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Ho provato il metodo di risparmio per andare in pensione a 40 anni

Significa non mangiare mai fuori casa, non concedersi nemmeno una birra dopo l'ufficio e prendere sempre i mezzi pubblici.
DE
illustrazioni di Dan Evans
GF
traduzione di Giulia Fornetti
28.2.19
fire movement Financial Independence Retire Early
Illustrazione di Dan Evans

Come qualsiasi altra persona al mondo, con i propositi del nuovo anno non sono mai stato bravo. Sono passati due mesi, mi ubriaco sempre troppo spesso e non so nemmeno più come si faccia uno squat. Nulla è cambiato; ma verso la fine del 2018 ho deciso che quest'anno avrei trovato una nuova missione impossibile. Ultimamente, la mia vaga nevrosi finanziaria si stava trasformando in vera e propria ansia da indipendenza economica.

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Così, ho deciso di iniziare a risparmiare. E per farlo, ho scelto il metodo più drastico di tutti.

Il movimento "FIRE" [che sta per Financial Independence, Retire Early: Indipendenza finanziaria, pensione anticipata] è stato fondato in America negli anni Novanta. I suoi adepti cercano di risparmiare il 50 percento o più del loro stipendio ogni mese, con lo scopo di mettere da parte un gruzzolo abbastanza consistente per fare degli investimenti, lasciare il lavoro e vivere con gli interessi e i dividendi su quel capitale. Molti, poi, non smettono di lavorare del tutto una volta raggiunto l'obiettivo, ma usano gli investimenti per lasciare il lavoro d'ufficio e seguire le proprie passioni.

Il mio reddito attuale è poco al di sotto della media londinese di 34.000 sterline [circa 39.600 euro]. Da questa base, se tolgo metà stipendio per risparmiarlo, l'affitto, le bollette e i servizi in abbonamento come Netflix e Spotify, mi restano 439 euro: circa 14 euro al giorno per mangiare, spostarmi e qualsiasi altra spesa.

Il primo giorno dell'anno mi sono giocato quasi tutto il budget della settimana in birre al market notturno in quelle ore confuse dopo la mezzanotte. Per compensare, ho passato il resto della settimana tra casa e ufficio, cercando di spendere il meno possibile e non facendo praticamente nulla. Il tempo diventa lunghissimo quando non hai nulla da fare. Cerco di passare le serate come quando ero studente: bevendo tè e ripromettendomi di iniziare a leggere un libro alla fine di ogni partita a Fifa.

Uno degli aspetti che più mi hanno incuriosito e avvicinato al movimento FIRE è che si oppone al consumismo. Molti blog sul tema sostengono che se solo ognuno di noi comprasse meno e smettesse di soddisfare ogni minimo desiderio di possedere cose, potremmo risparmiare di più e affrancarci dalla nostra routine quotidiana. Alcuni uniscono movimento FIRE e ambientalismo, convinti che se compri meno cose puoi risparmiare e fare del bene al pianeta. Lo stile di vita che ne risulta, però, è quasi stoico.

"Se credi che spendere soldi non porti necessariamente alla felicità duratura, allora tutto il resto ti verrà più facile," dice Barney Whiter, che gestisce il blog FIRE The Escape Artist.

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Sebbene abbia un approccio anti-consumistico, Barney dice che la sua inclinazione alla parsimonia è il risultato della sua esperienza d'infanzia. I suoi genitori avevano comprato una casa enorme, sobbarcandosi il mutuo massimo che potevano permettersi, ma quando è arrivata la recessione all'inizio degli anni Ottanta hanno dovuto improvvisamente e drasticamente ridurre le proprie spese per riuscire ad arrivare alla fine del mese. La velocità con cui la loro vita di agi si è trasformata in una vita di stenti ha colpito profondamente Barney, che quindi ha deciso di vivere tutta la sua età adulta in modo frugale. Oggi, a 48 anni, è economicamente indipendente da cinque anni, ovvero non ha più bisogno di lavorare.

Al telefono, gli racconto la mia situazione: ho 28 anni, non ho un mutuo, non ho abbastanza risparmi per l'anticipo di una casa (nemmeno ci vado vicino), e ho un debito universitario che vale più del mio reddito annuo. "Quando ho iniziato, mi sentivo esattamente come te," mi rassicura Barney. "Ti sembra di stare ai piedi dell'Everest e di non riuscire nemmeno a vederne la vetta, il trucco però è non farsi sopraffare e pensare che 'ogni piccolo passo mi porterà più vicino al traguardo'."

Così, stabilisco una nuova routine durante la settimana: prendo il bus per andare e tornare dall'ufficio (3,50 euro)—a volte torno correndo per risparmiarne la metà. Per pranzo, mi accontento delle offerte del supermercato, con pasti a 3,50 euro. Lo so, se mi preparassi il pranzo potrei risparmiare ancora di più, ma sinceramente non mi pare che tutto quello sforzo ai fornelli sia giustificato. Ogni settimana, io e la mia ragazza facciamo una spesa di 25-35 euro per cibo e provviste di base. Nel mio nuovo programma settimanale, cerco di risparmiare la metà del mio budget quotidiano per fare altro—ok, non di grande ispirazione, ma una buona base per costruire il mio impero di miseria.

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Illustrazione di Dan Evans

La versione romantica della mia vita modesta ed ecosostenibile lascerà ben presto spazio alla desolazione. Mentre in pausa pranzo divoro l'ennesimo panino al pollo, il settimo di fila, mi viene in mente un articolo che avevo letto su un parlamentare conservatore, Dominic Raab, che tutti i giorni lavorativi della sua vita ha mangiato la stessa baguette farcita per pranzo. Quando ho letto quell'articolo la prima volta, ricordo di aver pensato quanto fosse penosa quella sua scelta. E ora, eccomi qui: sono la sua copia spiccicata.

Dopo aver preso il controllo della mia alimentazione, questa morigeratezza forzata ha iniziato ad avere un impatto anche sulle mie relazioni. Le birre in settimana non sono più contemplate, e questo mi ha fatto riflettere su quanti dei miei amici io veda soltanto al pub. Con la mia ragazza, siamo passati dall'uscire a cena una o due volte a settimana a smettere del tutto di mangiare fuori. E questo non ha certo migliorato la nostra relazione, anzi lei mi ha fatto subito notare che stava spendendo più del solito per compensare la mia avarizia.

I primi tempi, è stato facile occupare i weekend con attività gratuite e musei aperti, ma dopo qualche settimana le idee hanno iniziato a scarseggiare. A un certo punto i musei e le mostre gratis finiscono, oppure diventano incredibilmente noiosi. Una volta, abbiamo passato tutto il sabato pomeriggio a scaricare app che ti regalano una pinta quando ti iscrivi, e un'app che promette un drink gratis al giorno, per poi scoprire che l'offerta era valida soltanto in posti tremendi e lontanissimi dalla civiltà. Risparmiare è stato soddisfacente, ma mi ha anche tolto tutti i piaceri della vita. E soprattutto, invece che placare la mia ansia da indipendenza economica, l'ha decisamente aggravata.

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"Smettevo di fare molte cose perché volevo tenere sotto controllo ogni centesimo," dice Huw Davies, creatore del blog Financially Free by 40. "All'inizio ho esagerato, eliminando così ogni piacere che avevo." Huw ammette che all'inizio ha avuto un approccio un po' estremo al risparmio, era talmente impaziente di lasciare un lavoro che odiava che avrebbe fatto qualsiasi cosa per riuscirci in fretta. Alla fine, è riuscito a trovare un buon equilibrio tra risparmio sensato e vita serena. Ha scelto di risparmiare sui prodotti ma di investire sulle esperienze. "Se ho la possibilità di fare un weekend fuori porta che mi permetterà di costruirmi dei bei ricordi, preferisco spendere i miei soldi in quello," mi spiega.

Nel mio primo mese di esperimento FIRE ho risparmiato circa 1.100 euro, ovvero un po' più della metà del mio stipendio mensile. Mi sono reso conto di quanti soldi spendo in cose inutili, e di quanto potrei risparmiare evitando di comprarle: vestiti, cibo e oggetti per la casa sono state le rinunce più semplici. Ok, accumulare così tanti risparmi in un mese mi ha reso abbastanza fiero di me, ma rinunciare a una percentuale così alta del mio stipendio mi è anche sembrato un metodo insostenibile. Barney mi dice che è inevitabile con il mio stipendio attuale; e più guadagni, più facile sarà risparmiare.

In molti articoli sul movimento FIRE si parla di persone con stipendi a sei cifre, o che hanno ricevuto grosse somme in eredità. Il principio di FIRE, tuttavia, è che devi risparmiare e investire sempre di più man mano che fai carriera e aumenti il tuo reddito; e considerato la stato attuale dell'editoria, non credo che riuscirò ad aumentare di molto il mio reddito nei prossimi tempi.

Se l'idea di mettere da parte metà del tuo misero gruzzolo mensile ti sembra troppo, forse ti starai chiedendo come fare per risparmiare di più senza arrivare all'austerità più totale. La maggior parte dei blogger con cui ho parlato mi ha detto che FIRE non è una scelta assoluta e binaria, e che risparmiare metà del tuo stipendio non è l'unica soluzione possibile per garantirti un futuro tranquillo. E sono certo che nessuno di voi abbia bisogno dell'ennesimo articolo sui trucchi per risparmiare e le ricette semplici per prepararti il pranzo e spendere pochissimo. "Anche se non raggiungi la cifra necessaria per smettere di lavorare, non sarà stato tutto inutile," dice Barney. "Ogni euro in più risparmiato ti assicurerà maggiore libertà in futuro."

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Con il cambiamento climatico che minaccia di distruggere gli ecosistemi e il bombardamento incessante di news angoscianti, questo non è decisamente il momento storico migliore per affidare il proprio futuro economico al funzionamento dell'economia globale e agli interessi sui nostri risparmi.

Jared Dillian, che scrive per Bloomberg, sostiene che "il più grande problema del movimento FIRE è che è basato sull'attuale situazione di mercato rialzista. FIRE sembra funzionare, oggi, perché la borsa è in crescita." Come spiega Dillian, anche se questa tendenza dovesse continuare, "non sarà divertente vivere una vita di rinunce e vedere la tua fortuna perdere valore, calando del 30 o del 50 percento." Altri critici del movimento FIRE hanno sollevato il problema dell'aspettativa di vita che cresce; è difficile prevedere se hai accumulato abbastanza risparmi a 40 anni se poi ne hai davanti a te altri 50 da vivere.

Ma al di là dei problemi matematici ed economici dietro a FIRE, dal mio punto di vista, stravolgere completamente la mia vita attuale riducendola a una serie di tristi scelte finanziarie per tentare di raggiungere un obiettivo utopistico che forse non raggiungerò mai non è accettabile. "Se morissi di infarto tra sei mesi, per esempio, sarebbe un peccato aver risparmiato tutti quei soldi per godermeli in un futuro che forse non c'è," dice Barney.

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