Cosa sappiamo del gigantesco furto all'exchange italiano BitGrail

L'unica cosa certa è che sono spariti 17 milioni di token della criptovaluta Nano.
13.2.18
Immagine: Shutterstock. Composizione: Federico Nejrotti

La piattaforma di scambio italiana di cirptovalute BitGrail ha denunciato un furto da 17 milioni di token della criptovaluta Nano (per un valore che si dovrebbe aggirare tra i 170/195milioni di dollari). Al momento del furto, i token di Nano valevano circa 11,5 dollari, dopo la diffusione della notizia, il loro valore è sceso fino a 8,25 dollari. Il furto sarebbe stata perpetrato attraverso un attacco hacker.

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Sabato scorso, BitGrail ha pubblicato sul proprio sito una nota in cui spiega che, "da controlli di verifica interna di congruità delle operazioni di prelievo, sono emerse delle transazioni non autorizzate che hanno portato ad un ammanco di n. 17 Mln di Nano c.a. costituenti parte dei portafogli gestiti da Bitgrail S.r.l."

La piattaforma ha presentato denuncia alle autorità e sono in corso indagini di polizia. Secondo quanto riportato, le altre valute depositate sull'exchange non sono state interessate dal furto, ma le funzionalità del sito sono state sospese in via cautelare.

BitGrail è una Srl che si occupa di Webcoin Solution. Ha sede a Firenze ed è stata fondata da Francesco Firano, di 31 anni. Nano, invece, è una criptovaluta che si trova al 23esimo posto per capitalizzazione di mercato nella classifica di Coinmarketcap. La sua particolarità è l'architettura block-lattice che consente a ogni utente di avere la propria blockchain e aggiornarla senza sincronizzarsi con il resto della rete. Il team di Nano ha smentito l'ipotesi che la perdita sia dovuta a un problema nel protocollo Nano, incolpando invece Bitgrail per l'accaduto, come si legge nel loro comunicato. Secondo gli sviluppatori, Firano ha ingannato la comunità riguardo la solvibilità di Bitgrail.

Il team dietro la criptovaluta ha dichiarato di aver fornito alle autorità screenshot, chat log e blockchain entry riguardanti l'accaduto e di aver anche pubblicato una copia di una conversazione in cui l'amministratore di BitGrail suggerirebbe a Nano di nascondere le perdite. Le accuse sono state smentite da Firano, che ha dichiarato di aver chiesto al contrario un'operazione di fork per risanare le perdite. Firano ha spiegato al Sole 24 Ore che dopo aver scoperto l'ammanco, BitGrail ha contattato lo sviluppatore di Nano per segnalare il problema e sottolineare delle incongruenze nel loro software che non permettevano di capire quando fosse avvenuto il furto.

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Firano, sempre al Sole 24 Ore, ha lamentato una ”situazione abbastanza paradossale” scatenata dal comunicato ufficiale di Nano, raccontando che il suo account Twitter è stato preso di mira — così come anche su Reddit e su Bitcointalk. Inoltre, qualcuno avrebbe diffuso online l'indirizzo di casa sua e inviatogli minacce di morte.

In caso di ulteriori sviluppi della situazione, questo articolo sarà aggiornato.

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