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Fiat e Starbucks devono restituire 30 milioni di tasse non pagate a Olanda e Lussemburgo

Una sentenza della Commissione Europea ha ordinato ai due paesi europei di recuperare milioni di euro di tasse da Starbucks e Fiat. Anche Apple e Amazon sono sotto inchiesta.

di VICE News
21 ottobre 2015, 12:40pm

Foto di Jason Hargrove

Starbucks e Fiat rischiano di dover restituire fino a 30 milioni di euro di tasse alle autorità fiscali di Olanda e Lussemburgo.

Attraverso una sentenza, la Commissione Europea ha affermato che i due paesi avrebbero concesso "vantaggi fiscali selettivi" alle due multinazionali in violazione delle leggi dell'Unione Europea sugli aiuti di stato.

Si pensa che questa sentenza sia un primo passo nella lotta contro l'elusione fiscale, dopo che la Commissione ha annunciato a giugno un piano di riforma delle imposte sui redditi delle società.

A conclusione delle indagini, mercoledì la Commissione Europea ha annunciato a Bruxelles che l'Olanda dovrà recuperare dai 20 ai 30 milioni di euro da Starbucks, mentre il Lussemburgo dovrà recuperare una cifra analoga da Fiat. Il recupero dovrà avvenire "per rimuovere la concorrenza sleale che è stata concessa alle compagnie e per reinstaurare un trattamento equo con altre società in situazioni simili."

Sia gli stati che le compagnie coinvolte non hanno concordato con la decisione della Commissione, e Starbucks ha detto che farà ricorso contro la sentenza.

"Starbucks, così come il governo olandese, ritiene che ci possano essere degli errori nella sentenza, e abbiamo intenzione di presentare ricorso, visto che abbiamo rispettato le regole olandesi e dell'OCSE," ha detto un portavoce.

"Il Lussemburgo non è d'accordo con le conclusioni della Commissione sul caso Fiat," ha detto invece il ministro delle finanze del paese.

Secondo la Commissione, un cosiddetto tax ruling emesso dalle autorità fiscali avrebbe abbassato artificialmente le tasse pagate dalle compagnie. I tax ruling - "lettere scritte dalle autorità fiscali per dare chiarezza alle compagnie sul calcolo delle tasse dovute, o sull'uso di particolari regole sulla tassazione" -sono legali, ma si ritiene che queste due lettere in particolare non siano conformi alle leggi UE.

Margrethe Vestager, Commissario Europeo per la Concorrenza, spera che la decisione mandi un messaggio ai governi dell'UE e alle società: "I tax ruling che riducono artificialmente le tasse che una compagnia deve pagare non sono in linea con le regole UE sugli aiuti di stato. Sono illegali."

Le indagini nei confronti di Starbucks e Fiat sono iniziate a giugno 2014. La Commissione ha anche sollevato preoccupazioni su un tax ruling per Apple in Irlanda e per Amazon in Lussemburgo, oltre a una strategia [di elusione] fiscale in Belgio.

In una dichiarazione resa al lancio dell'indagine su Amazon, l'ex vice presidente della Commissione Europea ed ex Commissario per la concorrenza Joaquin Almunia ha detto: "Le autorità nazionali non possono permettere che alcune compagnie sottostimino i loro redditi tassabili usando dei metodi di calcolo favorevoli. È giusto che le multinazionali paghino le tasse dovute e che non ricevano un trattamento preferenziale che potrebbe equivalere a sussidi nasconti."

Meno di due settimane fa è stato rivelato che Facebook ha pagato solamente 5.889 euro di tasse nel Regno Unito nel 2014—meno di quanto abbia pagato il lavoratore britannico medio.

Leggi anche: Nel Regno Unito, Facebook ha pagato meno tasse del lavoratore medio

Foto via Flickr