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Spendere soldi pubblici per restaurare la scritta DUX: lo stiamo facendo bene

Il comune di Villa Santa Maria, in provincia di Chieti, ha utilizzato soldi pubblici per restaurare una scritta fascista sul fianco di una montagna.

di Niccolò Carradori
30 luglio 2019, 11:52am

Foto per gentile concessione di Mauro Carbonetta.

Da qualche giorno gli abitanti del comune abruzzese di Villa Santa Maria, in provincia di Chieti, possono passeggiare per il paese godendosi la vista di una gigantesca scritta inneggiante al Duce, incastonata su un costone di roccia che li sovrasta. Restaurata e resa ben visibile grazie—sostiene il comitato contrario alla sua presenza—ai soldi della pubblica amministrazione.

Qualche anno fa il comune ha appaltato a una società sportiva la realizzazione di itinerari di arrampicata sul fianco della roccia Penna, con annessi lavori di manutenzione, al fine di promuovere "lo sviluppo di un turismo sportivo a basso impatto ambientale e con un alto valore educativo e formativo." Solo che quando i lavori sono finiti si è scoperto che all'interno del progetto era compreso anche il restauro della scritta "DUX", risalente agli anni Quaranta, e incisa proprio sulla sommità della parete.

Il tempo e l'usura ambientale l'avevano resa completamente invisibile, e da decenni gli abitanti di Villa Santa Maria si erano dimenticati della sua esistenza. Le motivazioni che hanno spinto il sindaco Giuseppe Finamore (che dichiara di essere un "moderato di centro") a promuovere questa iniziativa non sono ancora del tutto comprensibili: in un'intervista ha dichiarato che il restauro era parte integrante dei lavori sui percorsi di arrampicata, ma non si capisce bene come le due cose siano collegate. Soprattutto se si pensa alla dicitura "alto valore educativo e formativo" del contratto di appalto.

Alcuni cittadini di Villa Santa Maria, inorriditi, hanno dato il via a una raccolta firme per far cancellare la scritta, e sabato il deputato abruzzese del PD Camillo D'Alessandro ha depositato un'interrogazione parlamentare per chiedere al Ministro dell'Interno Salvini di intervenire per rimuoverla.

Il sindaco, però, non ha preso molto bene le critiche e le richieste di occultare la scritta. "Quell'incisione," riporta una sua dichiarazione su Repubblica, "è sempre stata lì. A fine anni Novanta era sta coperta dalla polvere dei lavori di messa in sicurezza del costone, costati 3 miliardi e mezzo di lire, ma le piogge acide l'avevano già in parte ripulita. Noi abbiamo un progetto di valorizzazione turistica per realizzare 52 vie di risalita per arrampicata su quella parete: dovevano essere ripuliti i cespugli, i rami ed è stata ripulita anche la scritta." Fra le ragioni enunciate, poi, ce n'è anche una di matrice turistica: "se serve da attrattiva per far venire gente nel mio paese, va benissimo."

Per capire meglio come stanno le cose, quindi, ho contattato Mauro Carbonetta, ex consigliere comunale di Villa Santa Maria e co-promotore della raccolta firme. "Conosco da tempo il sindaco, e credo che non si sia reso conto della gravità. 'DUX' inciso sulla parete non rappresenta un'opera d'arte o un reperto storico, è semplicemente una scritta di propaganda fascista. E per quanto mi riguarda qui si sta parlando di un argomento che può addirittura scivolare nell'apologia. Da decenni quella scritta era invisibile, e nessuna amministrazione si era mai sognata di toccarla. Quando l'altro giorno, passeggiando, me la sono trovata davanti sono rimasto allibito."

"Inoltre qui," continua Carbonetta riferendosi alla rilevazione del sindaco sui possibili arrivi di turisti, "parliamo solo di un certo tipo di turismo, quello fascista. Chi viene a vedere la scritta DUX, se non dei nostalgici? Sono stato contestato quando ho detto che rischiamo di diventare una piccola Predappio d'Abruzzo, ma ero serio."

Quando gli chiedo com'è stata vissuta la vicenda in paese la voce di Carbonetta si fa più rassegnata: "il nostro è un paese che ha una tradizione di antifascismo, ma le cose secondo me stanno un po' cambiando. C'è una certa aria di 'accettazione' della cosa, come se non avesse importanza o fosse comunque qualcosa di passabile. E credo che dipenda da questa 'onda salviniana' che si respira in tutto il paese."

Sminuire la gravità di una scritta fascista riesumata con soldi pubblici—e per motivazioni che per ora appaiono al limite dell'assurdo, se davvero si tratta di valorizzazione di un'area per lo sport e risvolti positivi per il turismo—o difendere questa scelta non sono azioni granché sensate, ma per i tempi attuali, forse non sono nemmeno così inaspettate.

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