"Gucci Ski Mask" è la nascita di un nuovo Lazza

Sapevamo già che Lazza era il re delle punchline, ma ora in lui è cambiato qualcosa e non è un caso che sul suo nuovo singolo ci sia Guè Pequeno.
Elia Alovisi
Italy
11.1.19
lazza gucci ski mask

Zzala non era questa roba qua. Zzala era un pianoforte. Era "Ehi, tu non sai che cosa ho visto", uno dei più grandi topos del rap, avvitato sulla figura di un padre scavato dalla vita. I trucioli che uscivano mentre questa vite di significato penetrava nel legno del testo erano puro rap, nato da una presa di coscienza del proprio magma emotivo: "Non mi sono aperto, ho parlato degli altri / Non ho mai parlato di me / È che non volevo spaventarvi". E poi una martellata, su quella vite: "Ora sono Zzala, figlio di puttana", e il drop.

Restiamo in metafora: se il suo rap fosse legno, lungo il corso del suo ultimo album, Lazza ci operava sopra sia con il cacciavite che con il martello. Ogni tanto ci ficcava pezzetti appuntiti di vita , ogni tanto invece lo prendeva a mazzate con punchline da sgarbato. Alternava clangori e melodie, quelle che ha poi sviluppato lungo il corso degli ultimi mesi in singoli come "Diablo" e "Porto Cervo".

Ecco, "Gucci Ski Mask" è un'altra roba. È la nascita di un nuovo Lazza, conscio non più solo delle strutture emotive che lo governano (e capace di esprimerle con forza) ma anche dello status che ha raggiunto con la sua arte. È un pezzo che trasuda confidenza, ma non quella che viene data per scontata come base su cui costruire una carriera da rapper: quella ineffabile che segna il passaggio da "braggo perché si fa così" a "braggo perché ha senso". Un esempio statunitense: i Migos, prima e dopo "Bad and Boujee". Un esempio italiano: Guè Pequeno, prima e dopo "Il ragazzo d'oro".

lazza gucci ski mask copertina

Quavo, Takeoff e Offset sono un buon riferimento sonoro per inquadrare "Gucci Ski Mask" e non a caso vengono tirati in ballo da Guè, che rimando "Migos" con "Digos" omaggia inavvertitamente la stessa accoppiata ancora inedita tirata fuori da Massimo Pericolo in "7 Miliardi". La presenza di Guè sa di riconoscimento tra zarri, di fratellanza testuale, di equilibrio creativo. Se fossero boxer che si sfidano a punchline finirebbero entrambi al tappeto esanimi, i loro corpi appoggiati l'uno all'altro, sfiancati e felici per aver trovato un avversario al loro stesso livello.

Lazza fa sorridere ("Fra' se vuoi vendere i dischi / Puoi farti assumere alla Mondadori, così vendi il mio"), unisce il gelo della solitudine a quello sui polsi ("Zzala stai esagerando / Sì lo so che prima ero da solo stavo seduto là fuori da quel bar gelando / Ora sto Margielando"), ti fa dire "AAAH L'HO CAPITA" con giochetti testuali ("Baby non voglio che piangi, lo so / Ma ho le donne che soffrono, con l'apostrofo"). Guè fa quello che sa meglio fare: bosseggia sulla traccia con una naturalezza invidiabile e ci regala un'entrata memorabile, esagerata il giusto da non deludere anche l'ascoltatore più abituato a sentirlo parlare di soldi e scopate.

Nelle storie che ha pubblicato su Instagram negli ultimi giorni Lazza si è preso diverso spazio e tempo per parlare ai suoi fan: l'impressione, a leggere le sue parole, è che si stia dichiarando pronto ad alzare il livello della sua opera e del rap italiano tutto. Ecco: "Gucci Ski Mask" è un ottimo persuasivo.

Elia è su Instagram: @lvslei.

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