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Libere associazioni tra i personaggi del mondo Sci-Fi e i politici italiani

Scusateci, ma la situazione è talmente tragica che ci tocca sdrammatizzare.

di Diego De Angelis
16 febbraio 2018, 11:35am

Qualora fossero indistinguibili, a sinistra il barone degli Harkonnen, a destra Silvio Berlusconi.

Mancano pochi giorni alle elezioni che potrebbero cambiare per sempre questo paese. O potrebbero non cambiarlo nemmeno per una virgola. Tuttavia, c’è chi va in giro a dirci che quelle del 4 Marzo sono tra le più importanti di sempre, per una serie di motivi. Comunque sia, questo non vuole essere un articolo di analisi politiche, o di suggerimenti al voto. O forse sì?

Se siete indecisi su chi votare e siete appassionati di fantascienza al cinema e dintorni, allora ci piacerebbe proporvi questo gioco molto informale e decisamente poco scientifico. Abbiamo notato che ogni politicante o partito ha un suo equivalente di fantascienza. Probabilmente sotto effetti di acidi sarei riuscito a trovarvi delle similitudini più brillanti, ma ho scritto tutto da sobrio e dovrete accontentarvi.

Di queste elezioni mi piace pensare che Potere al Popolo si meriti il ruolo della ribellione in Guerre Stellari. Sarà per la parola resistenza che le due compagini hanno in comune. L’Impero, in Guerre Stellari, domina la Galassia e i ribelli vengono spesso definiti come la resistenza. Quelli di PuP fanno una resistenza anti-qualcosa: sono antifascisti, antitav, anticapitalisti, antitap. I giovani elettori di PuP hanno la testa piena dei vecchi eroi del pantheon rosso (i vari Che Guevara, Peppino Impastato e così via), come i ribelli credono nel mito della forza e dell’antico cavalierato jedi. E come la ribellione ai tempi della trilogia di George Lucas, i sondaggi non vedono benissimo PuP da un punto di vista di percentuali. Per concludere, così come la Ribellione di Star Wars è un’alleanza di varie entità resistenti, lo è pure quella di PaP: ci sono di mezzo Rifondazione Comunista e tanti centri sociali, i sindacalisti tipo i Cobas, un po' di tutto.

A sinistra, la Ribellione di Star Wars. A destra, Potere al Popolo.

Mi sarebbe piaciuto inserire nella ribellione anche quelli di Liberi e Uguali, solo per poter dire che Beppe Civati è proprio quello che ci ha già fatto notare Hipster Democratici qualche giorno fa, cioè Luke Skywalker. Nel lontano 2010 ce lo diceva già l’Espresso , ma la somiglianza ad oggi è (purtroppo) solo fisica. Ma a questo punto dovremmo trovare una posizione anche per Massimo D’Alema. No, col cavolo dargli dell’Obi-Wan Kenobi. Idee?

Infine è doveroso concedere il posto di Principessa Leia a Emma Bonino. Un po’ come il personaggio interpretato dalla compianta Carrie Fisher, Emma Bonino fin dai primi anni coi Radicali ha dimostrato di essere una personalità forte, e un modello per tutte quelle donne che vivono quotidianamente in un mondo, quello della politica italiana, dominato dai maschi.

L’altro giorno stavo riguardando il Dune di Lynch e mi sono reso conto che il barone degli Harkonnen è molto simile al nostro Berlusconi, soprattutto quello degli ultimi anni. Nel film, il barone Vladimir è tenuto in piedi da una equipe di medici ed è adorato da una schiera di lacchè. Lo vediamo mentre si fa curare orripilanti pustole sul viso, e penso di essermi immaginato una scena molto simile in qualche ricca casa di cura milanese, ma con i lifting facciali.

Qualcuno ha scritto che le atmosfere de La Cosa di John Carpenter fossero una metafora della vita nei giorni della reagonomics, ma a noi piace pensare che quel senso di claustrofobia e di inconsapevole colpa siano le stesse dell’elettorato medio di Forza Italia. Quando si discute di elezioni per i bar e le piazze, o anche solo seguendo i sondaggi, pare sempre che nessuno debba votare il partito fondato da Silvio. Non sia mai. Eppure, come nel film la creatura esplode nel corpo dell’inconsapevole ospite, allora l’istinto di votare FI a quanto apre prende il sopravvento nel momento in cui si stringe la matita in mano e la carta elettorale. Forse avremmo bisogno anche noi di Kurt Russell, di guarda fuori i seggi elettorali, con un lanciafiamme tra le braccia.

Se ci pensate bene potremmo trovare un’affinità tra Matteo Renzi e il direttore del Jurassic Park, John Hammond. Entrambi vogliono farti divertire. Si circondano di scienziati, anzi, della scienza se ne fanno quasi condottieri, al punto tale da voler far convergere l’intero percorso evolutivo tecnologico nelle loro aspirazioni. “Vota la scienza, scegli il PD”, e se ci ricorderemo di questo anno di legislatura fra un secolo sarà per la lotta alla fake news e all’anti-vax. E poi l’Italia, nel cuore di Renzi, poteva essere un bellissimo parco giochi, per grandi ma soprattutto per i piccini. A differenza di Hammond, il parco giochi di Renzi ha una fissa per il cibo. E allora c’è l’Expo a Milano, o il FICO a Bologna.

John Hammond e Matteo Renzi. In questo caso l'affinità è più che altro caratteriale.

Sia Renzi che Hammond hanno quel caratteri da “so tutto io” , l’atteggiamento aperto e cordiale da riformisti ed europeisti (Hammond non lo dice mai ma insomma, si percepisce).

Non c’è nessun rischio che la storia dell’Italia di Renzi si concluda con un’invasione di dinosauri, punizione quasi divina nei confronti di chi ha voluto fare della natura un giochetto scientifico. Non spunteranno dinosauri dalle gallerie abbandonate dell’Expo o dalle fattorie costruite dentro il FICO, vero Matteo?

Verso l’estrema sinistra, il comportamento — ma anche qualche espressione facciale — di Marco Rizzo, leader del Partito Comunista, ricorda vagamente quello del Robocop di Paul Verohoeven. Rizzo si presenta in molti programmi televisivi con un atteggiamento severo, parole secche e dure. Nel film il poliziotto della Detroit del futuro è un difensore della giustizia, Rizzocop è il difensore della giustizia del proletariato.

Il comportamento della Lega di Salvini è patriottico, ma pure caciarone, sgraziato. E’ di qualche giorno fa il proclama politico dell’esigenza di un ritorno alla leva obbligatoria, tanto per dirne una. E ovviamente c’è quel prima gli italiani che, vabbè, è in realtà il leitmotiv di anche tutti i partiti di destra.

L’atteggiamento dei neo-patrioti leghisti è molto simile a quello della Meloni e di Fratelli d’Italia. La Salvini-Meloni ha il sapore di quelle coppie che leggono poco, causa scenate tipo questa. Per questo fanno venire in mente i pompieri di Farhehneit 451, nel Cinema i bruciatori per eccellenza dei libri.

Il fascino del male in Italia non esiste, gruppi come Forza Nuova o Casapound hanno molte divergenze, ma anche tante affinità. Dicevo che il fascino del male non esiste perché reputare affascinanti questi due gruppi estremisti sarebbe un insulto nei confronti del male. Un film che ci ricorda quel tipo di atteggiamento patetico e dal sottofondo nazionalsocialista è quello dell’establishment militare di Starship Troopers. Un gruppo di vecchi e rincoglioniti militaristi, che si veste come le SS, che elargisce inni sulla guerra, celebrazione della violenza tra razze (noi vs arabi is the new noi vs aracnidi), violenza e sangue, fiumi di sangue, e dove gli eroi sono belli, italici e gli altri mostri orrendi.

Casapound e Starship Troopers, uniti nella goffaggine.

Quello che è evidente a tutti i sani di mente è che quando si riuniscono tendono alle urla o altri comporatmenti filobarbari. Il motivo per il quale li rivedo molto bene in alcuni gruppi più o meno noti della cinematografia distopica. Sotto certi aspetti vestono bene le istanze cafone, violente e tutto cuore dei figli di guerra di Mad Max - Fury Road.

E per il Movimento Cinque Stelle? Per quanto mi riguarda per loro ho sempre avuto in mente la controparte di finzione, da prima che cominciassimo questo gioco. Con un piccolo strappo alla regola allontaniamoci dalla sci-fi per entrare nel fantasy, e precisamente nel rifacimento televisivo delle opere di George R. R. Martin. Sì, parlo di Game of Thrones e precisamente degli affiliati al Culto dei sette Dei. Un gruppo che viene dal popolo delle strade di periferia, fatto di gente qualunque, a volte vendicativo e tutto cuore e pancia. Gli adepti al Culto sono perlopiù popolani e contadini e si fanno chiamare passeri, che un modo di definirsi molto umile, dandosi il nome di un animale comune e un po’ anonimo. Passeri, grillini, che differenza fa?

Compiono una vera e propria sommossa politica ad Approdo del Re, con lo scopo di ripulire il sistema politico del regno dalla corruzione e dallo spreco. Vi ricordate quella famosa frase, “Apriremo il Parlamento come una scatoletta di tonno?” Ecco.