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Tutte le foto di Federico Martelli.
esperimenti

Per una settimana, ho fatto tutto quello che mi diceva mia madre

Mi sono vestita come vorrebbe lei, chiamato parenti di cui non ricordo nemmeno il viso e stirato l'impensabile.

Quando il telefono suona a orari improbabili, ci sono due possibilità: o è un call center, o tua madre. La differenza è che nel secondo caso non puoi dire “non sono interessata, grazie” e poi riagganciare, perché non sei un essere totalmente spregevole. Non ancora, almeno. Così rispondi, e spesso finisci in un loop di consigli e dritte sulla tua vita a cui non solo non eri preparato in quel momento, ma che non sapevi nemmeno di voler ricevere.

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Io me ne sono andata di casa a 15 anni per studiare in un’altra regione. Ho avuto quindi molto prima degli altri la possibilità di non sparecchiare la tavola quando non avevo voglia o di cibarmi di ciò che mi pareva, ma contemporaneamente anche quella di ricevere le suddette chiamate.

Negli anni quest'abitudine di mia madre non si è affievolita, e oggi trae incredibile giovamento dalla tecnologia. Se prima per esempio mi chiamava per sapere cosa avessi fatto nelle quattro/cinque ore precedenti—il tempo intercorso dall’ultimo contatto—oggi mi scrive anche per avere foto delle cose che compro, del mio fidanzato, della casa, e per consigliarmi come migliorare le cose che compro, il mio fidanzato, la casa.

Il problema è che tutti questi consigli si scontrano spesso con una dura verità: i figli difficilmente li accolgono. Per questo, volendo fare una buona azione per la festa della mamma, ho deciso di ascoltare davvero tutto quello che aveva da dirmi mia madre e metterlo in pratica per una settimana (provare a farlo per un periodo di tempo più lungo avrebbe potuto mettere in pericolo la mia esistenza e quella delle persone che frequento).

CASA

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Qualche tempo fa, durante una delle nostre telefonate, ho candidamente ammesso a mia madre che nella casa in cui stavo per trasferirmi non ci sarebbe stato posto per un'asse da stiro, "tanto se stendi bene non c'è nemmeno bisogno, di stirare." Dopo una lunghissima pausa, con una nota di disappunto nella voce, mia madre ha risposto che le camicie stropicciate non vanno bene in un contesto lavorativo. E che comunque, vivendo in una casa piccola, stirare tutto (anche le mutande!) mi avrebbe aiutato a fare ordine e risparmiare spazio.

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È questo il primo suggerimento a cui ho voluto dare ascolto, e recuperata un'asse da stiro ho scoperto che le mutande sono complicate da gestire: se sono sintetiche il ferro non scivola, se hanno troppi pizzi impazzisci. Ma le lenzuola stirate sono decisamente più confortevoli di quelle appallottolate nel cassetto. Incredibile, no? Il lato negativo di tutta questa faccenda è che ho perso buona parte del mio tempo libero a creare vapore per appianare le grinze degli asciugamani.

Un'altra fissazione di mia madre che non ho mai rispettato è la questione del rifare il letto ogni volta che si scollano le chiappe da sotto le coperte. Sarò onesta, stavolta ci ho provato davvero. Ma condividendolo con il mio ragazzo, che lavora come freelance dal materasso—più che da casa—non è stato sempre possibile.

Scusa mamma: sul letto la vostra generazione è abituata a dormirci, noi ci viviamo pure sopra.

SALUTE

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La categoria di consigli di mamma che preferisco, a dire il vero, è quella riguardante la salute. Su alcune questioni ha pienamente ragione, come andare dal dottore all'occorrenza. Non posso darle torto: spesso penso di poterne farne a meno, ma ne pago le conseguenze ogni volta.

Eppure a tutto ciò affianca spesso idee come i semi di lino nell’insalata per gli ormoni femminili, la curcuma nelle verdure per rafforzare le barriere immunitarie, centrifughe con ogni tipo di vegetale per depurare e dimagrire. E le gallette di riso. È ossessionata dalle gallette di riso. “Le hai mai provate? A me piacciono tantissimo, dovresti mangiare quelle come spuntino,” ripete ogni volta che finiamo a discutere di cibi e diete.

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Non ho mai avuto il coraggio di dirle che in realtà sono molto caloriche.

Nel suo olimpo personale della salute è però l'enterogermina a occupare il grado più alto: è convinta che sia una manna dal cielo, e possa curare i miei ciclici problemi allo stomaco. Me ne sono ricordata al quinto giorno di acqua e limone calda come prima azione del mattino—anche questa parte dei suoi consigli—e per una volta sono stata contenta di percepire il sapore leggermente plasticoso sulla lingua. Sono ancora in attesa degli effetti benefici.

MODA

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“Perché non ti vesti più bene come una volta?” È una domanda che tutte si saranno sentite rivolgere almeno una volta dalla propria madre, spesso col sottinteso "una volta = quando avevi dieci anni e ti vestivo io."

In questa settimana di grandi cambiamenti, ho deciso di usare solo capi del mio guardaroba che avessero ricevuto apprezzamenti da mia madre (e che forse per questo motivo ho iniziato a guardare con sospetto): dalle salopette di jeans chiaro alle magliette con polo. Mi è sembrato di possedere un sacco di abiti nuovi, con la differenza che avrei preferito non mostrarli a nessuno.

Inoltre, per l’outfit da indossare a una cena, ho finalmente messo piede oltre le sobrie vetrine di uno dei negozi preferiti da mia madre: Desigual. Ho acquistato: un paio di pantaloni rossi a zampa con delle fantasie ricamate, una giacca in jeans con stelle in paillette e un maglioncino con toppe colorate e decorazioni all’uncinetto. Tutto ciò che mamma mi avrebbe consigliato, o da cui avrebbe preso ispirazione per per cucirmi qualcosa.

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A cena le paillette devono aver accecato le capacità di giudizio dei miei commensali, che alla mia richiesta di commenti sull'outfit hanno espresso strani apprezzamenti. L’unico che non è riuscito a trattenersi è stato il mio fidanzato, che prima di uscire mi ha chiesto: “Quel maglione l’hai rubato alla catechista?" Non aveva tutti i torti, ma a mia mamma piacciono i look innocenti, casti e molto molto colorati.

RELAZIONI

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I consigli di buona condotta con i parenti sono un altro grande classico della categoria. “Hai fatto gli auguri per l'onomastico a tuo cugino?,” “Hai chiamato la nonna?,” “Ti sei ricordata che oggi è [ricorrenza di discutibile valore] di [parente di terzo grado con cui non hai mai parlato se non a un matrimonio tre anni fa, quando dopo averti riconosciuta si è stupito fossi diventata-proprio-una-signorina]?”

Ecco. Mi sono impegnata a fare anche questo—ed è stata una delle cose più difficili. Ho rintracciato compleanni, composto numeri fissi trovati sulle pagine bianche e cercato le migliori gif con cui complimentarmi per l'anniversario di un diploma. Ero una specie di call center dei buoni sentimenti, ma non mi è dispiaciuto affatto.

Un giorno, presa dalla smania, ho persino chiamato mia zia per ringraziarla "del bellissimo regalo che mi hai fatto a Natale." Il regalo non è mai esistito, ma non biasimerò di certo mia zia per essersi dimenticato di qualcosa che (non) è avvenuto mesi prima. Anche perché, come coi consigli materni, dire grazie è un ottimo esercizio. Magari non te ne fai niente, magari ti fanno gorgogliare continuamente la pancia, ma a volte ti sorprendi a contemplare delle mutande stirate disposte per colore e avverti uno strano senso di pace.

Le madri hanno davvero ragione, a volte.

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