Pubblicità
Droga

Cosa succederebbe se cocaina, ecstasy e crystal meth venissero legalizzate

Sta già accadendo con la cannabis. Ma come si potrebbe gestire la vendita legale di sostanze stimolanti?

di Emily Goddard
03 dicembre 2018, 5:00am

Foto via VICE

Gli stimolanti sono di nuovo di moda. In Gran Bretagna, la gente consuma più MDMA e cocaina oggi che dieci anni fa. Queste due sostanze sono citate nella Crime Survey for England and Wales del 2017/18 come la causa dell'aumento, negli ultimi sei anni, del 17 percento del consumo di stupefacenti tra gli adulti, e di oltre il 35 percento tra i ragazzi dai 16 ai 24 anni.

Considerato che la purezza della cocaina è ai massimi storici (recenti) e che i prezzi sono rimasti stabili, l'aumento del consumo non dovrebbe sorprendere, e nemmeno il fatto che rimanga lo stimolante più diffuso tra le sostanze illegali. Conseguentemente, i ricoveri in ospedale per abuso di cocaina e le morti correlate sono in aumento.

Ma cosa succederebbe se cocaina, crack, MDMA, crystal meth e speed fossero legalizzate? Diventerebbero più sicure?

Steve Rolles, policy analyst presso la Transform Drug Policy Foundation, ne è convinto. Da tempo sta lavorando a un libro in cui offre delle linee guida sulla regolamentazione delle sostanze stimolanti (ne aveva già scritto uno sulla cannabis che è stato usato dai governi di Canada e Uruguay per delineare le proprie politiche di legalizzazione). Abbiamo parlato con Steve Rolles per capire come potrebbe funzionare questo modello.

1543576540875-Screen-Shot-2018-11-30-at-111520
Foto via VICE

VICE: Legalizzare la cannabis è una cosa, ma legalizzare le sostanze stimolanti è tutta un'altra storia, giusto?
Steve Rolles:
Droghe diverse sono associate a rischi diversi, e dietro la regolamentazione c'è l'idea di ridurre e gestire i rischi, quindi gli strumenti di legalizzazione saranno vari. All'interno della categoria degli stimolanti ci sono tantissimi prodotti diversi, e quindi tantissimi rischi di diversa natura. Serviranno modelli diversi per stabilire i prezzi, la purezza delle sostanze, il packaging, i venditori e il marketing, ma principi e obiettivi saranno gli stessi.

Dove si acquisterebbero queste sostanze se fossero legali?
Preferisco non generalizzare su questo punto, perché non credo che sarebbe possibile vendere cocaina e anfetamine allo stesso modo. All'estremo più rigido dello spettro, per esempio per quanto riguarda metanfetamine e stimolanti da iniettare, sarebbe richiesta una prescrizione, come accade per il metadone. Per cocaina e MDMA, forse si potrebbe pensare a un posto più simile a una farmacia. Servirebbe un modello di vendita al dettaglio, ma sarebbe strettamente regolamentato e sotto la guida di medici professionisti, che avrebbero il compito di gestire la vendita in base a diversi requisiti, come l'età, e nel rispetto di determinate quantità. Ovviamente, non potrebbero vendere a persone che sono già sotto l'effetto di altre sostanze.

Cocaina e MDMA, così come altri stimolanti meno intensi come la dexanfetamina, potrebbero essere disponibili anche in alcuni luoghi autorizzati, come pub e coffee shop, dove i clienti comprano prodotti da consumare in loco. Per prodotti come il tè alle foglie di coca e drink energetici a base di caffeina come la Red Bull non servono particolari controlli, ma potranno essere venduti al supermercato, come accade già ora.

E il crack? Diventerebbe legale? Nel caso non lo fosse, la gente lo farebbe comunque?
Dal momento in cui rendi disponibile la cocaina, anche il crack diventa immediatamente accessibile, perché lo puoi cucinare rapidamente. Ma ovviamente è una cosa che vogliamo scoraggiare, quindi non suggerirei la vendita di crack. La persona che vende la cocaina, però, potrebbe offrire consulenza sull'utilizzo e la riduzione del danno.

E la crystal meth, legalizzeresti anche questa?
La crystal meth non è poi così diversa dalle classiche anfetamine da club. La differenza è che dura più a lungo, è più potente e più semplice da fumare. Trovo che sia stata eccessivamente demonizzata, in modo non proporzionale al suo effetto farmacologico. In termini di regolamentazione, non venderemmo metanfetamine da iniettare, ma preparati a lento rilascio, da assumere per via orale, magari anche in farmacia. Lo scopo è avvicinare le persone alla preparazione sicura delle droghe.

Secondo te, la cocaina legale scoraggerà quelli che la sniffano di nascosto nei bagni per il gusto di farlo? La legalizzazione potrebbe privarla di ogni potere di attrazione?
Capisco quello che vuoi dire. La cultura sicuramente cambierebbe se potessi acquistare la cocaina come un farmaco, ma è positivo, è esattamente questo il punto della legalizzazione. Forse avremmo nostalgia dei vecchi tempi in cui eravamo obbligati a comprare cocaina scadente, tagliata col Nesquik. Ma non penso che la gente si dispererebbe.

Speed legale significherà più purezza e quindi più divertimento?
Potrebbe succedere, sì. L'assunzione sotto forma di pillola potrebbe prolungare l'effetto, ma eliminerebbe la scossa iniziale di quando sniffi.

Chi beneficerebbe dei guadagni della vendita?
Sarebbe gestita come un qualsiasi business legale. Ci sarebbero profitti per i produttori, i fornitori e i rivenditori, e il governo beneficerebbe di maggiore gettito fiscale. Va detto, tra l'altro, che sostanze come cocaina, anfetamine e metanfetamine sono già legali in ambito medico. Tutti sanno come vengono utilizzate nell'ambiente clinico, e quindi il mercato non sarebbe che una versione amplificata di questo.

Cosa succederebbe ai prezzi? Acquistare cocaina sarebbe più economico di ora?
Noi suggeriamo che i prezzi di cocaina e delle sostanze simili restino invariati rispetto a quelli che si trovano ora sul mercato illegale. Cambiare il prezzo in modo drastico non è consigliabile. Se dimezzasse, potremmo assistere a picchi inauditi di acquisto e consumo. Allo stesso tempo, se il prezzo dovesse duplicare, la gente continuerebbe ad acquistare dai propri spacciatori, ignorando l'opzione del mercato legale.

Come si sconfigge l'economia sotterranea? Pensi che questo avrebbe conseguenze sulla criminalità?
Gradualmente, la gente passerebbe dal mercato illegale a quello legale. Idealmente, circa l'80 o 90 percento dei clienti potrebbero acquistare sostanze in modo legale, riducendo drasticamente la dimensione del mercato nero. Il mercato illegale oggi crea profitti che alimentano la criminalità organizzata ed è causa di estorsioni e corruzione in tutto il mondo. Le decisioni di regolamentazione nel Regno Unito potrebbero avere ripercussioni in Africa Occidentale, nella zona dei Caraibi, in Messico, Colombia e Peru, dove il mercato di droghe alimenta da decenni instabilità politica e violenza. Se riuscissimo a ridurre questi fenomeni, i tassi di criminalità calerebbero e toglieremo potere ai gruppi [criminali] organizzati.

Le morti per cocaina e anfetamine sono in crescita. Non pensi che la legalizzazione possa aggravare il bilancio?
La legalizzazione ti permetterebbe di sapere sempre, con certezza, quello che prendi. Il prodotto legale avrebbe un foglietto illustrativo chiaro che spiega il contenuto, l'intensità, gli effetti e i dosaggi consigliati. In passato avevamo il problema che le droghe erano tagliate con schifezze sconosciute, e oggi che spesso le sostanze sono molto più forti di quanto crede l'utente medio. Se cerchi una pasticca di MDMA da 100mg ma ti ritrovi con pillole da 250 o 300mg e ne ingerisci più di una, il rischio di morte si alza considerevolmente. Se ci pensi, quando compri dell'innocente paracetamolo hai un foglietto illustrativo con tutte le informazioni necessarie, mentre quando compri della cocaina in strada nessuno ti spiega cosa c'è dentro quella busta. E la conoscenza è potere.

Morte e sfruttamento fanno parte dell'industria di produzione della cocaina. Può esistere una coca legale, senza un mercato equo e controllato di produzione di cocaina?
La cocaina non è un prodotto etico per la natura stessa della sua produzione: è un disastro per l'ambiente, alimenta la criminalità, i conflitti e l'instabilità, assicurando potere ai gruppi criminali. Tuttavia, non possiamo penalizzare gli utenti, ma dobbiamo ricordarci che la tutela della sicurezza del mercato è responsabilità dei governi e dei politici. Ora non abbiamo la possibilità di comprare cocaina prodotta in modo etico, ma se diventasse legale magari succederà. Fino a quando ci saranno i Pablo Escobar a dettare legge sul mercato, però, ovviamente no.

Ma pensi che a livello culturale saremo in grado di gestire questa responsabilità, mentre già con l'alcol, che è legale, abbiamo così tanti problemi?
La nostra responsabilità è gestire la vita reale, e nella vita reale migliaia di giovani fanno uso di sostanze stimolanti. È ormai chiaro che i rischi che le persone corrono quando fanno uso di droghe sono maggiori proprio perché le sostanze sono acquistate in modo illegale. Se la regolamentazione può ridurre o gestire parte di questi rischi, è la cosa giusta da fare. L'alcol viene presentato ai ragazzi e ai bambini attraverso gli sponsor nella Premier League: non vogliamo certamente ripetere questo errore. Dobbiamo essere in grado di rendere disponibili queste sostanze senza promuoverne l'utilizzo. Poi potremo reinvestire i profitti per fare educazione sui rischi collegati all'uso di droga e per offrire ai giovani alternative di intrattenimento migliori.

Oggi alcune ricerche hanno identificato gli effetti terapeutici di alcuni stimolanti, per esempio l’MDMA, su patologie come il PTSD. La legalizzazione potrebbe aiutare la ricerca?
Molti stimolanti sono già medicinali legali, ma è difficile fare ricerca sull’MDMA perché è a tutti gli effetti considerata una droga e quindi ci vuole un permesso apposito. Comunque i risultati per ora sono promettenti. Se venisse riconsiderata la questione, e si eliminasse lo stigma, questo sicuramente potrebbe aiutare la ricerca. Spero davvero che il libro ci aiuti a pensare a una riforma—penso che dovremmo occuparcene con urgenza, a livello di dibattito pubblico. Sarà dura a causa di tutti i pregiudizi, molto più grandi che sulla cannabis, ma da qualche parte dobbiamo partire.

Grazie, Steve.

Qui puoi offrire il tuo supporto al libro di Steve.

Segui Emily su Twitter.