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Un'italiana è stata fermata in Turchia per avere diffuso materiale del PKK su Facebook

Lo riporta l'ANSA, che, citando fonti consolari, spiega come la 24enne Giovanna Lanzavecchia sia ora in detenzione presso un carcere per stranieri di Istanbul, in attesa di espulsione.
21.3.16
Una militante del PKK. [Foto via Flickr]

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Una ragazza italiana è stata fermata dalla polizia turca con l'accusa di aver diffuso sui social network materiale di propaganda a favore del PKK, il partito dei lavoratori curdo considerato un'organizzazione terroristica da Ankara.

Lo riporta l'ANSA, che, citando fonti consolari, spiega come la 24enne Giovanna Lanzavecchia sia ora in detenzione presso un carcere per stranieri di Istanbul, in attesa di espulsione.

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Secondo quanto riferito da Huffington Post, Lanzavecchia era arrivata in Turchia da pochi giorni e soggiornava in un albergo di Sultanhamet, quartiere centrale di Istanbul.

Il fermo di Lanzavecchia si inserisce nel recente giro di vite della polizia turca nei confronti di presunti sostenitori del PKK.

Settimana scorsa Chris Stephenson, un professore universitario inglese, è stato arrestato a Istanbul con l'accusa di "aver fatto propaganda per un'associazione terroristica". La colpa di Stephenson sarebbe quella di aver distribuito inviti ai festeggiamenti per il capodanno curdo, che si celebrà oggi.

In foto: I giovani guerriglieri curdi che combattono contro l'esercito turco

I festeggiamenti sono stati vietati in buona parte della Turchia, eccetto Diyarbakir, la più importante città curda del sud-est.

Il governo turco e i separatisti del PKK si battono in una guerra civile che dura dagli anni '80.

All'indomani dell'attentato che domenica scorsa ad Ankara ha causato 37 morti e 125 feriti il presidente turco Teyyip Erdogan ha annunciato un inasprimento nella lotta al PKK. L'attacco non è stato ufficialmente rivendicato ma le autorità di Ankara lo attribuiscono ad alcuni esponenti del partito curdo.

Lunedì scorso Erdogan ha detto che il concetto di terrorismo deve essere ridefinito per includere tutti coloro che sostengono la sua causa.

"O stai con noi, o stai con i terroristi," ha dichiarato Erdogan. "Anche se è il terrorista quello che preme il grilletto e fa esplodere la bomba, sono questi sostenitori e complice che permettono che questi attentati raggiungano il loro obiettivo."

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Foto in apertura di Kurdishstruggle via Flickr in Creative Commons.