Costigliole d’Asti. Le loro bottiglie, tutte speciali anno dopo anno, non temono l’invecchiamento ma anzi lo cercano. Per generazioni sono state prodotte da uva e nient’altro che uva, sono bottiglie che ti tolgono il fiato che scacciano i brutti pensieri, ma sono purtroppo irreperibili o quasi in Italia. Si possono trovare nelle cantine dei ristoranti Taste Vin di Asti, Consorzio di Torino, e Vinoir a Milano, luoghi in cui si mangia e beve un gran bene. Si tratta di vini speciali, romantici, che coronano la convivialità, l’amicizia e l’amore, e condannano spietatamente la fretta nel berli. Il bello, come con le persone, sta nel non giudicare cosa si ha davanti, ma piuttosto nel goderne! Se vi capita tra la mani una bottiglia apritela in una sera speciale, con persone speciali.

Ho deciso di scrivere dei produttori con cui ho più rapporti e che bevo più spesso, ma sono convinto che a Costigliole d’Asti siano in tanti i produttori meritevoli di attenzione. Mariuccia Borio e la sua Cascina Castlet, che più di chiunque altro fa conoscere al mondo la Barbera di questa zona. I fratelli Massimo e Paolo Stella dei quali amo la Barbera Giaet. Sciorio che conosco per le sue grandi barbere e per i bianchi importanti e di struttura. E l’azienda di Baldi Pierfranco nella magnifica Burio di Costigliole che con l’ingresso in cantina del figlio Gabriele, giovane e talentuoso, ha intrapreso la conversione in biologico.

Ce ne certamente altre di cantine che col tempo voglio visitare a Costigliole d’Asti e mi dispiace di non aver scritto di tanti altri produttori che conosco meno.
Oggi leggo di quante migliaia di bar e punti di ristoro si siano aperti in Italia nell’ultimo decennio. Mi stupisce però pensare che in un paese che ha così tanto da dire sul vino, e con così tanta qualità, non ci sia a Costigliole una vineria progressiva, giovane e fresca che comunichi e valuti il tesoro di queste colline.

Purtroppo per trovare realtà di questo tipo, con sommelier carismatici e in grado di stupire e far divertire i clienti, bisogna spostarsi in Langa, dove si trovano esempi di grande successo, a Neive, per esempio, adoro l’Aromatario, dalla cucina semplice e deliziosa e dove in sala si trova il sommelier di Costigliole d’Asti appunto Vladimiro Bo, di cui si parla certamente troppo poco, e che considero tra i più bravi e avventurosi nella scena italiana.

Spero che a Costigliole d’Asti nascano nuovi osti, che nel suo borgo nasca una vineria e che ci siano sempre piuù bottiglie di vino artigianale da bere!

Alessandro Perricone
Classe 1988, nato a New York da genitori Palermitani, Alessandro cresce tra Milano e il Piemonte. Si laurea in Scienze Enogastronomiche a Pollenzo e contemporaneamente agli studi si avvicina al mondo del vino e della ristorazione. Dopo il conseguimento della laurea colleziona esperienze di lavoro importanti sia in cantina, da Piero Busso a Neive, che in sala, al ristorante Guido da Costigliole al Relais San Maurizio. Nel 2013 arriva in Danimarca, a Copenhagen, per unirsi alla brigata di Chef Christian F. Puglisi e del suo ristorante Relæ, dove diventa presto Restaurant Manager e Head Sommelier.

Oggi Alessandro è partner della Relæ Community che comprende i quattro ristoranti Relæ, Manfreds, Bæst e Mirabelle, la fattoria Farm of Ideas, il vermouth bar Rudo e l’importazione e distribuzione di vino Vinikultur.
Alessandro é inoltre un grande appassionato di musica e vinili, di motociclette e automobili, di Bud Spencer, del bere vino con gli amici, dello stare a tavola e nutre un grande e genuino amore per il Piemonte.
Quando eravamo piccoli io e i miei fratelli passavamo i fine settimana e le estati a Costigliole d’Asti, nel Monferrato, con i nostri genitori. A sei anni mi sono innamorato di quel paesaggio, e la vista di quelle colline, pettinate dalle vigne, mi ha sempre portato pace. Oggi il Piemonte è ancora dove mi sento più a casa, e Costigliole d’Asti è la tana dove mi rifugio dallo stress e dai pensieri della vita vera.

Segui Alessandro su Instagram

Segui MUNCHIES su Facebook e Instagram
.



Vuoi restare sempre aggiornato sulle cose più belle pubblicate da MUNCHIES e gli altri canali? Iscriviti alla nostra newsletter settimanali.